It Must Be Heaven
Elia Suleiman torna in concorso al Festival di Cannes con It Must Be Heaven, che guarda al cinema di Jacques Tati per mettere in scena la grottesca democrazia poliziesca occidentale e elevare un’elegia alla Palestina e al suo popolo. Leggi tutto
Mektoub, My Love: Intermezzo
In concorso a Cannes 2019, Intermezzo è un passo ulteriore verso un grandioso affresco, un diario intimo e amoroso (e teorico) di un cineasta, dei suoi personaggi, di una generazione, di un luogo sospeso nel tempo e nello spazio. Mektoub è vita, cinema, è un flusso inarrestabile. Potrebbe anche non finire mai. Leggi tutto
Yves
Storia del complicato rapporto tra un rapper e il suo frigorifero, Yves di Benoît Forgeard, tra riflessioni sul consumismo compulsivo e sull’industria discografica (altrettanto votata al “consumo”), dimostra una volta di più la vitalità e la liberissima, inarrestabile creatività della commedia d’oltralpe. Film di chiusura della Quinzaine. Leggi tutto
Wounds
Wounds segna l'esordio oltreoceano di Babak Anvari, già regista del piccolo cult-movie Under the Shadow. Anche qui maneggia bene la materia horror, anche se il film appare un po' troppo fine a se stesso. Leggi tutto
Summer of Changsha
Presentato in concorso a Un certain regard al Festival di Cannes, Summer of Changsha del regista cinese Zu Feng è un poliziesco che man mano, quasi dolcemente, digrada verso il melodramma, grazie all'efficacia sia della scrittura che di una galleria di personaggi solitari, rosi dai sensi di colpa. Leggi tutto
Parasite
Non era mai andato via Bong Joon-ho, ma ci piace dire che è tornato. Tornato ai livelli di Memories of Murder e The Host; tornato in patria e all’industria sudcoreana dopo Snowpiercer e Okja. Parasite (Gisaengchung) è una delle vette del Festival di Cannes 2019. Travolgente. Leggi tutto
Roubaix, une lumière
Analisi approfondita dei concetti di verità, colpa e perdono, Roubaix, une lumière di Arnaud Desplechin, sotto le sembianze di un poliziesco urbano, indaga il senso di appartenenza (dei protagonisti e del regista), al luogo in cui si è cresciuti, al relativo contesto sociale, al genere umano. In concorso a Cannes 2019. Leggi tutto
The Halt
The Halt è il film di Lav Diaz che più si approssima al concetto di pamphlet, in uno slancio all'arma bianca contro il potere di Duterte. Ambientato nel 2034 è l'immagine delle Filippine che hanno perso il sole, e vivono immersi nell'oscurità. Alla Quinzaine des réalisateurs. Leggi tutto
Matthias & Maxime
Matthias & Maxime è l'ottavo lungometraggio di Xavier Dolan, che sembra non aver alcuna intenzione di maturare in maniera definitiva. La sua perizia registica non è in discussione, ma qui il risultato è davvero molto esile. Leggi tutto
Nina Wu
Elegante e inquietante messinscena sullo spossessamento di un'attrice da se stessa e dalla sua immagine, Nina Wu del regista taiwanese Midi Z ragiona con efficacia sul concetto di icona nello show business, muovendosi tangenzialmente a certe ossessioni lynchiane, ma poi cade in un finale moralista. Leggi tutto
Abou Leila
Opera prima di Amin Sidi-Boumédiène, Abou Leila è una complessa rielaborazione dell’esplosione del terrorismo islamico in Algeria negli anni ’90, un’opera coraggiosa e perturbante, che cambia più volte registro, dal poliziesco, all’horror onirico con echi lynchiani, allo splatter vero e proprio. Alla Semaine di Cannes 2019. Leggi tutto
Por el dinero
Essere allo stesso tempo Don Chisciotte e Cervantes. È la condanna del regista - e dell'artista - contemporaneo secondo la lettura dell'argentino Alejo Moguillansky che con Por el dinero, presentato alla Quinzaine, realizza un orgoglioso, libertario - e anche affettuosamente patetico - inno all'autarchia realizzativa. Leggi tutto
A Hidden Life
È tornato a forme narrative più lineari Terrence Malick, in concorso al Festival di Cannes 2019, ma non ha abbandonato le suggestioni estetiche deflagrate con The Tree of Life e nemmeno quel susseguirsi di domande, riflessioni, arrovellamenti. Un cinema inondato di luce, natura, fede; un cinema generosamente personale, filosofico. Leggi tutto
Dogs Don’t Wear Pants
Dogs Don’t Wear Pants è il terzo lungometraggio del cineasta finlandese Jukka Pekka Valkeapää. Un film che parte come un oscuro dramma sull'elaborazione impossibile del lutto e si trasforma in una tragicommedia sul mondo del BDMS. Leggi tutto
Frankie
Frankie segna la prima volta per Ira Sachs in concorso al Festival di Cannes. Una collocazione incomprensibile – e probabilmente dannosa – per un’opera fragile e nel complesso priva di profondità. Leggi tutto
Le jeune Ahmed
I Dardenne portano in concorso al Festival di Cannes il loro nuovo film, Le jeune Ahmed, un bildungsroman su un tredicenne musulmano radicalizzato. Ma, di fronte a un tema così importante e delicato, i due fratelli si lasciano andare alla superficialità, allo schematismo e anche all'incertezza di toni. Leggi tutto
Portrait de la jeune fille en feu
In concorso a Cannes 2019 , Céline Sciamma abbandona le traiettorie adolescenziali e contemporanee delle opere precedenti per mettersi alla prova con l’afflato sentimentale e soprattutto intellettuale di un racconto tardo settecentesco, intriso di pittura, letteratura, musica. Leggi tutto
Une fille facile
Une fille facile, quarto lungometraggio diretto da Rebecca Zlotowski, è un coming of age che racconta l'estate di una sedicenne di Cannes sconvolta dall'arrivo della cugina, che vive a Parigi ed è più grande di lei di qualche anno. Leggi tutto
The Lighthouse
The Lighthouse è il secondo lungometraggio di Robert Eggers, che conferma il talento visivo del cineasta statunitense. Tra Coleridge e l'horror paranoide, con qualche debolezza di scrittura e di struttura. Alla Quinzaine des réalisateurs. Leggi tutto
Family Romance, LLC.
Film di finzione e, soprattutto, sulla finzione girato da Werner Herzog in Giappone, Family Romance, LLC. è una brillante riflessione sulla messinscena, magari priva di appagamento estetico, ma di certo intrisa di un corroborante humour nerissimo. Fuori concorso a Cannes 2019. Leggi tutto
Little Joe
Volutamente trattenuto e anticlimatico, Little Joe di Jessica Hausner è sci-fi del presente, impreziosita da un certosino rigore geometrico e cromatico, pervasa da sonorità sottilmente disturbanti. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2019. Leggi tutto
Liberté
Liberté è il settimo lungometraggio diretto da Albert Serra in sedici anni di carriera. Un viaggio nel libertinismo settecentesco, con la Francia prossima a crollare sotto i colpi della Rivoluzione. Un film ostico ma affascinante. Leggi tutto
The Wild Goose Lake
A cinque anni da Fuochi d'artificio in pieno giorno, che vinse l'Orso d'Oro a Berlino nel 2014, torna il cineasta cinese Diao Yinan che porta, stavolta in concorso a Cannes, il suo nuovo film: The Wild Goose Lake è un violento e feroce noir, come il precedente, privo però della stessa carica politica. Leggi tutto
La Gomera
La Gomera è un'isola delle Canarie, ed è lì che il poliziotto Cristi si reca per imparare il linguaggio parlato a “fischi”. Lo scopo è portare a termine un complicato colpo criminale. Corneliu Porumboiu torna alla regia con un'opera avvincente e profondamente teorica. Leggi tutto
A White, White Day
Melodramma con vedovanza corredato di scoperta dell’infedeltà della defunta, A White, White Day dell’islandese Hlynur Pàlmason non costruisce alcuna empatia con il suo protagonista, al punto che, quando la tragedia esplode, risulta tutto assai gratuito e grossolano. Alla Semaine. Leggi tutto
Jeanne
Jeanne è il secondo capitolo del dittico che Bruno Dumont ha dedicato alla figura di Giovanna d'Arco, interpretata come il precedente dalla giovanissima Lise Leplat Prudhomme. Un film meno musicale del precedente, rigoroso e slapstick allo stesso tempo. Leggi tutto
Zombi Child
Con Zombi Child Bertrand Bonello sembra portare avanti il percorso già intrapreso in Nocturama, legando la messa in scena dell’adolescenza con la morte e la fine della civiltà. Stavolta a occupare il cuore del discorso è il rituale voodoo. Leggi tutto
First Love
Quanto sarebbe povero il mondo del cinema contemporaneo se non esistesse Takashi Miike! Lo dimostra in modo roboante First Love, dinamitardo noir notturno in cui il regista giapponese si permette ogni tipo di libertà. Leggi tutto
Sorry We Missed You
Resoconto dettagliato delle condizioni di vita di un lavoratore contemporaneo, Sorry We Missed You è l’ennesimo film “necessario” di Ken Loach, forse l’unico regista per il quale l’aggettivo “didattico” ha sempre un’accezione positiva. In concorso a Cannes 2019. Leggi tutto
Atlantique
Mati Diop esordisce al lungometraggio di finzione con Atlantique, e approda direttamente in concorso al Festival di Cannes. Il risultato è senza dubbio interessante, per quanto non manchi una semplificazione radicale del discorso. Leggi tutto