Pour le réconfort
Volutamente sciatto e maldestro, Pour le réconfort si salva grazie a una cupa disperazione e a un vitale senso di anarchia. Esordio alla regia per l'attore Vincent Macaigne, presentato come proiezione speciale in ACID. Leggi tutto
Rodin
Compassato e a tratti didascalico, Rodin di Jacques Doillon, biopic dedicato al celebre scultore francese, si perde in verbosità che scivolano nel ridicolo involontario. In concorso a Cannes 2017. Leggi tutto
Demons in Paradise
Il regista srilankese Jude Ratnam ripercorre in prima persona la guerriglia portata avanti dai tamil, minoranza ghettizzata dal governo centrale. Nel coraggioso documentario Demons in Paradise si mescolano il sogno del "Tamil Eelam", la lotta intestina al popolo tamil e la necessità di ricordare, e di rileggere la propria storia. A Cannes tra le séances spéciales. Leggi tutto
La familia
Presentato alla Semaine de la Critique, La familia, esordio del venezuelano Gustavo Rondón Cordova, è un aspro ed efficace romanzo di formazione, con echi da Ladri di biciclette. Leggi tutto
The Villainess
Presentato a Cannes 2017, The Villainess è un adrenalinico action che pesca a piene mani da Nikita e Kill Bill e dall’estetica videoludica, puntando su una spettacolarità dopata. Sotto la patina di sequenze ipertrofiche e di una trama smaccatamente derivativa, resta davvero poco. Leggi tutto
Radiance
Radiance segna il ritorno in concorso a Cannes di Naomi Kawase a tre anni di distanza da Still the Water, e ribadisce una volta di più la poetica della regista giapponese, a partire dall’elaborazione del lutto e dalla necessità di confrontarsi con la disabilità, e di condividerne le sofferenze. Leggi tutto
Alive in France
Presentato alla Quinzaine, Alive in France di Abel Ferrara è un giocoso bakstage della tournée oltralpe del regista e della sua band, che restituisce tutta la forza propulsiva della sua creatività. Leggi tutto
How to Talk to Girls at Parties
How to Talk to Girls at Parties segna il ritorno alla regia di John Cameron Mitchell a sette anni di distanza dal doloroso Rabbit Hole. Stavolta invece si lancia in una follia camp, tra punk e sci-fi in odore di demenza, traendo ispirazione da un lavoro letterario di Neil Gaiman. Fuori Concorso al Festival di Cannes. Leggi tutto
The Day After
The Day After porta Hong Sangsoo in concorso alla settantesima edizione del Festival di Cannes, dopo aver presentato fuori dalla competizione il sublime La caméra de Claire. Tornato in Corea il regista torna anche alle sue abitudini, riproponendo schemi già strutturati in precedenza senza per questo cedere alla noia della ripetitività. Leggi tutto
Before We Vanish
In Before We Vanish Kiyoshi Kurosawa torna a utilizzare i codici del genere per cercare di raccontare l'umanità, le sue pulsioni, le domande senza risposta che la agitano. In questo caso lo schema è quello dell'invasione aliena, per uno sci-fi contemplativo ma non privo di deflagrazioni improvvise. In Un certain regard a Cannes 2017. Leggi tutto
Wind River
Presentato a Cannes, dopo il Sundance, Wind River è un western contemporaneo, un poliziesco dai contorni drammatici. Sheridan non si limita a intrecciare gli elementi chiave dei due generi, ma riesce ad aggiornare e contestualizzare il mito della Frontiera. Leggi tutto
Happy End
Happy End è il racconto di una disgregazione familiare che è anche crollo di una gerarchia di potere che ha segnato le sorti del mondo occidentale, e dell’Europa in particolar modo. Michael Haneke torna a ragionare su molti topos della propria poetica, marcando una volta di più la distanza da buona parte del mondo cinematografico europeo contemporaneo. Leggi tutto
Napalm
Non più l'Olocausto, ma la Corea del Nord. Claude Lanzmann in Napalm, fuori concorso al Festival di Cannes, cambia radicalmente l'oggetto del suo discorso per costruire una rêverie proustiana e quasi scollacciata: il suo passato amore per un'infermiera nordcoreana. Leggi tutto
La caméra de Claire
Dopo In Another Country, Isabelle Huppert torna a recitare per Hong Sangsoo: La caméra de Claire è una riflessione sulla chiarezza dell'immagine e del discorso meta-cinematografico del cineasta coreano. Leggi tutto
The Meyerowitz Stories (New and Selected)
Famiglie disfunzionali, illusioni e rimpianti. Con The Meyerowitz Stories (New and Selected), Noah Baumbach prosegue la sua indagine sulle umane piccolezze, riuscendo ad essere, anche questa volta, brillante, tenero e un po' crudele. In concorso a Cannes 2017 Leggi tutto
Le redoutable
Godard interpretato da Garrel pontifica sulla falsità del recitare, sulla rivoluzione, sugli operai e i contadini, e ovviamente sul cinema. È Le Redoutable di Michel Hazanavicius, sbalestrato e reazionario sguardo sul padre della nouvelle vague. Incredibile ma vero, in concorso a Cannes 2017. Leggi tutto
The Rider
Un post-western con potenti spunti documentaristici: The Rider di Chloé Zhao è un curioso resoconto del mondo dei rodeo, costruito intorno alla figura di un cowboy che non può più cavalcare. Leggi tutto
Le vénérable W.
Fuori concorso a Cannes 2017, Le vénérable W. di Barbet Schroeder è un documentario sul monaco birmano islamofobico Wirathu che vive più del turbamento prodotto dai suoi contenuti che della presenza dello sguardo del suo autore. Leggi tutto
The Square
Gustosa farsa sulla società contemporanea e le sue ipocrisie, The Square di Ruben Östlund strappa sonore risate, ma la sua missione moralizzante a lungo andare stanca. In concorso a Cannes 2017. Leggi tutto
Walking Past the Future
Tra dramma sociale e melò urbano, Walking Past the Future del cinese Li Ruijun è l'ennesima imitazione malriuscita del cinema di Jia Zhangke. In Un certain regard alla 70esima edizione del Festival di Cannes. Leggi tutto
Okja
In concorso a Cannes 2017, Okja è una fanta-avventura che mescola azione, personaggi caricaturali, buoni sentimenti, genetica, organic food, no global. Un Bong minore, godibile, che si adegua alle linee guida di Netflix. Leggi tutto
A Man of Integrity
L'Iran di A Man of Integrity, il nuovo film diretto da Mohammad Rasoulof e vincitore a Cannes della sezione Un certain regard, è un luogo dominato dalla corruzione, dal pregiudizio, e dalla lotta dei poveri contro i poveri. Mentre il potere gongola soddisfatto. Leggi tutto
120 battements par minute
120 battements par minute è la terza regia di Robin Campillo, storico montatore di Laurent Cantet. Un viaggio nei primi anni '90 e nelle battaglie portate avanti da Act Up-Paris, che cercava di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della lotta all'Aids e della prevenzione, sottolineando le scarse politiche portate avanti dal governo e dalla sanità nazionale. Leggi tutto
L’Amant d’un jour
Il cinema di Philippe Garrel si svolge attorno a un lungo e coerente percorso, come conferma anche L'Amant d'un jour, presentato alla Quinzaine des réalisateurs 2017; un film lieve come un amore universitario, doloroso e dolcissimo, che strappa via il cuore. Leggi tutto
Un beau soleil intérieur
Auto-parodica e malinconica riflessione sull'amore, lontanamente ispirata ai Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, Un beau soleil intérieur segna il ritorno di Claire Denis. Alla Quinzaine a Cannes 2017. Leggi tutto
Visages villages
Agnès Varda continua il suo personale e ogni volta sorprendente e commovente viaggio nella vita/cinema, stavolta in co-regia con l'artista visuale JR: Visages villages, fuori concorso a Cannes 2017. Leggi tutto