The Man Who Killed Don Quixote
The Man Who Killed Don Quixote è il testamento in vita di un regista che ha combattuto per anni contro i mulini a vento/giganti, ed è costretto a fronteggiare una realtà deridente e crudele. Gilliam dà vita a una creatura deforme e sbalestrata, quasi commovente nella sua tragicità in-volontaria. Leggi tutto
Raptor
Serrato e lucidissimo, Raptor di Felipe Gálvez, cortometraggio presentato alla Semaine de la critique, è un vero e proprio monito lanciato a un’umanità la cui aggressività trova origine, come sempre accade, da insoddisfazioni di natura economica. Su Festival Scope fino al 27 maggio. Leggi tutto
The Wild Pear Tree
Tra impasse esistenziali e inutilità del confronto dialogico, Nuri Bilge Ceylan costruisce in The Wild Pear Tree il ritratto di una borghesia intellettuale che non riesce a liberarsi dalla sua accidia. In concorso a Cannes 71, a quattro anni dalla Palma d'Oro per Il regno d'inverno. Leggi tutto
Ayka
Pur girato con una certa personalità, Ayka di Sergej Dvortsevoj - in concorso a Cannes 71 - è costruito su un fastidioso determinismo sociale, che non permette mai di aderire alle mille disgrazie che capitano alla protagonista, una ragazza kirghisa che vive clandestinamente a Mosca. Leggi tutto
Burning
A otto anni da Poetry, Lee Chang-dong torna alla regia con Burning, in concorso a Cannes 2018. Un oggetto strano, sfuggente, che si presta a diverse letture: un film di contrapposizioni e di scrittura (sulla scrittura), di tasselli che non troveranno mai una definitiva collocazione. Leggi tutto
Un couteau dans le coeur
Teorico, derivativo e assai ripetitivo, Un couteau dans le coeur di Yann Gonzalez a tratti diverte con le sue brillanti trovate, ma resta evidente il suo status di operazione. In concorso a Cannes 2018. Leggi tutto
Libre
Girato in maniera sporca e pauperistica, il documentario Libre di Michel Toesca riesce comunque a raccontare con chiarezza il dramma dei migranti al confine tra la Francia e l'Italia, avendo come protagonista un eroe locale, l'agricoltore Cédric Herrou, che fa di tutto per aiutare gli esiliati, ben sapendo di infrangere la legge. Leggi tutto
Capharnaüm
C'è di tutto in Capharnaüm per cercare di convincere una giuria festivaliera ad attribuire un premio: baraccopoli, bambini maltrattati dai genitori, spose-bambine, carcere minorile, immigrazione clandestina, sguardo ad altezza bimbo, il traffico d’infanti. Leggi tutto
In My Room
Capace di cambiare più volte registro, In My Room di Ulrich Köhler è un dramma, un western, una love story e soprattutto un’ironica parabola sull’autarchia della Germania contemporanea. In Un certain regard. Leggi tutto
La traversée
L'ex leader del Maggio transalpino, Daniel Cohn-Bendit, percorre la Francia facendosi riprendere da Romain Goupil e cercando di capire lo stato in cui versa il paese: La traversée - fuori concorso a Cannes - è un film interessante, ma paradossalmente troppo poco politico e anche troppo benevolo nei confronti del potere. Leggi tutto
Under the Silver Lake
L'opera terza di David Robert Mitchell, Under the Silver Lake, è un ambizioso racconto di ricerca e perdizione losangeline; sulle tracce di una ragazza, ma forse del senso stesso della cultura pop. Debordante e slabbrato, nonostante alcune idee piuttosto interessanti. In concorso a Cannes. Leggi tutto
Sofia
Puzzle morale con qualche dichiarata ascendenza farhadiana, Sofia di Meryem Benm'barek combina l'approccio a tematiche contingenti con un tentativo di riflessione universale intorno al paradosso della legge e dell'ipocrisia. Per Un certain regard. Leggi tutto
The Pluto Moment
Raccontando la storia di un regista che non riesce a finire la sua sceneggiatura, The Pluto Moment di Zhang Ming - presentato alla Quinzaine - ragiona con nettezza intorno al tema della crisi e dell'isolamento dell'intellettuale, che sente estranea sia la Cina urbanizzata sia quella rurale. Leggi tutto
Gueule d’ange
Opera prima della regista Vanessa Filho, Gueule d’ange, presentato in Un certain regard a Cannes 2018, poggia tutto sulla performance delle sua star: una bionda e dannata Marion Cotillard. Leggi tutto
Fuga
Thriller dell'anima fondato sull'ambiguità e la doppiezza, Fuga di Agnieszka Smoczyńska si avvia su buone premesse narrative e una spiccata cura formale, approdando però a esiti piuttosto prevedibili. Alla Semaine de la Critique. Leggi tutto
Long Day’s Journey Into Night
Già autore di Kaili Blues, il giovane regista cinese Bi Gan porta a Cannes il suo secondo lungometraggio, Long Day's Journey Into Night, che ne conferma le grandi doti da metteur en scène, ma che trasmette anche un vago senso di vacuità, forse già in odore di maniera. Leggi tutto
En guerre
En guerre riporta in concorso a Cannes Stephan Brizé a tre anni di distanza da La legge del mercato. Protagonista è ancora Vincent Lindon, e il tema resta quello della crisi del capitalismo e dell'imbarbarimento della società. Qui il tutto viene declinato attraverso la lotta degli operai di una fabbrica contro la sua chiusura. Leggi tutto
BlacKkKlansman
In concorso a Cannes, BlacKkKlansman ci restituisce almeno in parte uno Spike Lee graffiante e ispirato. Tra dramma, commedia e cronaca di una lotta senza fine, BlacKkKlansman cerca di rimettere a posto i tasselli storici e politici della supremazia bianca e del potere nero. Leggi tutto
The House That Jack Built
The House That Jack Built era il film-scandalo di Cannes già al momento del suo annuncio in selezione; lo era per il tema che affronta, lo era per il ritorno di Lars Von Trier sul "luogo del delitto" a sette anni di distanza da Melancholia. Colto, arguto, crudele, spietato e in grado una volta di più di scandagliare l'animo umano. Leggi tutto
Asako I & II
Con il nuovo lungometraggio, Asako I & II, il regista giapponese Ryūsuke Hamaguchi approda in concorso al Festival di Cannes. La storia di Asako e dei suoi due amori (il secondo è il sosia del primo) è un'intelligente anche se non completamente riuscita riflessione sull'egoismo e sull'incapacità di relazione con l'esterno da sé. Leggi tutto
En liberté!
Commedia e film d'azione, parodia del poliziesco, isterie post-carcere e divertenti espiazioni. En liberté! di Pierre Salvadori corre via su ritmi sostenuti e indiavolati, sorretto da buone prove attoriali di Adèle Haenel e Pio Marmaï. Alla Quinzaine des Réalisateurs. Leggi tutto
Le grand bain
Commedia convenzionale solo a tratti divertente, Le grand bain di Gilles Lellouche, punta tutto sul semplice e un po' banale inserimento del suo cast stellare in una situazione bizzarra. Fuori concorso a Cannes 2018. Leggi tutto
Cassandro the Exotico!
Presentato nella sezione autonoma di ACID, Cassandro the Exotico! della francese Marie Losier è un documentario e saggio visivo intimo, doloroso e disperato intorno alla figura di un wrestler messicano dichiaratamente gay, giunto in solitudine a fine carriera e coccolato solo dalle paillettes dei suoi vestiti ultra-kitsch. Leggi tutto
Leave No Trace
Presentato alla Quinzaine, Leave No Trace segna il ritorno alla regia di Debra Granik, otto anni dopo Un gelido inverno e quattro anni dopo il documentario Stray Dog. Un’attesa non vana, che ci restituisce un’autrice dallo sguardo limpido, umanista, sottilmente politico. Leggi tutto
Girl
Opera prima, a Cannes 2018 nella sezione Un Certain Regard, Girl è la complessa e ambiziosa messa in scena di un percorso adolescenziale sui generis, di una trasformazione dolorosa e irreversibile. Da ragazzo a ragazza, da ballerina a étoile. Victor Polster è abbacinante. Leggi tutto
Pope Francis – A Man of His Word
Il globetrotter del cinema contemporaneo, Wim Wenders, segue stavolta il papa nelle sue peregrinazioni: il documentario Pope Francis - A Man of His Word è un inchino lungo 96 minuti, senza asperità, senza questioni, senza interrogativi. Uno spropositato mega-spot della Santa Sede presentato fuori concorso a Cannes 71. Leggi tutto
The Spy Gone North
Presentato fuori concorso a Cannes, The Spy Gone North è una solidissima spy story, innervata di Storia e politica. Teso e incisivo, ci riporta a Seoul e Pyongyang, dal 1993 al 1997, ripercorrendo uno dei momenti chiave della storia coreana. Leggi tutto
Fahrenheit 451
Poco interessato all’azione e tutto devoto a scenografie e dialoghi, il Fahrenheit 451 di Ramin Bahrani non snatura le riflessioni apocalittiche di Ray Bradbury, ma non le riesce nemmeno a spingere più in là come vorrebbe. Fuori Concorso a Cannes 2018. Leggi tutto
Shoplifters
Il cinema di Hirokazu Kore-eda è uno dei pochi, nel Giappone contemporaneo, a interrogarsi in modo sempre fertile sul significato del legame affettivo, sulla famiglia, sul suo valore sociale e su quello strettamente intimo. In Shoplifters lo fa raccontando un nucleo umano che ha scelto di crearsi come 'famiglia'. In concorso al Festival di Cannes. Leggi tutto
3 Faces
Cinema e vita, la necessità della (auto)rappresentazione, i tempi passati e presenti dell'immaginario di un popolo. 3 Faces di Jafar Panahi riflette sull'urgenza dell'espressione, sulle lusinghe dell'illusione. In concorso a Cannes 2018. Leggi tutto