Uscite in sala 13 novembre 2025
Edgar Wright alle prese con un romanzo di Stephen King, Pierfrancesco Favino ex tennista maledetto, il ritorno degli illusionisti capitanati da Jesse Eisenberg, il passato e il presente secondo Cédric Klapisch e l’esordio alla regia di Agathe Riedinger. Poi come un ciclone arrivano quei bravi ragazzi di Scorsese e si portano via ogni cosa.
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THE RUNNING MAN
di Edgar Wright
Trasporre in immagini le pagine vergate da quel geniaccio di Stephen King è operazione tutt’altro che semplice, si sa, ma in fin dei conti Edgar Wright se la cava, riuscendo anche a intercettare qualche ipotesi di lettura politica del tessuto sociale statunitense. Un buon ritmo, una certa maestria nella messa in scena, e il più è fatto.
The Running Man è il programma televisivo più seguito al mondo: un reality show estremo in cui i concorrenti, chiamati “Runner”, devono rispettare una sola regola per restare vivi: fuggire per 30 giorni, in diretta TV, braccati da killer professionisti, detti “Cacciatori”, mentre il pubblico, incollato agli schermi, esulta a ogni esecuzione. Ben Richards (Glen Powell) non è un eroe. È un uomo qualunque, costretto a una scelta impossibile: entrare nel gioco per salvare la figlia malata. A convincerlo è Dan Killian (Josh Brolin), il carismatico e spietato produttore dello spettacolo, maestro nel trasformare la sofferenza in spettacolo, la paura in share, la morte in intrattenimento. Ma Ben non segue il copione. Corre, lotta, resiste. E contro ogni previsione diventa un idolo: il pubblico lo acclama, gli ascolti volano. Più il successo cresce, più il gioco si fa mortale. Ora Ben non deve affrontare solo i suoi inseguitori… ma un’intera nazione che vuole vederlo cadere. [sinossi]
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IL MAESTRO
di Andrea Di Stefano
Andrea Di Stefano è un buon regista di cinema popolare, uno che sembra aver finalmente capito che si può portare sullo schermo un racconto lineare, ben diretto, per di più sporcandosi le mani con il tema sportivo, che nella produzione italiana non ha mai saputo ritagliarsi molti spazi. Divertente ma non privo di spigolature dolorose, Il maestro è un bel racconto di (de)formazione innervato dal carisma e dalla presenza in scena di Favino.
Estate, fine anni Ottanta. Dopo anni di allenamenti duri e regole ferree, Felice, tredici anni e sulle spalle tutte le aspettative del padre, arriva finalmente ad affrontare i tornei nazionali di tennis. Per prepararlo al meglio il padre si affida al sedicente ex campione Raul Gatti, che vanta addirittura di un ottavo di finale al Foro Italico. Di partita in partita, i due iniziano un viaggio lungo la costa italiana, che tra sconfitte, bugie e incontri bizzarri porterà Felice a scoprire il sapore della libertà e Raul a intravedere la possibilità di un nuovo inizio. Così, in questa strana estate, tra i due nasce un legame profondo e inatteso. [sinossi]
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L’ILLUSIONE PERFETTA – NOW YOU SEE ME – NOW YOU DON’T
di Ruben Fleischer
Riecco i Cavalieri, gli illusionisti dediti anche al crimine, en passant. Il terzo capitolo, che arriva quasi dieci anni dopo il secondo, sa intrattenere ma non aggiunge davvero nulla al discorso sul trucco e al giochino del twist narrativo su cui erano costruiti i primi due film. Buon cast, un film da vedere in una sala comoda e con pop corn e bibita alla mano.
Un furto di diamanti riunisce gli illusionisti in pensione dei Cavalieri con i nuovi artisti Greenblatt, Smith e Sessa, impegnati a catturare pericolosi criminali. [sinossi]
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I COLORI DEL TEMPO
di Cédric Klapisch
Cédric Klapisch, regista di sicuro mestiere, realizza una curiosa commistione di commedia corale e film storico, in cui si immagina che un’improvvisa eredità tocchi in sorte a un gruppo di sconosciuti che scoprono di discendere da una donna vissuta alla fine dell’Ottocento, di cui seguiamo il percorso dalla provincia alla vita parigina. Accolto da un notevole successo di pubblico in Francia, il film appare però piuttosto slegato e prolisso, non riuscendo a costruire un autentico rapporto dialettico tra presente e passato nonché, come sarebbe nelle intenzioni, un parallelo tra le due discipline artistiche eminentemente visive, il cinema e la pittura. Resta la buona chimica degli interpreti e una ricostruzione d’epoca senz’altro più convincente dello sguardo sul contemporaneo ma è un po’ poco.
Nella Francia di oggi, un gruppo di sconosciuti viene riunito in quanto discendente di Adèle, donna di fine ottocento che dalla Normandia era partita alla volta di Parigi in cerca della madre che l’aveva abbandonata. Dovendo ispezionare la casa in rovina di Adèle per decidere cosa fare della proprietà, gli emissari del gruppo – Guy, Céline, Seb e Abdel – mettono insieme pezzo dopo pezzo il lontano passato della loro famiglia. Parallelamente, durante la Belle Époque, Adèle si avventura nella grande città assieme ai nuovi amici Lucien e Anatole, scoprendo una capitale nel vortice del cambiamento, tra zone ancora rurali e i salotti della borghesia moderna, e tra le arti figurative e l’avvento della fotografia. [sinossi]
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UNA RAGAZZA BRILLANTE
di Agathe Riedinger
Arriva dritta dritta da Cannes 2024 – dov’era addirittura in concorso! – l’opera prima di Riedinger, che si muove in territori à la Sciamma senza però possedere la scintilla creativa e la furia espressiva della collega: un racconto di crescita “social” che si può seguire ma non risveglia un interesse particolare.
Liane vive a Frèjus con la madre e una sorellina. Essendo già presente e seguita sui social, anche grazie alla sua bellezza, vuole entrare a far parte del reality “Miracle Island”. Per lei significherebbe il coronamento del desiderio di essere amata. [sinossi]
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CELEBRITY
di Woody Allen
Celebrity non è certo il Woody Allen più ispirato, e in qualche modo il grido d’aiuto lanciato dal protagonista nel film riflette quello di un cineasta qui alle prese con materiale fin troppo abituale, maneggiato molto meglio in altre occasioni. Cast imperdibile, in ogni caso.
Un giornalista fallito e aspirante sceneggiatore, dopo il divorzio dalla moglie, cerca di entrare nel mondo delle celebrità ma scopre che non è una vita tutta rose e fiori. [sinossi]
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QUEI BRAVI RAGAZZI
di Martin Scorsese
Vabbè, uno dei grandi capolavori scorsesiani, apoteosi della sua riflessione sulla mafia, sul gangsterismo, sugli ultimi della classe nel sistema criminale. Meraviglioso Ray Liotta, impegnato nel ruolo della vita; attorno a lui, a mo’ di angeli custodi, due fedelissimi del regista newyorchese come Robert De Niro e Joe Pesci. Imperdibile, davvero.
Henry Hill, nato da madre siciliana e padre irlandese, è un piccolo gangster dei quartieri bassi di New York. Lì un potente irlandese, James Conway, inizia a proteggerlo e lo introduce in una banda specializzata in furti, estorsioni e contrabbando che presto diventa la sua vera famiglia e i cui componenti usano chiamarsi fra loro “bravi ragazzi”. I suoi capi, James Conway, Tommy DeVito e Paul Cicero, ai quali ubbidisce senza discutere, gli dimostrano presto di essere capaci di uccidere ferocemente. Soprattutto Tommy, apparentemente così bonario, si trasforma spesso in un maniaco sanguinario, pronto ad ammazzare non solo i nemici. Henry, influenzato negativamente dal successo dei suoi partner, arriverà al punto di provocare la caduta di Jimmy e Tommy? [sinossi]
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Questa settimana escono anche Tups – Tipi umani particolarmente strani (2025) di Alberto Valtellina, Due famiglie, un funerale (2025) di Mark Melville, To a Land Unknown (2024) di Mahdi Fleifel. Lunedì 17 tocca a Amici comuni (2025) di Marco Castaldi, Allevi – Back to Life (2025) di Simone Valentini, C’è un posto nel mondo (2024) di Francesco Falaschi. Buone visioni!

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