Croisières sidérales

Croisières sidérales

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Un autentico gioiellino misconosciuto, Croisières sidérales di André Zwobada è un film realizzato nella Francia occupata dai nazisti, un brillante miscuglio di generi tra fantascienza, commedia e musical, assimilando la rivoluzione culturale portata dalla teoria della relatività, ponendosi tra Le voyage dans la lune e La jetée. Scovato dal Trieste Science+Fiction Festival 2025, e proposto, nel recente trasferimento 4K, nella sezione Sci-Fi Classix.

Tutto è relativo

Françoise e Robert Monier, due scienziati novelli sposi, si preparano a decollare a bordo di un aerostato di loro invenzione. Sfortunatamente, Robert rimane ferito in un incidente e Françoise deve partire da sola con l’assistente di laboratorio Lucien.Al loro ritorno, il marito di Françoise avrà i capelli grigi e il bambino starà per sposarsi: quindici giorni intersiderali corrispondono a venticinque anni del tempo terrestre. [sinossi]

Anche in quegli anni bui dell’Europa dominata da nazismi e fascismi capita di riscoprire piccole perle della settima arte finite nel dimenticatoio, forse proprio per la fretta di liquidare tutto ciò che è stato realizzato sotto quei nefasti regimi. Proprio come il sublime mélo tedesco del 1944 Opfergang, amato da Žižek, è il caso di un film di fantascienza, e non solo, realizzato nel 1942 nella Francia sotto il regime di Vichy. Si tratta di Croisières sidérales di André Zwobada che approda alla regia dopo essere stato aiuto regista anche di Renoir. Il film viene ora proposto, fresco di trasferimento digitale 4K, nella sezione Sci-Fi Classix del Trieste Science+Fiction Festival 2025. Una lunga scritta apre il film, come era d’uso all’epoca, rivendicando la base scientifica reale del plot, che sfrutta le potenzialità narrative della teoria della relatività einsteiniana. Già questo assunto comprende un sottotesto ideologico, considerando che il grande fisico tedesco si era rifugiato a Princeton e la sua opera scientifica oggetto di ostracismo e bollata come fisica ebraica. Lo scienziato del film, invecchiato, mostra una complessa equazione che illustra le trasformazioni di Lorentz, quindi, attinta da una reale formula fisica, da cui Einstein, non citato per i motivi di cui sopra, ricavò il concetto di relatività ristretta. Croisières sidérales sfrutta quella grande opportunità narrativa offerta dalla relatività, nella possibilità di intrecciare lo spazio con il tempo come ha fatto più recentemente Cristopher Nolan con Interstellar, di cui Croisières sidérales può essere considerato l’antesignano. Un lungo viaggio siderale durato quindici giorni riporta gli astronauti su una Terra dove sono nel frattempo passati venticinque anni. E così l’astronauta ritrova il marito, che avrebbe dovuto partire con lei ma è stato trattenuto a terra da un incidente, con i capelli bianchi, il loro bimbo ormai adulto e prossimo al matrimonio, e l’arbusto prediletto, simbolo della loro storia, diventato un imponente albero.

Croisières sidérales dispiega tutto un apparato fantasmagorico su un’astronave molto semplice, come un pallone aerostatico alla Jules Verne, all’interno della quale va in scena lo spettacolo dell’assenza di gravità, con tutta una serie di immagini, tra cui quella dei due astronauti che si muovono e camminano in su e in giù in una sezione circolare del mezzo spaziale come se la gravità si riorientasse insieme ai loro passi. Questa scena anticipa quella iconica della hostess di 2001: Odissea nello spazio. Il film però non si esaurisce nel solo genere sci-fi, per quanto elaborato. Già il tono è scanzonatamente surreale, un po’ nello stile di film hollywoodiani degli anni precedenti come Il mago di Oz o Hellzapoppin’. Ma soprattutto il film proseguirà come musical danzante, con una scenografia da luna park o da Folies Bergère dove si celebra ancora l’avventura spaziale appena messa in scena nel film, come in un gioco di scatole cinesi che poi vedrà anche l’impego di schermi televisivi. Nella storia della fantascienza cinematografica francese potremmo collocare Croisières sidérales a metà strada tra Le voyage dans la lune e La jetée, riprendendo i balletti fantasmagorici di Méliès, e anticipando i paradossi temporali di Chris Marker. Torna la figura circolare nelle ruote panoramiche che qui rimangono fisse, inquadrate con le coordinate prefissate, rotte solo da ardite soggettive delle trapeziste. Il film ragiona su una parabola dell’umanità che assomiglia a quella di King Kong. L’uomo sfida l’ignoto, lo affronta, i viaggi siderali come le isole dimenticate dal tempo, e poi trasforma in spettacolo quella sfida vinta, il musical circense sul viaggio spaziale, come lo scimmione esibito in un teatro di music hall. Nella scintillante atmosfera da musical, tra ballerine e scenografie sontuose, il narratore dello spettacolo magnifica con linguaggio da imbonitore, un messaggio positivista sui viaggi spaziali, come opportunità per l’uomo di estendere i propri orizzonti, superando le limitazioni, le barriere dello spazio, e del tempo. Una nuova frontiera ante litteram e un grande anelito di libertà. E tutto questo realizzato sotto l’occupazione tedesca nel regime di Vichy. C’è spazio per un nuovo viaggio, su Venere, nel 2000. Un Eden popolato di un’umanità primitiva, pacifista, che non conosce la guerra. Così si chiude Croisières sidérales. André Zwobada si unisce poi alla resistenza nelle fila dei comunisti. Dopo la guerra si trasferisce in Marocco dove realizza film fiabeschi orientaleggianti. Sarà il produttore di La noire de… di Ousmane Sembène, il primo lungometraggio di fiction africano.

Info
Croisières sidérales sul sito di S+F.

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