Io ho paura
Capolavoro dimenticato di Damiano Damiani, Io ho paura espande l’orizzonte della cupissima Italia contingente e coeva al film fino ad altezze vertiginose di allegoria universale. Un congegno narrativo perfetto in cui un’avvincente superficie noir nasconde profonde stratificazioni esistenziali. Leggi tutto
Perché si uccide un magistrato
Il cinema italiano d’impegno civile interroga se stesso. Perché si uccide un magistrato di Damiano Damiani tenta di indagare il rapporto tra cinema/giornalismo e realtà spostando il baricentro del mafia-movie dalla diretta denuncia allo scandaglio dei medesimi strumenti di narrazione e polemica sociale. Leggi tutto
L’avvertimento
L’avvertimento di Damiano Damiani si allontana dal riferimento diretto e conclamato all’attualità sfondando verso territori allegorici e metafisici. Eccessivo, consapevolmente manierato e paradossale, è anche un film cupamente profetico sull’immutabilità tutta italiana del rapporto tra verità e Potere. Leggi tutto
L’inchiesta
Frutto di un antico soggetto di Ennio Flaiano e Suso Cecchi D’Amico rimasto irrealizzato, L’inchiesta di Damiano Damiani sconta qualche convenzione da coproduzione italiana anni Ottanta, ma si avvale di una brillantissima idea narrativa che applica la struttura del giallo poliziesco al mistero della Resurrezione. Leggi tutto
Ben-Hur
Festa di cinema, trionfo della grandeur hollywoodiana anni Cinquanta, record di premi Oscar (ben 11) a lungo ineguagliato, Ben-Hur di William Wyler è un kolossal senza tempo che propone uno spettacolo semplice ed elementare, nutrito di stratificazioni facilmente allegoriche. Leggi tutto
Serafino
Fiaba agreste animata da sentimenti antimoderni, Serafino di Pietro Germi è una piuma gentile che restringe un po’ la portata e l’orizzonte del cinema dell’autore genovese. Racconto di un’Italia marginale e in via di sparizione sotto i colpi della modernizzazione anni Sessanta. Leggi tutto
Le due inglesi
Denso e stratificato “secondo capitolo” nel rapporto tra il cinema di François Truffaut e la letteratura di Henri-Pierre Roché, Le due inglesi si delinea per un’ulteriore riflessione, dopo Jules e Jim, sul conflitto tra ideale e realtà. Opera baciata dalla Grazia, come tutto il cinema di Truffaut. Leggi tutto
L’ultimo bacio
Enorme successo di pubblico alla sua uscita nelle sale, L’ultimo bacio di Gabriele Muccino compie vent’anni e riconferma ancora le sue qualità e i suoi tanti limiti. Ben diretto e interpretato, soffre in realtà di una sceneggiatura esile in evidente contrasto con una sproporzionata sovrabbondanza formale. Leggi tutto