Super Mario Galaxy – Il film

Super Mario Galaxy – Il film

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A tre anni di distanza da Super Mario Bros. – Il film ecco tornare alla carica gli idraulici più famosi della storia della videoludica (e non solo) impegnati in Super Mario Galaxy – Il film a combattere le mire di potere dell’ambizioso Bowser Jr., figlio dell’oramai miniaturizzato Bowser. Molto dinamismo, un ottimo livello raggiunto dall’animazione ma poco altro per questo sequel cui manca l’anima, e in gran parte il senso. A dirigere ci sono di nuovo Aaron Horvath e Michael Jelenic.

La Galassia Varco Celestiale e altre avventure

Mario, Luigi, la principessa Peach e Toad, in compagnia del loro nuovo amico Yoshi, un dinosauro verde, partono per una nuova avventura ai confini dell’universo per combattere una nuova minaccia: Bowser Jr, il figlio di Bowser. [sinossi]

Sono trascorsi tre anni esatti da quando le sale cinematografiche vennero prese d’assalto da orde di spettatori che non vedevano l’ora di poter godere sul grande schermo delle avventure di Mario e Luigi, i due idraulici più famosi dell’intera storia della videoludica (ma anche della Storia in quanto tale, verrebbe da dire): Super Mario Bros. – Il film primeggiò al botteghino un po’ ovunque, potendo ovviamente contare su schiere di idolatri cultori da occidente a oriente. Mille giorni più tardi o giù di lì ecco che le sale si illuminano sulle sequenze di Super Mario Galaxy – Il film, e il tempo dà davvero l’impressione di essersi fermato. Una percezione che non si ferma alla mera constatazione di una squadra di lavoro rimasta inalterata a partire dai due registi Aaron Horvath e Michael Jelenic, ma che investe il senso stesso di un’operazione produttiva simile. Fin dalle primissime sequenze è facile lasciarsi andare a un senso di meraviglia che sopraffà in maniera oggettiva lo sguardo: il progresso tecnico e tecnologico appare sullo schermo in tutta la sua possanza, e sotto questo singolo punto di vista il film compie un deciso passo avanti rispetto al primo capitolo. La cinetica dell’azione è fluida, l’immagine è densa di dettagli tutti perfettamente distinguibili, il ritmo del montaggio – di nuovo a opera di Eric Osmond – è rutilante, in grado di percuotere il senso della vista, e di mostrarsi da subito come trascinante. Tutti particolari che pretendono la loro doverosa dose di lodi, a maggior ragione se la visione è concentrata su uno schermo di grandezza adeguata, con un impianto sonoro degno del certosino lavoro di mix. Quindi, anche di fronte a una regia che per quel che riguarda le singole scelte di messa in scena non pare chissà quanto ispirata (il gioco ordito da Horvath e Jelenic si ferma per lo più a una continua strizzatina d’occhio ai fan della prima ora dei videogiochi, come testimoniano anche presenze in scena che non trovano poi gran risalto in fase di sceneggiatura), ci si può lasciar condurre per mano in questa nuova serie di picaresche vicissitudini, che prendono l’aire dalla pervicace volontà di Bowser Jr, il figlio del villain del primo episodio – nonché “cattivo” per eccellenza della saga Nintendo – di liberare il padre dalla prigionia in cui si è trovato anche miniaturizzato per mostrargli cosa ha organizzato in sua assenza seguendo i dettami con cui è stato cresciuto. A risolvere la situazione, che prevede anche la liberazione della principessa Rosalinda (rapita dal virgulto di Bowser), ci sono Mario e Luigi, e con loro la principessa Peach, il funghetto Toad, il piccolo dinosauro Yoshi e via discorrendo.

Il problema di Super Mario Galaxy è che tolto l’apparato tecnico il film non ha davvero nulla di interessante da proporre agli spettatori: manca ad esempio anche il più vago ed episodico tentativo di donare una parvenza di psicologia ai singoli personaggi, che a ben vedere sono limitati a svolgere solo ed esclusivamente funzioni essenziali. Questo vuoto di senso si riverbera durante l’intera visione, staccando del tutto lo spettatore più smaliziato – quello che ha raggiunto l’età scolare, per il resto il film può essere goduto davvero fino in fondo solo da bimbi fino ai cinque anni – dall’agone che pure in scena continua in modo incessante a farla da padrone. Lo schematismo è così evidente che ci si limita a osservare le evoluzioni dei personaggi, i combattimenti e via discorrendo come se si stesse assistendo a dei fuochi d’artificio, tanto spettacolari quanto ineluttabilmente effimeri. Il livello del discorso d’altronde è troppo infantile per essere preso in modo pur occasionale sul serio, e Horvath e Jelenic non sanno uscire da una forma di rappresentazione che si articoli di caos in caos. Quasi temessero l’horror vacui, i due registi non solo riempiono sempre completamente il quadro ma non staccano mai il pedale dall’acceleratore, impedendo al pubblico di connettersi in profondità con l’avventura, che si risolve di nuovo – come già accaduto nel capitolo del 2023, che aveva almeno il pregio della primogenitura – in un “mondo” dopo l’altro, ricalcando l’idea di una partita giocata da altri, prescritta e cui si accetta di assistere pur sapendo che non sarà possibile interagire in alcun modo. Una sorta di “Twitch-Movie”, in un certo qual modo, che però con grande facilità può condurre a ben più di uno sbadiglio. Restano poi sprecate le poche intuizioni che potevano generare un qualche interesse, a partire da un Bowser depotenziato in quanto “piccolo” e che sta quasi subendo da Luigi una sorta di rieducazione maoista – che ovviamente potrebbe condurre a una “redenzione” –, o a Mario e Luigi tramutati nella loro versione baby. Elementi sparsi che non trovano spazio reale in un gioco all’accumulo ben presto stancante, nonostante la durata ancora contenuta, poco sopra l’ora e mezza. Resta valido per Super Mario Galaxy ciò che si scriveva tre anni a guisa di conclusione della recensione di Super Mario Bros.: “L’unico reale pregio è quello di desiderare di avere ancora il NES tra le mani, attaccarlo al televisore, inserire la cartuccia e far partire una nova avventura accompagnati dall’indimenticabile colonna sonora di Kōji Kondō, che ovviamente non manca nel film”. Ma inizia davvero a essere troppo poco.

Info
Super Mario Galaxy – Il film, un trailer.

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