Fahrenheit 451
Poco interessato all’azione e tutto devoto a scenografie e dialoghi, il Fahrenheit 451 di Ramin Bahrani non snatura le riflessioni apocalittiche di Ray Bradbury, ma non le riesce nemmeno a spingere più in là come vorrebbe. Fuori Concorso a Cannes 2018. Leggi tutto
Les filles du soleil
In concorso a Cannes 71, Eva Husson vorrebbe raccontare il senso di orgoglio e riscatto delle donne curde che hanno imbracciato il fucile contro l'Isis. E, invece, trasforma il suo film in una maldestra storia di vittimismo, tutta rivolta al passato della protagonista. Leggi tutto
Mandy
Mandy dimostra tutta l'irritante vacuità dell'approccio registico di Panos Cosmatos, già autore del futile Beyond the Black Rainbow. Tra idee sgraffignate a Lynch e Raimi (senza capirne il senso) un horror sguaiato e ambizioso allo stesso tempo. Alla Quinzaine des réalisateurs. Leggi tutto
Plaire, aimer et courir vite
Inforca direzioni quasi opposte Plaire, aimer et courir vite. Centrifugo e centripeto, verbosissimo e sfuggente. Leggiadro e amarissimo. Costruito fotogramma per fotogramma, parola per parola, eppure sincero, vivissimo. In concorso al Festival di Cannes 2018. Leggi tutto
Ash is Purest White
Con Ash is Purest White, in concorso a Cannes, Jia Zhangke prosegue il discorso sulle trasformazioni violente della Cina contemporanea e arriva a descrivere un mondo in cui la realtà, mutata repentinamente, non esiste più ed è rimasta solo la sua immagine, da guardare ammutoliti. Leggi tutto
Le livre d’image
Le livre d'image è il ritorno a Cannes in concorso di Jean-Luc Godard a quattro anni di distanza da Adieu au langage. Una riflessione sul cinema/feticcio, sulle religioni del libro e sulla fede incrollabile - ma destinata al fallimento - nelle potenzialità dell'immagine. Leggi tutto
Mon tissu préféré
Lontano da intenti di diretta cronaca, Mon tissu préféré di Gaya Jiji indaga la guerra civile in Siria al suo primo manifestarsi in chiave di risonanza psicologica, culturale ed esistenziale. Intelligente, acuto, imprevedibile nel suo svolgimento. Per Un Certain Regard. Leggi tutto
Arctic
Presentato al Festival di Cannes 2018 nella sezione Séances de minuit, Arctic è l’opera prima del brasiliano Joe Penna, è un puntuale e solido survival film ed è soprattutto l’ennesima dimostrazione dello spessore attoriale e del magnetismo di Mads Mikkelsen. Leggi tutto
Diamantino
Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt, due degli enfant prodige più seguiti dagli addetti ai lavori, approdano alla Semaine de la Critique con un folle pastiche multiforme e multicolore che tanto colpisce nel primo impatto quanto perde verve e consistenza nel corso dello sviluppo del film. Leggi tutto
Joueurs
Esordio della francese Marie Monge, Joueurs è una classica storia di amour fou senza grande personalità e senza guizzi, che punta tutto sulla presenza delle sue giovani e belle star, Stacy Martin e Tahar Rahim. Alla Quinzaine. Leggi tutto
Les confins du monde
Racconto bellico avvolto nel romanticismo decadente, Les confins du monde di Guillaume Nicloux sceglie una rilettura del genere alla luce di alti modelli. Ambizioso e spesso efficace. Alla Quinzaine des Réalisateurs. Leggi tutto
Donbass
Film d’apertura di Un Certain Regard, Donbass è la rigorosa quanto grottesca cronaca di un mondo alla rovescia, della fine di qualsiasi illusione, della (ennesima) sconfitta di un paese ex-comunista. Piani sequenza che si dilatano, restituendoci un mosaico completo e avvilente. Leggi tutto
Petra
Con Petra, presentato alla Quinzaine, il catalano Jaime Rosales dirige una sorta di racconto morale alla Rohmer, girandolo però come se fosse Haneke. Il risultato è maldestro e sin troppo ambiguo nei confronti della storia che vorrebbe - o forse non vorrebbe - raccontarci. Leggi tutto
Yomeddine
Sorta di blockbuster festivaliero, Yomeddine, opera prima del giovane regista egiziano A.B. Shawky, è un'abile miscela di dramma, avventura, buoni sentimenti, location inedite, ampie spennellate di retorica. In concorso a Cannes 2018. Leggi tutto
Wildlife
Melodramma anaffettivo sulla crisi di un matrimonio, Wildlife segna l’esordio alla regia, un po’ acerbo ma non privo di interesse, del talentuoso attore statunitense Paul Dano. Film d’apertura della Semaine. Leggi tutto
Dead Souls
Dead Souls è il nuovo fluviale documentario di Wang Bing, che in otto ore e un quarto torna a lavorare sulla memoria di uno dei momenti più bui dell’intera storia cinese, la deportazione nei campi di rieducazione dei cosiddetti controrivoluzionari durante il “Grande balzo in avanti”. Leggi tutto
Rafiki
Opera censurata in patria, Rafiki della kenyota Wanuri Kahiu è un coraggioso atto politico di rivendicazione LGBT. Inevitabilmente prevedibile nel suo svolgimento, come qualsiasi storia che narra l'universale e tragica difficoltà del vivere alla luce del sole. A Cannes 2018. Leggi tutto
Hard Paint
Vincitore del Lovers Film Festival 2018, il film brasiliano Hard Paint dei registi Filipe Matzembacher e Marcio Reolon è una storia di alienazione e isolamento ai tempi delle videochat porno, e un romanzo di formazione per il giovane protagonista Pedro. Leggi tutto
Night Bus
Un pullman notturno viaggia nei territori della fantapolitica trasformando il suo tragitto in un progressivo e sempre più atroce inoltrarsi nell'orrore della guerra civile. Miglior film ai Citra indonesiani dello scorso anno, Night bus giunge con tutta la sua forza disturbante al ventesimo Far East di Udine. Leggi tutto
Our Time Will Come
Ann Hui con Our Time Will Come, presentato al Far East Festival 20, aggiunge un altro tassello alla storia di Hong Kong raccontando episodi di resistenza contro l'occupazione giapponese negli anni '40. Storie vere di partigiane e partigiani restituite con delicatezza e affetto. Leggi tutto
Bad Genius
A cinque anni di distanza dal folgorante Countdown il regista thailandese Nattawut Poonpiriya colpisce nuovamente il centro del bersaglio con Bad Genius, folle racconto in salsa heist ambientata nel mondo dei sorvegliatissimi esami per accedere alle più prestigiose università statunitensi. Leggi tutto
Tremble All You Want
In forma di commedia strampalata un ritratto impietoso di una generazione di giovani giapponesi, catapultata nel mondo del lavoro, di adulti ma ancora adolescenti, pieni di insicurezze, nei rapporti sentimentali. Ne è un esempio la protagonista di Tremble All You Want, della regista Akiko Ooku, presentato al Far East 2018. Leggi tutto
The Chase
Opera terza del regista coreano Kim Hong-sun, The Chase è un atipico thriller venato di umorismo, melodramma e afflati sociali fatto di continui cambi di tono e di ghettizzazione degli anziani, di investigatori improbabili e di mense popolari, di inseguimenti e di brutali omicidi, di amorevoli cure e di verità atroci. Leggi tutto
Satan’s Slaves
Joko Anwar, nome di punta del cinema indonesiano contemporaneo, firma il remake di Satan's Slaves, classico dell'horror locale diretto nel 1982 da Sisworo Gautama Putra. Un'operazione interessante, che rinnova il genere e ha il coraggio di smitizzare alcuni elementi tipici. Al Far East Film Festival di Udine. Leggi tutto
Smaller and Smaller Circles
Per la prima volta nella sua carriera Raya Martin, tra i nomi centrali del cinema filippino contemporaneo, approda al Far East Film Festival di Udine, e lo fa con il teso Smaller and Smaller Circles, che attraverso l'indagine per scoprire un serial killer di bambini svela il volto macerato dell'arcipelago. Leggi tutto
No.1 Chung Ying Street
Girato in un bianco e nero dalle diverse striature e tonalità No.1 Chung Ying Street è costruito su un'idea brillante, quella di tagliare la vicenda narrata in due tronconi, ripetizione con variazioni di un'unica lotta, quella del popolo di Hong Kong per la propria terra, oggetto di conflitto ma pure di scambio. Leggi tutto
The Running Actress
La diva coreana Moon So-ri si autoanalizza con acume e profonda ironia, cucendo nel suo primo lungo la trilogia di cortometraggi da lei e su di lei scritti, realizzati e interpretati fra il 2014 e il 2015. Il risultato, presentato al Far East di Udine, è una commedia amara, intima, grottesca, profondamente intelligente. Leggi tutto
1987: When the Day Comes
Tra i titoli di punta Far East, 1987: When the Day Comes è un altro tassello del cinema politico e civile della Corea del Sud, una pellicola preziosa negli intenti storici e divulgativi ma non impeccabile nella scrittura e nella messa in scena, tra eccessi didascalici e ridondanze retoriche. Leggi tutto
Mori, the Artist’s Habitat
Il cinema di Shūichi Okita assomiglia in qualche modo al concetto d'arte e di vita del pittore Morikazu Kumagai, protagonista di Mori, the Artist's Habitat: un'opera minimale, contemplativa, attenta ai minimi dettagli di una natura semplice e multiforme allo stesso tempo. Un'elegia ironica e dolcissima. Leggi tutto