Quinzaine des Cinéastes 2026, il programma
La Quinzaine des Cinéastes 2026, cinquantottesima edizione della sezione autonoma e parallela del Festival di Cannes che nacque dall’onda d’urto delle proteste sessantottine, svela il suo programma che nel confermare le linee guida degli ultimi anni e muovendosi nel solco della tradizione cerca il punto d’incontro tra i grandi autori internazionali e uno sguardo proteso al futuro.
Anche la Quinzaine des Cinéastes 2026 “boccia” il cinema italiano attuale, stando al programma svelato oggi e che mette insieme ben diciannove lungometraggi lasciando fuori la produzione di Cinecittà e dintorni: non c’è spazio per nessun titolo italiano, ed è questo un elemento che dovrà necessariamente far parte delle discussioni generali dei prossimi mesi. Tolto ciò c’è da stropicciarsi per fortuna gli occhi, vista la messe di opere sulla carta ben più che interessanti che illumineranno lo schermo del Marriot, la sala nelle fondamenta dell’albergo sulla Croisette che è la sede della sezione autonoma e parallela nata dalle braci sessantottine. Come non esultare infatti nel leggere i nomi di Radu Jude, Sébastien Laudenbach, Lisandro Alonso, il quasi centenario Alain Cavalier? E questo solo per citare la punta dell’iceberg. Insomma, in un’epoca di grande caos generale la Quinzaine continua dritta per la sua strada, senza apparenti compromessi e cercando di trovare il punto d’incontro tra il cinema degli autori consolidati della scena internazionale e giovani speranze che proiettano lo sguardo verso il futuro. Le fila andranno ovviamente tirate a Cannes, ma vedere un lavoro così a trecentosessanta gradi sul contemporaneo permette già un ampio sospiro di sollievo.
PROGRAMMA
9 Temples to Heaven di Sompot Chidgasornpongse
Atonement di Reed Van Dyk
Butterfly Jam di Kantemir Balagov (film d’apertura)
Carmen, l’oiseau rebelle di Sébastien Laudenbach
Clarissa di Arie Esiri, Chuko Esiri
Dora di July Jung
L’espèce explosive di Sarah Arnold
Gabin di Maxence Voiseux
I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard
Le journal d’une femme de chambre di Radu Jude
Lave forventninger | Low Expectations di Eivind Landsvik
La libertad doble di Lisandro Alonso
Merci d’être venu di Alain Cavalier
La muerte no tiene dueño di Jorge Thielen Armand
Once Upon a Time in Harlem de William Greaves, David Greaves
La perra di Dominga Sotomayor
Shana di Lila Pinell
Le vertige di Quentin Dupieux (film di chiusura)
We Are Aliens di Kohei Kadowaki

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