Renovation
di Gabrielė Urbonaitė
Esordio al lungometraggio per la giovane regista lituana Gabrielė Urbonaitė, Renovation è una delicata commedia di sentimenti incentrata su una giovane donna borghese e sui suoi sentimenti inespressi, in un contesto precario, con la vicina guerra in Ucraina e con l’ansia del paese lituano di cancellare tutte le tracce del passato sovietico, in nome di un rinnovamento architettonico obbligato. Nel concorso lungometraggi del 37° Trieste Film Festival.
Interno lituano
Ilona, 29 anni, si trasferisce in un appartamento in apparenza perfetto con il suo ragazzo Matas, con cui la relazione sta diventando seria. Ma quando iniziano i lavori di ristrutturazione dell’edificio, non sono solo le crepe nei muri a venire alla luce: iniziano a emergere anche i dubbi interiori di Ilona. La donna stringe un’inaspettata amicizia con Oleg, un operaio edile ucraino. Dopo avergli detto spontaneamente di essere una poetessa, Ilona inizia davvero a scrivere poesie. Il loro legame non fa che aumentare i dubbi di Ilona: vuole davvero sistemarsi e mettere su famiglia? [sinossi]
Sembra una coppia perfetta e invidiabile quella formata da Ilona e Matas, protagonisti di Renovation (Renovacija), esordio al lungometraggio per la giovane regista lituana Gabrielė Urbonaitė, nel concorso lungometraggi del 37° Trieste Film Festival, dopo l’anteprima a Karlovy Vary e i passaggi a Sarajevo, Cairo e Tallinn. Alla soglia dei trenta, benestanti, in quella fase della vita in cui si è già pienamente entrati nel mondo adulto e del lavoro ma ancora con la voglia e il tempo di costruirsi il futuro della propria vita, di sistemarsi. La loro armonia di coppia sembra esprimersi nell’arredamento estroso ed eccentrico con cui addobbano l’appartamento in cui hanno deciso di vivere insieme. E proprio sistemando il loro nido che ritengono di consolidare il loro rapporto. I libri nella libreria, illustrazioni alle pareti, un bonsai, addirittura una doccia luminosa, trionfo del kitsch. Come verrà anche detto espressamente, quell’arredamento riflette le personalità dei due inquilini, anche quando i loro rapporti degenereranno. Sono alle prese quindi anche con l’imbiancatura. Ilona deve scegliere tra tre colori di intonaco, variazioni tra il bianco e il beige. Ma lei non nota differenze. Sulle superfici, sull’aspetto esteriore di case e palazzi si gioca anche visivamente i film, tra riflessi, opacità e trasparenze, espressione delle sembianze dei personaggi e del loro rapporto, tentativi di mascherare le incrinature che in qualche modo vengono a galla. Sono tante le visioni offuscate, i piani con aloni o quella rete delle impalcature con cui dalla casa si vede l’esterno, anche per sbirciare il bel muratore ucraino. Tutto questo in una storia di amori inespressi, di tranquillità solo apparente, di rinnovamento che è proprio dei sentimenti umani, in evoluzione, mai cristallizzati.
L’edificio in cui si trova è un casermone squallido evidentemente di eredità sovietica, rappresentazione di quella fase della storia dei paesi baltici che si vuole cancellare dalla memoria. Lontano dagli edifici storici come dai moderni grattacieli che si vedono sullo sfondo. L’arredamento dei protagonisti stona in effetti con il grigiume di quel severo edificio. Ma, nessun problema, è in corso un restyling, lavori per un rinnovamento che suona come un imperativo della società che va ben oltre la decorazione degli edifici. La città vecchia, che si vedrà alla fine, quando Matas si reinventa come guida turistica, è stata abbondantemente restaurata, sottoposta a un maquillage estetico per valorizzarla come gioiello architettonico, come si fa un po’ dappertutto. Eppure, Matas, nel suo tour guidato, mostra dei muri ancora ricoperti di buchi di proiettili, lasciati a monito della guerra e delle varie dominazioni, di Mosca o dei nazisti. A volte emerge la necessità del ricordo, anche delle epoche buie. Il palazzo dove vivono i protagonisti invece è impacchettato per quei lavori che rendono a Ilona la vita impossibile. La donna conosce un fascinoso muratore ucraino, per il quale nasce una simpatia, un’attrazione appena percepibile, tratteggiata con grande delicatezza. Tra i due diventa massimo il gioco delle apparenze. Lei con lui si spaccia per poetessa, e comincia effettivamente a scrivere poesie. Quando lui è invitato a un party dato dalla coppia per inaugurare l’appartamento, fuori target in quel contesto modaiolo da ‘Vilnius da bere’, viene da lei presentato come sì un muratore ma anche come un pittore, quasi a compensazione, nel ruolo più accettato di artista magari un po’ bohémien.
Renovation è una storia femminile, di una donna che crede di aver trovato la stabilità dei propri sentimenti ma che non ha, quasi, il coraggio di cambiare seguendo le cose nuove che sono entrate nella sua vita. Solo un bacetto casto si lascia scappare con Oleg, scusandosi. Il contesto storico reclama la sua parte, il muratore deve tornare in Ucraina, forse perché richiamato alle armi. Così almeno si può immaginare. Ma il film è anche sulla mediocrità maschile, sul senso del possesso e la gelosia di Matas che, subodorando qualcosa che in realtà non è successo – ancora le apparenze – fa una scenata a Ilona e la lascia. La riconciliazione finale sembra una sconfitta ma è Ilona a imporla, nella consapevolezza della sua superiorità. Gli equilibri della vita sono instabili ma, a volte, si deve apprezzare o accettare lo stato di fatto, invece di fughe dalla realtà che si rivelano fantasiose. Il rinnovamento non è per forza un imperativo categorico.
Info
Renovation sul sito di Trieste 2026.
- Genere: commedia, sentimentale
- Titolo originale: Renovacija
- Paese/Anno: Lettonia, Lituania | 2025
- Regia: Gabrielė Urbonaitė
- Sceneggiatura: Gabrielė Urbonaitė
- Fotografia: Vytautas Katkus
- Montaggio: Armands Začs
- Interpreti: Aistė Diržiūtė-Rimkė, Šarūnas Zenkevičius, Žygimantė Elena Jakštaitė, Helene Bergsholm, Jūratė Vilūnaitė, Jolanta Dapkūnaitė, Laimutė Štrimaitytė, Maryna Zdarankova, Nerijus Gadliauskas, Roman Lutskyi
- Colonna sonora: Edvards Broders
- Produzione: Harald House, Mima Films, Studio Uljana Kim
- Durata: 90'

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