My Father’s Scent
di Mohamed Siam
Esordio al lungometraggio di finzione per il filmmaker egiziano Mohamed Siam, My Father’s Scent è un dramma borghese giocato sul confronto tra un padre e un figlio, sulla consapevolezza di un divario estremo tra vecchia e nuova generazione egiziane. Tutto in una notte, che sarà la prima notte di quiete per l’anziano genitore. In concorso all’8ª edizione di El Gouna Film Festival.
Tutto in una notte egiziana
Dopo le dimissioni del padre dall’ospedale, il figlio minore trascorre la notte a casa con il genitore malato. La mattina seguente, il padre viene trovato morto. I sospetti si concentrano subito sul figlio, che aveva accettato con riluttanza di passare la notte accanto a lui. La narrazione torna così indietro alla notte precedente, rivelando la relazione disfunzionale tra padre e figlio. In un intenso scontro verbale, i due uomini mettono a nudo ogni segreto, smascherando anni di apparenze e silenzi. [sinossi]
Può sorprendere la scelta di un film che pone al centro un giovane abituato al consumo di droghe leggere, in una società che gli stereotipi descrivono come rigida e conservatrice, come quella egiziana. «È facile procurarsele», gli fa notare qualcuno, ma Farouk, così si chiama il protagonista, risponde con disinvoltura: «Non sono illegali, sono solo sostanze che lo Stato non ha mai prescritto», rivendicando così spazi di libertà dove la legge tace. Farouk è il personaggio principale di My Father’s Scent, esordio nel lungometraggio di finzione del regista egiziano Mohamed Siam, già autore di documentari e cortometraggi. Il film è stato presentato nella Feature Narrative Competition dell’8ª edizione dell’El Gouna Film Festival, dopo la sua anteprima al 41° Warsaw Film Festival, nella sezione 1–2 Competition dedicata alle opere prime e seconde. Sin dalle prime scene, Farouk appare come un ragazzo viziato, superficiale, ben vestito, abituato a non faticare mai. Indossa una felpa con la scritta “Self Control”, che diventa anche un segno distintivo per identificare i due giorni diversi in cui si svolge la storia. Inevitabile il conflitto con il padre, uomo dalle vedute più tradizionali, e con la fidanzata, desiderosa di costruire una famiglia, un progetto di vita a lui del tutto estraneo. In una scena emblematica, durante una lite in macchina, la ragazza, fino a quel momento in abiti occidentali, si copre con il velo e un austero vestito nero prima di scendere in mezzo alla gente: un gesto che racchiude le contraddizioni di un paese sospeso tra modernità e tradizione, segnato da profonde disuguaglianze sociali. Un Egitto, quello mostrato dal film, che appare anacronistico, dove in televisione si trasmette ancora il Muppet Show.
Con My Father’s Scent, Mohamed Siam prosegue la sua indagine sul tessuto sociale del suo paese, ponendo al centro il conflitto tra Omar e Farouk, tra padre e figlio, come metafora di una frattura generazionale più ampia. Il regista costruisce con sapienza una drammaturgia di morte e rinascita. Ci troviamo ad Alessandria d’Egitto, alla vigilia dell’ʿĪd al-Aḍḥā, la festa islamica del sacrificio che coincide con il pellegrinaggio canonico (ḥajj). Il film si apre con la morte di Omar, da poco uscito dal coma: una fine improvvisa, che lascia il dubbio tra morte naturale e omicidio. La narrazione si riavvolge per raccontare il giorno prima, l’ultima giornata della sua vita, trascorsa accanto al figlio, tra tensioni, come la lite sulla terrazza deserta di un ristorante, e momenti di inaspettata intimità. Siam dimostra di saper raccontare attraverso le immagini, rendendo il senso di spaesamento e confusione mentale del protagonista con movimenti di macchina incerti, come nella sequenza in cui Farouk cammina avanti e indietro in un corridoio seguito da una camera a mano. Oppure nei numerosi riflessi di sé che il ragazzo osserva negli specchi, sempre incrinati o frantumati: un motivo visivo che diventa metafora dello smarrimento di un’intera generazione. In My Father’s Scent, Mohamed Siam riflette sul peso dell’eredità familiare, sulla difficoltà del dialogo tra padri e figli e sulla necessità di riconoscersi, pur attraverso il dolore. La morte del patriarca diventa così pretesto per una rinascita interiore, e la frattura generazionale si trasforma in un atto di riconciliazione reciproca.
Info
My Father’s Scent sul sito di El Gouna.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: My Father's Scent
- Paese/Anno: Arabia Saudita, Egitto, Francia, Norvegia, Qatar, Svezia | 2025
- Regia: Mohamed Siam
- Sceneggiatura: Ahmed Amer, Mohamed Siam
- Fotografia: Omar Abou Douma
- Montaggio: Ahmed Hafez
- Interpreti: Abed Anani, Ahmed Malek, Donia Maher, Hala Marzouk, Kamel El Basha, Mayan El Sayed
- Colonna sonora: Sary Hany
- Produzione: Arizona Films, ArtKhana, B-retta Film, DUOfilm, Film Clinic
- Durata: 90'

El Gouna Film Festival 2025 – Presentazione
El Gouna Film Festival 2025