Seuls les pirates
Presentato nel concorso Nuove visioni del Sicilia Queer Filmfest 2019, Seuls les pirates di Gaël Lépingle è una storia di nuove marginalità urbane, dei reietti delle periferie da demolire in nome di nuovi e mirabolanti progetti urbanistici. Leggi tutto
Hors normes
Scelto come chiusura di Cannes 2019, Hors normes di Éric Toledano e Olivier Nakache è un film episodico che non riesce a trovare un saldo perno narrativo attorno al quale far ruotare le sue storie e finisce ripetutamente fuori strada, in una lunga serie di vicoli ciechi. Leggi tutto
Sibyl
Con Sibyl, in concorso a Cannes 2019, Justine Triet certifica già la crisi del suo cinema, dopo l'eccellente esordio con La bataille de Solférino e dopo il mezzo falso di Tutti gli uomini di Victoria. Leggi tutto
Les héros ne meurent jamais
Cinéma verité, metempsicosi e un viaggio in Bosnia sono gli ingredienti di Les héros ne me meurent jamais di Aude Léa Rapin, interessante ma non del tutto riuscita riflessione sull’identità. Alla Semaine. Leggi tutto
It Must Be Heaven
Elia Suleiman torna in concorso al Festival di Cannes con It Must Be Heaven, che guarda al cinema di Jacques Tati per mettere in scena la grottesca democrazia poliziesca occidentale e elevare un’elegia alla Palestina e al suo popolo. Leggi tutto
Mektoub, My Love: Intermezzo
In concorso a Cannes 2019, Intermezzo è un passo ulteriore verso un grandioso affresco, un diario intimo e amoroso (e teorico) di un cineasta, dei suoi personaggi, di una generazione, di un luogo sospeso nel tempo e nello spazio. Mektoub è vita, cinema, è un flusso inarrestabile. Potrebbe anche non finire mai. Leggi tutto
Yves
Storia del complicato rapporto tra un rapper e il suo frigorifero, Yves di Benoît Forgeard, tra riflessioni sul consumismo compulsivo e sull’industria discografica (altrettanto votata al “consumo”), dimostra una volta di più la vitalità e la liberissima, inarrestabile creatività della commedia d’oltralpe. Film di chiusura della Quinzaine. Leggi tutto
Wounds
Wounds segna l'esordio oltreoceano di Babak Anvari, già regista del piccolo cult-movie Under the Shadow. Anche qui maneggia bene la materia horror, anche se il film appare un po' troppo fine a se stesso. Leggi tutto
Summer of Changsha
Presentato in concorso a Un certain regard al Festival di Cannes, Summer of Changsha del regista cinese Zu Feng è un poliziesco che man mano, quasi dolcemente, digrada verso il melodramma, grazie all'efficacia sia della scrittura che di una galleria di personaggi solitari, rosi dai sensi di colpa. Leggi tutto
Parasite
Non era mai andato via Bong Joon-ho, ma ci piace dire che è tornato. Tornato ai livelli di Memories of Murder e The Host; tornato in patria e all’industria sudcoreana dopo Snowpiercer e Okja. Parasite (Gisaengchung) è una delle vette del Festival di Cannes 2019. Travolgente. Leggi tutto
Quello che verrà è solo una promessa
Quello che verrà è solo una promessa è il nuovo lavoro di Flatform, collettivo artistico con base tra Milano e Berlino. Una riflessione sullo scorrere della natura, e sul concetto di movimento tra spazio e tempo nel cinema, in un piano sequenza vorticoso. Alla Quinzaine des réalisateurs. Leggi tutto
Roubaix, une lumière
Analisi approfondita dei concetti di verità, colpa e perdono, Roubaix, une lumière di Arnaud Desplechin, sotto le sembianze di un poliziesco urbano, indaga il senso di appartenenza (dei protagonisti e del regista), al luogo in cui si è cresciuti, al relativo contesto sociale, al genere umano. In concorso a Cannes 2019. Leggi tutto
The Halt
The Halt è il film di Lav Diaz che più si approssima al concetto di pamphlet, in uno slancio all'arma bianca contro il potere di Duterte. Ambientato nel 2034 è l'immagine delle Filippine che hanno perso il sole, e vivono immersi nell'oscurità. Alla Quinzaine des réalisateurs. Leggi tutto
Matthias & Maxime
Matthias & Maxime è l'ottavo lungometraggio di Xavier Dolan, che sembra non aver alcuna intenzione di maturare in maniera definitiva. La sua perizia registica non è in discussione, ma qui il risultato è davvero molto esile. Leggi tutto
L’Âge d’or
A quasi novant'anni dalla sua realizzazione L’Âge d’or irrompe in Cannes Classics dimostrando - qualora fosse necessario - la straordinaria modernità del cinema di Luis Buñuel e del suo linguaggio estetico e politico. Leggi tutto
Nina Wu
Elegante e inquietante messinscena sullo spossessamento di un'attrice da se stessa e dalla sua immagine, Nina Wu del regista taiwanese Midi Z ragiona con efficacia sul concetto di icona nello show business, muovendosi tangenzialmente a certe ossessioni lynchiane, ma poi cade in un finale moralista. Leggi tutto
Abou Leila
Opera prima di Amin Sidi-Boumédiène, Abou Leila è una complessa rielaborazione dell’esplosione del terrorismo islamico in Algeria negli anni ’90, un’opera coraggiosa e perturbante, che cambia più volte registro, dal poliziesco, all’horror onirico con echi lynchiani, allo splatter vero e proprio. Alla Semaine di Cannes 2019. Leggi tutto
Por el dinero
Essere allo stesso tempo Don Chisciotte e Cervantes. È la condanna del regista - e dell'artista - contemporaneo secondo la lettura dell'argentino Alejo Moguillansky che con Por el dinero, presentato alla Quinzaine, realizza un orgoglioso, libertario - e anche affettuosamente patetico - inno all'autarchia realizzativa. Leggi tutto
Diary of a Nurse
Il cinema, la rivoluzione, il sentimento. Nel 1956, mentre Mao stava per lanciare il Grande balzo in avanti, un film come Diary of a Nurse di Tao Jin raccontava, ingenuamente ma sinceramente e in modo appassionato, come si potesse forgiare il nuovo spirito degli uomini, ma più ancora delle donne, di buona volontà. Leggi tutto
A Hidden Life
È tornato a forme narrative più lineari Terrence Malick, in concorso al Festival di Cannes 2019, ma non ha abbandonato le suggestioni estetiche deflagrate con The Tree of Life e nemmeno quel susseguirsi di domande, riflessioni, arrovellamenti. Un cinema inondato di luce, natura, fede; un cinema generosamente personale, filosofico. Leggi tutto
Tommaso
Confessione intima e racconto senza remore del suo essere artista italo-americano a Roma, Tommaso di Abel Ferrara è il percorso umano e urbano di un individuo in cerca di una possibile adesione ai propri “ruoli”: regista, padre, marito, uomo. Fuori concorso a Cannes 2019. Leggi tutto
Dogs Don’t Wear Pants
Dogs Don’t Wear Pants è il terzo lungometraggio del cineasta finlandese Jukka Pekka Valkeapää. Un film che parte come un oscuro dramma sull'elaborazione impossibile del lutto e si trasforma in una tragicommedia sul mondo del BDMS. Leggi tutto
Frankie
Frankie segna la prima volta per Ira Sachs in concorso al Festival di Cannes. Una collocazione incomprensibile – e probabilmente dannosa – per un’opera fragile e nel complesso priva di profondità. Leggi tutto
Le jeune Ahmed
I Dardenne portano in concorso al Festival di Cannes il loro nuovo film, Le jeune Ahmed, un bildungsroman su un tredicenne musulmano radicalizzato. Ma, di fronte a un tema così importante e delicato, i due fratelli si lasciano andare alla superficialità, allo schematismo e anche all'incertezza di toni. Leggi tutto
Portrait de la jeune fille en feu
In concorso a Cannes 2019 , Céline Sciamma abbandona le traiettorie adolescenziali e contemporanee delle opere precedenti per mettersi alla prova con l’afflato sentimentale e soprattutto intellettuale di un racconto tardo settecentesco, intriso di pittura, letteratura, musica. Leggi tutto
Solo
Presentato nella sezione autonoma di ACID al Festival di Cannes, Solo di Artemio Benki è la ricognizione del difficile ritorno alla libertà di un pianista argentino, Martín Perino, dopo il ricovero in una struttura psichiatrica. Un documentario con tempi e modalità del cinema di finzione. Leggi tutto
Une fille facile
Une fille facile, quarto lungometraggio diretto da Rebecca Zlotowski, è un coming of age che racconta l'estate di una sedicenne di Cannes sconvolta dall'arrivo della cugina, che vive a Parigi ed è più grande di lei di qualche anno. Leggi tutto
Diego Maradona
Già autore dei film su Senna e su Amy Winehouse, Asif Kapadia racconta un'altra grande star della società dello spettacolo, razionalizzando l'amplissimo materiale di repertorio: Diego Maradona - fuori concorso a Cannes - è la biografia degli anni napoletani del Pibe de Oro, tra miserie e nobiltà. Leggi tutto
The Lighthouse
The Lighthouse è il secondo lungometraggio di Robert Eggers, che conferma il talento visivo del cineasta statunitense. Tra Coleridge e l'horror paranoide, con qualche debolezza di scrittura e di struttura. Alla Quinzaine des réalisateurs. Leggi tutto