Una fabulazione medievale, con profusione di cavalieri, conflitti di corte, un romanzo d'appendice storico: così è L'arzigogolo di Mario Almirante, grande produzione di Alba Film, tratto dallo scrittore di successo Sem Benelli. Leggi tutto
L'ultima risata riveste un'importanza epocale per almeno tre ragioni: bandisce quasi del tutto l'uso di cartelli o didascalie, sfrutta le possibilità linguistiche offerte dai movimenti di macchina, e si pone come spartiacque per la carriera di Murnau. Leggi tutto
Folly of Vanity è una sorprendente opera del 1924 di Maurice Elvey e Henry Otto, che funziona con un clamoroso cambio di registro: da un film naturalistico a sfondo sociale, sui vizi della borghesia, si passa alla stravaganza fantasy di un reame sottomarino. Leggi tutto
Da sempre fra i film più spiazzanti e sottovalutati di Ernst Lubitsch, Tre donne giunge per la prima volta sullo schermo delle 43me Giornate del Cinema Muto di Pordenone a un secolo esatto dalla sua realizzazione. Leggi tutto
Circe the Enchantress (Circe la maga), del 1924, rappresenta l'apice e il canto del cigno del sodalizio tra la diva Mae Murray e il marito regista Robert Z. Leonard, su un soggetto dello scrittore spagnolo Vicente Blasco Ibáñez. Leggi tutto
Incredibile e forse ineguagliato punto d'incontro tra il cinema comico e il saggio teorico, La palla n° 13 rappresenta la summa del pensiero di Buster Keaton, e a distanza di quasi un secolo continua a lasciare a bocca aperta. Leggi tutto
Restaurato giusto quest'anno, recuperando quasi interamente il montato andato perduto, La zarina è un classico esempio del cinema di Lubitsch, tra aristocrazia eternamente sull'orlo del collasso e trionfo della teatralità della vita. Alle Giornate del Cinema Muto 2018. Leggi tutto
Nel 1924 Lev Kulešov giocava apertamente in Le straordinarie avventure di Mr. West nel paese dei bolscevichi con gli stereotipi occidentali terrorizzati dalla “barbarie sovietica”. Leggi tutto









