Spider-Man: Brand New Day

Spider-Man: Brand New Day

di

Piomba nelle sale Spider-Man: Brand New Day, col nostro amichevole ex-Bimbo Ragno di quartiere che deve per forza caricarsi sulle spalle i destini della Marvel, delle prossime pellicole, di un Universo che fatica a ritrovare la brillantezza (di qualità, ma soprattutto di incassi e prospettive). La buona notizia, in attesa di fare i conti col box office e col gradimento del pubblico, è il ritrovato equilibrio narrativo, l’inserimento non stridente di nuovi personaggi, la crescita dell’Uomo Ragno, l’afflato melodrammatico che si intreccia con la leggiadria da buddy movie che si porta dietro il Frank Castle\The Punisher di Jon Bernthal. E, dettaglio non secondario, il recupero di un Hulk credibile. Perché, appunto, le prospettive sono importanti, vitali.

Peter!

È un “nuovo giorno” per Peter Parker. Combattere il crimine a tempo pieno nei panni di Spider-Man in un mondo che non si ricorda di lui – e la pressione di vedere i suoi vecchi amici andare avanti senza di lui – innesca in Peter un cambiamento che potrebbe non riuscire a controllare. Ma questa trasformazione potrebbe essere l’unica cosa in grado di fermare una nuova e sconvolgente minaccia per la città e per le persone che ama: un potente nemico impossibile da vedere. Il mondo può aver dimenticato Peter Parker, ma lui non ha dimenticato nessuno… [sinossi]
Rosso e blu nel ciel,
fili di seta e coraggio
salvi la città.

L’haiku è un componimento poetico nipponico, brevissimo. Solo tre versi. Ad Haiku, nelle Hawaii, è nato Destin Daniel Cretton. All’IA abbiamo chiesto di scrivere l’haiku qui sopra. In futuro, molto probabilmente, i cinecomic saranno partoriti dall’intelligenza artificiale. Nel frattempo, più della pur spettacolare computer grafica, che indubbiamente permette la realizzazione di sequenze altrimenti impossibili o dannatamente complicate, a tenere in piedi un film come Spider-Man: Brand New Day sono le emozioni, magari veicolate da poche parole, da uno sguardo, da un semplice gesto. Dal «Peter» pronunciato da un amico che è praticamente un fratello, da delle lacrime sospese, da un’entrata in scena che vale un po’ come l’ultimo abbraccio tra Spider-Man e Iron Man – vabbè, non così tanto, ma è il segnale di un ritorno di fiamma per la scrittura, per la costruzione di un personaggio e delle sue fondamentali relazioni con gli altri supereroi et similia.

Poi qualcuno storcerà la bocca per questa declinazione del Punitore, ma il discorso coi supereroi è un po’ lo stesso dell’Odissea. Si cambia, si toglie, si aggiunge, si tradisce, a volte persino si arricchisce. Ad esempio, prima dei Fleischer il buon Superman non volava, saltava tanto, ma niente di più. A questo giro, giostrato con consueta abilità da Cretton (era suo Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli), a essere potenziato (anche depotenziandolo, quantomeno sul fronte tuta) è il nostro eroe, il supereroe formato quartiere, anima di New York e fidanzato ideale condannato a una pena struggente: la memoria, il suo ricordo, tutto il suo passato. Il dramma\melodramma, la mutazione che è ovviamente maturazione e i conti con quello che è stato e potrebbe non tornare più ci restituiscono uno Spider-Man cucito addosso ai nuovi orizzonti del suo interprete, Tom Holland, alla dimensione adulta, alla necessità per il Marvel Cinematic Universe di trovare nuovi leader, nuovi riferimenti emotivi. Insomma, ci si commuove e ci si preoccupa persino un po’…

Se le acrobazie funzionano e la città è vissuta e raccontata (bello il montaggio finale), l’anima del film è negli occhi di Spider-Man, di MJ, di Jean Grey – non solo un altro appiglio per i tanto attesi X-Men, ma anche e soprattutto un altro nome e volto per il domani che verrà, fondamentale per rinnovare il rapporto col pubblico: in tal senso, Sadie Sink sembra una scelta alquanto opportuna. Brava, bella, giovane.
Per contrasto, la mente corre al Superman classico, alla sua perfezione, alla sua natura praticamente divina. Per certi versi, Spider-Man è l’esatto opposto. Lo è sempre stato, ha sempre dovuto fare i conti col destino e le responsabilità – come, a dire la verità i Super (Man e Girl) di Gunn e soci. In Spider-Man: Brand New Day, apparentemente condannato a una solitudine che conduce verso lidi oscuri, uomo & ragno devono fare i conti con l’adolescenza che svanisce, coi punti di riferimento che non ci sono più, con una realtà che non è più quella spensierata del liceo. Si cresce, si soffre, si muta. Da uomo & ragno a Uomo-Ragno. Lo stesso, un altro. E così torniamo a bomba, alle emozioni e alla scrittura che si devono sempre accompagnare alle sequenze spettacolari, anche alle più rocambolesche. Non basta la computer grafica, non basterà l’intelligenza artificiale. Servono i silenzi di MJ, l’ironia di Yelena, i timori di Bruce Banner. Sì, anche qualche battuta, ma ogni tanto.

Info
Il trailer di Spider-Man: Brand New Day.

  • Spider-Man-Brand-New-Day-2026-Destin-Daniel-Cretton-01.jpg
  • Spider-Man-Brand-New-Day-2026-Destin-Daniel-Cretton-02.jpg
  • Spider-Man-Brand-New-Day-2026-Destin-Daniel-Cretton-03.jpg
  • Spider-Man-Brand-New-Day-2026-Destin-Daniel-Cretton-04.jpg
  • Spider-Man-Brand-New-Day-2026-Destin-Daniel-Cretton-05.jpg
  • Spider-Man-Brand-New-Day-2026-Destin-Daniel-Cretton-06.jpg
  • Spider-Man-Brand-New-Day-2026-Destin-Daniel-Cretton-07.jpg
  • Spider-Man-Brand-New-Day-2026-Destin-Daniel-Cretton-poster.jpg
  • Spider-Man-Brand-New-Day-2026-Destin-Daniel-Cretton-recensione.jpg

Articoli correlati

Array
  • In sala

    Supergirl RecensioneSupergirl

    di Secondo capitolo del DC Universe, Supergirl mette mano alla pregevole mini-serie di Tom King e Bilquis Evely, inseguendo un impossibile equilibrio tra il rispetto dell'opera originale e le presunte necessità del franchise, del grande pubblico, degli spettatori più che dei lettori.
  • In sala

    I Fantastici 4 RecensioneI Fantastici 4 – Gli inizi

    di Alla Marvel hanno pensato bene di aggrapparsi alla Silver Age cartacea, agli anni Sessanta, compiendo un passo forse decisivo col reboot I Fantastici 4 – Gli Inizi, operazione giocata sagacemente in difesa, tornando alla centralità della narrazione e dei personaggi.
  • In Sala

    Superman RecensioneSuperman

    di Nuovi padri padroni dell'altra metà dell'immaginario supereroistico, Gunn e Safran rilanciano il franchise con Superman, opera\operazione complessa e rischiosa. Un reboot inevitabilmente ambizioso che guarda all'umanità e solarità del kryptoniano...
  • Animazione

    NamorNamor e il trionfo della Silver Age (of Comic Books)

    C'era una volta Namor il Sub-Mariner, uno dei cinque supereroi della serie The Marvel Super Heroes, realizzata dalla Grantray-Lawrence Animation e vista in Italia nel 1978 all'interno del programma SuperGulp! Fumetti in TV.
  • Animazione

    Spider-Man – Across the Spider-Verse

    di , , Punta in alto Across the Spider-Verse, con l’ambizione di tracciare un’altra via possibile al cinecomic, in un impeto d’autore che ne riscriva le regole e sia capace anche di riflettere su se stesso e i suoi meccanismi.
  • In sala

    Doctor Strange nel Multiverso della Follia recensioneDoctor Strange nel Multiverso della Follia

    di Doctor Strange nel Multiverso della Follia, ennesima avventura della cosiddetta "quarta fase" della Marvel senza granché da dire sotto il profilo narrativo, trova il suo senso nel ritorno alla regia di Sam Raimi che si conferma mago col tentativo di lanciare un incantesimo contro la tonitruante macchina industriale.
  • In Sala

    Spider-Man: No Way HomeSpider-Man: No Way Home

    di Dopo due simpatici divertissement come Spider-Man: Homecoming e Spider-Man: Far from Home, col nuovo e fiammante Spider-Man: No Way Home la Marvel ha alzato decisamente il tiro e ha creato un blockbuster frankensteiniano, un film-corpo fatto con pezzi di altri film.
  • In Sala

    Shang-Chi e la leggenda dei Dieci AnelliShang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli

    di Secondo tassello della Fase Quattro del Marvel Cinematic Universe, ma primo passo verso i nuovi Avengers, Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli è una lieta sorpresa. Spettacolare, divertente, anche drammatico, il film di Destin Daniel Cretton è scritto con cura e può contare su un cast perfetto.
  • Animazione

    Spider-Man: Un nuovo universo RecensioneSpider-Man: Un nuovo universo

    di , , Un blockbuster trascinante, ipercinetico, ispiratissimo dal punto di vista grafico e immaginifico: un bombardamento visivo che coglie meglio di altre pellicole lo spirito dell’Uomo Ragno e che indica possibili nuove strade ai cinecomic e all’animazione mainstream.
  • Archivio

    Spider-Man: Homecoming

    di Divertente, leggiadro, impreziosito da un cast selezionato con chirurgica precisione, Spider-Man: Homecoming non riesce a replicare i fasti dei primi anni Duemila, mostrando tutti i limiti della medietas marveliana...
  • Archivio

    The Amazing Spider-Man 2 RecensioneThe Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro

    di Il secondo capitolo della nuova saga dell'Uomo Ragno poggia le proprie fondamenta sulla moltiplicazione delle sequenze spettacolari, sull'impatto visivo. Divertente ma nulla più.