How to Build a Library
di Christopher King, Maia Lekow
Attraverso un documentario apparentemente semplice come How to Build a Library, che racconta la storia di due donne che riescono a rilanciare una storica biblioteca di Nairobi, i registi Christopher King e Maia Lekow riflettono sul passato coloniale, sulla riappropriazione della propria cultura e sulle biblioteche come centri del sapere a disposizione di tutti. Tra le righe però l’entusiasmo iniziale lascia spazio alla disillusione. Nella sezione Feature Documentary dell’El Gouna Film Festival 2025.
La nostra Africa
Due tenaci donne keniote, la scrittrice Wanjiru “Shiro” Koinange e l’editrice Angela Wachuka, stanno riammodernando una biblioteca fatiscente e piena di detriti nel centro di Nairobi. Ma prima devono collaborare con il governo locale, raccogliere diversi milioni di dollari per il restauro e affrontare i fantasmi di una problematica eredità coloniale che ancora si annida tra le mura della biblioteca. [sinossi]
La biblioteca McMillan di Nairobi fu edificata nel 1931 in memoria di Sir William Northrup McMillan, colono anglosassone ricordato come avventuriero e filantropo. L’edificio trasuda colonialismo in ogni suo angolo, a partire dal suo severo impianto neoclassico, con l’ampio colonnato della sua facciata, la scalinata e due imponenti statue di leoni ai lati; al suo interno abbondano trofei di caccia, due grandi zanne d’elefante e una testa di leone ormai consunta dall’incuria. E le foto d’epoca, conservate nei suoi archivi o esposte incorniciate, mostrano foto di gruppo dei suoi dirigenti, tutti rigorosamente bianchi dagli abiti eleganti. Recuperare quell’edificio fatiscente per restituirlo alla comunità kenyota è lo scopo che perseguono due donne tenaci quali la scrittrice Wanjiru “Shiro” Koinange e l’editrice Angela Wachuka, così come raccontato nel documentario How to Build a Library, opera dei registi Christopher King e Maia Lekow. Documentario ora presentato nel concorso Feature Documentary dell’8° El Gouna Film Festival, dopo l’anteprima al Sundance e tanti passaggi a festival soprattutto di cinema del reale come Thessaloniki, Sheffield, CPH:DOX. Si tratta di un documentario dal taglio tradizionale, semplice, fatto di interviste, filmati di repertorio, riprese di lavori, assemblee, inaugurazione. I registi comunque non trascurano le lezioni, per esempio, di Ex Libris – The New York Public Library e in generale nell’attenzione osservazionale di Wiseman ai momenti assembleari, alle discussioni – come, per esempio, quella sul sistema di catalogazione, ma anche di Un animal, des animaux di Nicolas Philibert, per la trasformazione, l’ammodernamento di un vetusto spazio polveroso in uno moderno, dinamico, accessibile a tutti. Con la storia delle due protagoniste, della loro battaglia per avere finanziamenti coinvolgendo le istituzioni, il film è un concentrato di informazioni e riflessioni. Prima di tutto sul retaggio coloniale evidente già da una visione aerea del palazzo della biblioteca che si erge imponente in mezzo a tante abitazioni popolari fatiscenti.
La sfida è stata così quella di rilanciare quell’imponente costruzione come presidio culturale per la collettività, in un contesto moderno. Le prime inquadrature del film mostrano un traffico caotico dove la gente attraversa la strada dribblando tra le auto in assenza di strisce pedonali o semafori, come per molte città africane. Significativamente i registi mostrano il filmato d’archivio della visita in Kenya di una giovane regina Elisabetta, accolta, come spesso previsto in questi cerimoniali, da un bambino di colore che le offre un mazzo di fiori. Ma il piccolo è impaurito e riluttante, qualcuno gli dà una spinta, lui comunque non porge l’omaggio florale a sua maestà che glielo strappa di mano con fare prepotente. Una scena straordinariamente metaforica. La biblioteca era riservata ai bianchi ed è stata vietata al pubblico di colore fino al 1958, poco prima della piena indipendenza del paese conquistata nel 1964. Rilanciare quella, come altre biblioteche della capitale keniota, significa rivitalizzare un grande centro di diffusione della cultura, e, come tale, della democrazia e dei diritti. Ma ancora le due protagoniste si trovano di fronte a un patrimonio di volumi esclusivamente dell’uomo bianco, che riflette il punto di vista del suprematismo europeo, nelle sue lingue. Eppure, esistono circa 200 lingue africane. Il lavoro delle due donne infaticabili diventa così quello di incrementare la collezione con volumi di scrittori locali e africani, con lo scopo di far svolgere alla biblioteca anche la funzione di archivio identitario di un popolo, pur nella consapevolezza che non si riuscirà a rappresentare tutte le lingue indigene e le culture del continente. How to Build a Library è la storia di un’impresa che va a buon fine. La realtà sociale della capitale del Kenya che ne emerge non è tuttavia sempre confortante. Tutto sembra omologabile alla vita di grandi città in tutto il mondo. C’è partecipazione e voglia di cultura, ma anche la burocrazia e gli amministratori locali che devono fare la passerella dopo che con fatica hanno aperto i salvadanai degli enti pubblici. Ma soprattutto nel film si parla in inglese dall’inizio alla fine, segno di un’impronta coloniale che comunque è rimasta. E torneranno ancora i regnanti britannici del Commonwealth, re Carlo e Camilla, in una visita ufficiale che li porta anche nella rinnovata biblioteca, mettendo il personale in fibrillazione per organizzare i protocolli con tanto di tappeto rosso da stendere. Ormai forse il rapporto con loro è più paritario, meno sbilanciato, ma rimane il senso appena palpabile di una sudditanza coloniale anche inconscia.
Info
How to Build a Library sul sito di El Gouna.
- Genere: documentario
- Titolo originale: How to Build a Library
- Paese/Anno: Kenya, USA | 2025
- Regia: Christopher King, Maia Lekow
- Fotografia: Christopher King, Emma Nzicka, Michael Onyiego, Nyasha Kadandara, Ronald Ronics, Steve Ruiyi, Tomothy Mwaura, Wambui Muigai
- Montaggio: Ricardo Acosta
- Colonna sonora: Daniel Hoffknecht, Katya Mihailova, Maia Lekow
- Produzione: Artemis Rising Foundation, Circle & Square Productions, Foothill Productions, Good Gravy Films, JustFilms / Ford Foundation, One Story Up
- Durata: 101'

El Gouna Film Festival 2025 – Presentazione
El Gouna Film Festival 2025