JK Rock
JK Rock di Shunji Muguruma è una commedia un po' squinternata che ruota attorno a una rock band al femminile e a un ragazzo che ha abbandonato il sogno di suonare. Peccato che gli aspetti demenziali non siano valorizzati. Leggi tutto
Melancholic
Presentato al Far East Film Festival 2019, Melancholic è un film indipendente giapponese, buona opera prima di Seiji Tanaka, regista e montatore. Una black comedy che in forma di storia di yakuza racconta un coming-of-age. Leggi tutto
Intimate Strangers
Intimate Strangers è il remake coreano di Perfetti sconosciuti, la commedia corale diretta da Paolo Genovese. Lo spostamento da Roma a Seul non condiziona in alcun modo la sceneggiatura, dimostrando così la replicabilità del soggetto. Leggi tutto
Jam
Presentato al Far East Film Festival 2019, Jam è il nuovo lavoro da regista di Sabu, una commedia nera che funziona con un meccanismo a incastro perfetto, intrecciando tre storie e varie parodie cinematografiche. Leggi tutto
Door Lock
Può un semplice lucchetto, per quanto tecnologicamente avanzato, tenere fuori dalla porta di casa il Male? Se lo chiede con questo teso thriller il sudcoreano Lee Kwon. Al Far East di Udine. Leggi tutto
Return to Mount Kennedy
Presentato in concorso al Trento Film Festival 2019, Return to Mount Kennedy di Eric Becker racconta una scalata che ne rievoca un'altra di cinquant'anni prima, che vide protagonisti l'alpinista Jim Whittaker e il senatore Robert Kennedy. Leggi tutto
Innocent Witness
In Innocent Witness del sudcoreano Lee Han il dramma legale viene convertito in riflessione - non priva di cliché - sul tema dell'autismo e della "diversità". Al Far East Film Festival di Udine. Leggi tutto
Birthday
Apertura del Far East Film 2019, il sudcoreano Birthday torna a mettere il dito nella piaga in quella tragedia collettiva nazionale che è stato il naufragio del traghetto Sewol avvenuto il 16 aprile 2014, in cui hanno perso la vita molti adolescenti. Leggi tutto
The Fragile House
Vincitore della Lady Harimaguada de Plata, il secondo premio al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, The Fragile House di Lin Zi racconta un paese sospeso tra modernità e tradizione. Leggi tutto
Norie
Presentato al Visions du Réel Film Festival 2019, Norie di Yuki Kawamura è un documentario biografico sulla madre del regista, morta molto giovane di cancro, che diventa un documentario sulla morte tout court, nella concezione tradizionale giapponese. Leggi tutto
Historia de mi nombre
Presentato in concorso al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, dopo l'anteprima all'IFFR, Historia de mi nombre è un viaggio nella memoria della propria vita della giovane filmmaker cilena Karin Cuyul, dove gli eventi famigliari si intrecciano con gli ultimi tragici atti della dittatura di Pinochet. Leggi tutto
Stitches
Presentato al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, Stitches del regista serbo Miroslav Terzić è un film di denuncia costruito secondo i canoni del cinema di genere. Leggi tutto
A Portuguesa
Trionfatore al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, dopo l'anteprima al Forum della Berlinale, A Portuguesa è la nuova opera dell'affermata regista portoghese Rita Azevedo Gomes, tratta dalla novella di Robert Musil. Leggi tutto
Love Me Not
Presentato al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, dopo l'anteprima a Rotterdam, Love Me Not, secondo lungometraggio di finzione da regista del produttore catalano Lluís Miñarro, adatta la storia biblica di Salomè, rifacendosi anche alla lettura di Oscar Wilde. Leggi tutto
Casa propia
Presentato al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, Casa propia del regista argentino Rosendo Ruiz è il ritratto di una crisi esistenziale di un mediocre quarantenne, un film senza un vero e proprio sviluppo narrativo, che si mantiene in una stasi da cui è difficile vedere uno sbocco. Leggi tutto
Campo
Presentato al Cinéma du Réel di Parigi, Campo di Tiago Hespanha si focalizza su una base militare nei dintorni di Lisbona, dove le esercitazioni coesistono con la pastorizia, l'osservazione degli astri, lo studio della natura, mentre un bambino compone musica al pianoforte. Leggi tutto
Demons
Presentato al Forum della Berlinale 2019, Demons del filmmaker di Singapore Daniel Hui rappresenta un cinema sperimentale che si tinge di B-movie horror per dare espressione alle inquietudini politiche e sociali della città-Stato. Leggi tutto
37 Seconds
Vincitore di Panorama, nella Berlinale 2019, 37 Seconds, della regista giapponese Hikari, è la di una giovane autrice di manga che vive sulla carrozzina. Un perfetto inizio di delirante pop nipponico che purtroppo lascia il passo a una seconda parte, in Thailandia, dove il ritmo si perde in nome di una fase meditativa. Leggi tutto
Öndög
In concorso alla Berlinale 2019, Öndög riporta in zona Orso e nella prediletta Mongolia Wang Quan'an, cineasta tra i più fortunati della sesta generazione, affabulatore degli spazi aperti, portatore sano di ritmi narrativi dilatati ma mai vuoti o compiaciuti. Leggi tutto
Grâce à Dieu
In concorso alla Berlinale, Grâce à Dieu non cavalca un facile sensazionalismo, non cede al liberatorio atto d'accusa, ma cerca di ripercorrere in punta di piedi la genesi del caso Preynat, focalizzandosi piuttosto sul silenzio colpevole della Chiesa e sul dolore celato dalle vittime. Leggi tutto
Synonymes
Con il dolente e pessimista Synonymes, Orso d'Oro alla Berlinale 2019, l'israeliano Nadav Lapid mette in scena la difficoltà o forse l'impossibilità di integrazione per riflettere sulla perdita di identità. Tra tanti spunti di interesse, non proprio tutto funziona. Fino all'aperta contraddizione. Leggi tutto
Out Stealing Horses
In concorso alla Berlinale 2019, a cinque anni di distanza da In ordine di sparizione, Out Stealing Horses è un intenso melodramma familiare intrecciato a un racconto di formazione, immerso nei boschi scandinavi e in un tempo oramai lontanissimo, quasi sfumato. Leggi tutto
So Long, My Son
Presentato in concorso alla Berlinale 2019, So Long, My Son di Wang Xiaoshuai si pone l'obiettivo di raccontare, in tre ore di cinema, trent'anni di storia cinese attraverso le vicende di due famiglie, con i loro figli. Appare però un'operazione non originale e fortemente derivativa dalla filmografia del collega Jia Zhangke. Leggi tutto
I Was at Home, But
Fra ineleganti metafore animali, controcampi negati, sbalzi d'umore, apatie, isterie assortite, figli spariti e poi ritrovati, I Was at Home, But di Angela Schanelec procede confusionario, pretenzioso e inutilmente criptico verso un banale esistenzialismo d'accatto.. In concorso alla 69ma Berlinale. Leggi tutto
Elisa y Marcela
Presentato in competizione alla Berlinale 2019, Elisa y Marcela di Isabel Coixet racconta un episodio realmente avvenuto nella Galizia dei primi del Novecento, ma regista vorrebbe farne un pamphlet per i matrimoni tra persone dello stesso sesso ma riesce solo a partorire un guazzabuglio in bianco e nero. Leggi tutto
Varda par Agnès
Presentato fuori concorso alla Berlinale 2019, Varda par Agnès è un'altra opera autoriflessiva della progenitrice della Nouvelle Vague, che ripercorre ancora la sua luminosa carriera di regista e artista. E ancora una volta non si ferma alla celebrazione o al semplice album di ricordi, confezionando un ulteriore tassello della sua filmografia. Leggi tutto
Répertoire des villes disparues
In concorso alla Berlinale 2019, il film di Denis Côté è un dramma estremamente rarefatto, sospeso, sgranato come la pellicola 16mm con cui è stato girato. L'elaborazione di un lutto inaccettabile si sovrappone allo sguardo su una cittadina destinata a diventare fantasma. Leggi tutto
A Tale of Three Sisters
Presentato in concorso alla Berlinale 2019, A Tale of Three Sisters di Emin Alper, ci porta in un mondo pre-moderno, in un villaggio sperduto sulle montagne dell'Anatolia, dove vigono ancora i ritmi di vita contadini, in un contesto di grande penuria. Leggi tutto
Mr. Jones
Mr. Jones, presentato in concorso alla Berlinale 2019, è il biopic, firmato da Agnieszka Holland, sul giornalista gallese Gareth Jones che riuscì a infiltrarsi in Unione Sovietica e a testimoniare gli orrori staliniani e la carestia del 1932-33. Tutto annegato nel piatto calligrafismo tipico della regista. Leggi tutto