Uscite in sala 12 febbraio 2026

Uscite in sala 12 febbraio 2026

Settimana che si articola tra rapporti servo-padrone e alunno-professoressa, racconti staliniani e putiniani, cime tempestose e strade del crimine. Il 14 febbraio, in occasione di San Valentino, torna in sala per un singolo giorno Ghost – Fantasma di Jerry Zucker.

 

PILLION – AMORE SENZA FRENI
di Harry Lighton

Harry Lighton esordisce col botto, prendendo spunto da un romanzo di Adam Mars-Jones e osando laddove buona parte del cinema contemporaneo si ritrarrebbe senza addentrarsi nella selva oscura del desiderio. Ne viene fuori un’opera divertente, spiazzante, che merita uno sguardo attento e partecipe.

Colin è un giovane uomo timido e mite. Avvista – o meglio, viene avvistato da – Ray, un motociclista che è un magnifico esemplare di maschio alfa. L’attrazione è immediata e, incredibilmente, reciproca. La relazione fra i due è unilaterale: Ray comanda e Colin obbedisce, vista la sua “naturale attitudine alla devozione”, come la descrive l’Adone. Quando Colin cerca di trasformare la relazione in un rapporto di coppia le cose si complicano. [sinossi]

 

DUE PROCURATORI
di Sergei Loznitsa

Il cinema “di finzione” di Sergei Loznitsa non riesce con ogni probabilità a raggiungere i picchi estetici e di senso della sua produzione documentaria, ma il grandissimo regista ucraino si barcamena con estrema forza anche in questa occasione, rimettendo al centro del discorso le tragiche storture e iniquità dello stalinismo nella sua fase più cruenta della sua gestione del potere.

URSS 1937. Apogeo della repressione staliniana. Un detenuto incaricato di bruciare tutti gli appelli rivolti al dittatore ne salva uno rivolto a un procuratore: Alexander Kornev, giovane magistrato idealista convinto di vivere nel più legale dei mondi. Si accorgerà, a sue spese, che la realtà è estremamente diversa. [sinossi]

 

LA GIOIA
di Nicolangelo Gelormini

A quattro anni di distanza da Fortuna e dopo aver collaborato alla messa in scena de L’arte della gioia, Nicolangelo Gelormini torna alla regia prendendo di nuovo spunto da un cupissimo fatto di cronaca realmente accaduto e dimostrando di possedere uno sguardo ben focalizzato sull’umanità e le sue turpitudini. Regista davvero interessante, e prezioso. Eccezionale la prova degli interpreti, a partire da un mefistofelico e disperato Saul Nanni.

Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo, che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l’unica persona che lo abbia mai amato. [sinossi]

 

IL MAGO DEL CREMLINO – LE ORIGINI DI PUTIN
di Olivier Assayas

Bizzarro che un regista come Olivier Assayas, da sempre in possesso di uno sguardo potente nella sua lucida espressività si lascia sopraffare da un fiume di parole: questo ritratto di Vladimir Putin e del suo entourage appare infatti verbosissimo, straparlato, e forse superficiale nella ritrattistica del sistema russo e delle sue evidenti distonie. Resta una visione interessante, ma era lecito attendersi molto di più.

Russia, primi anni ’90. L’URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane uomo dalla mente brillante sta per trovare la propria strada. Prima artista d’avanguardia, poi produttore di reality show, diventa consigliere ufficioso di un ex agente del KGB destinato a conquistare il potere assoluto: colui che presto sarà conosciuto come “lo Zar”, Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov diventa lo spin doctor della nuova Russia, modellandone discorsi, fantasie e percezioni. Ma c’è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga – lontano dall’influenza del potere e dal dominio politico. [sinossi]

 

CIME TEMPESTOSE
di Emerald Fennell

Sorta di Giano bifronte, questo adattamento del capolavoro letterario di Emily Brontë appare superficiale, iper-estetizzante, maldestro e di cattivo gusto, eppur riesce a cogliere nel segno in almeno un passaggio della rappresentazione, quello relativo al concetto di diversità (biologica, sociale, etnica, politica). Peccato che questa intuizione risulti soffocata da una regia che non sa controllarsi, né controllare, ma solo lavorare per accumulo.

Una storia d’amore appassionata e tumultuosa ambientata nelle brughiere dello Yorkshire, che esplora l’intensa e distruttiva relazione tra Heathcliff e Catherine Earnshaw. [sinossi]

 

CRIME 101 – LA STRADA DEL CRIMINE
di Bart Layton

Un po’ ottuso questo thriller, nel senso che va dritto per la sua strada perseguendo una linea fin troppo semplice da seguire – e quindi da anticipare -, ma almeno compie il suo dovere, intrattenendo e per i più volenterosi anche appassionando. Chi si contenta ecc.ecc.

Il film racconta la storia di Davis, un ladro sfuggente le cui rapine magistralmente pianificate hanno da tempo lasciato la polizia senza indizi. Davis sta organizzando il colpo più ambizioso della sua carriera – quello che spera possa essere l’ultimo – quando il suo cammino si incrocia con quello di Sharon, una disillusa assicuratrice con cui è costretto a collaborare, e di Orman, un rivale dai metodi molto più pericolosi. Con l’avvicinarsi del furto multimilionario, l’inarrestabile tenente Lubesnik si avvicina alla verità, facendo crescere la tensione e rendendo sempre più sottile il confine tra cacciatore e preda. [sinossi]

 

GHOST – FANTASMA
di Jerry Zucker

Torna in sala uno dei fantasy-thriller-sentimentali più zuccherosi – zuckerosi, a volersi permettere una battutaccia – dell’intera storia del cinema. Poco meno di quarant’anni fa fu un successo internazionale, chissà oggi come reagiranno eventuali giovani virgulti alla visione sul grande schermo, che potrà essere espletata solo ed esclusivamente il 14 febbraio, visto che il film torna in sala per San Valentino. Più zuckeroso di così si muore.

Sam, giovane bancario, è ucciso per sbaglio da un ladruncolo inetto che doveva soltanto derubarlo per conto di un mascalzone, socio di Sam. Al defunto si permette di rimanere tra i vivi come fantasma per saldare il conto e proteggere la moglie amata, aiutato da una medium nera che sente e trasmette la voce. [sinossi]

 

Questa settimana esce anche Goat – Sogna in grande (2026) di Tyree Dillihay, Adam Rosette. Lunedì 16 trovano spazio il documentario sportivo Juventus – Primo amore (2025) di Angelo Bozzolini e quello musicale Andando non so dove – Mauro Pagani, una vita da fuggiasco (2025) di Cristiana Mainardi. Buone visioni!

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