Love Me Not
Presentato al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, dopo l'anteprima a Rotterdam, Love Me Not, secondo lungometraggio di finzione da regista del produttore catalano Lluís Miñarro, adatta la storia biblica di Salomè, rifacendosi anche alla lettura di Oscar Wilde. Leggi tutto
Casa propia
Presentato al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, Casa propia del regista argentino Rosendo Ruiz è il ritratto di una crisi esistenziale di un mediocre quarantenne, un film senza un vero e proprio sviluppo narrativo, che si mantiene in una stasi da cui è difficile vedere uno sbocco. Leggi tutto
Campo
Presentato al Cinéma du Réel di Parigi, Campo di Tiago Hespanha si focalizza su una base militare nei dintorni di Lisbona, dove le esercitazioni coesistono con la pastorizia, l'osservazione degli astri, lo studio della natura, mentre un bambino compone musica al pianoforte. Leggi tutto
L’uomo del Sud
Alla quarta esperienza del suo esilio hollywoodiano, Jean Renoir con L'uomo del Sud si dedica con sguardo profondamente umanistico a un racconto classico americano, sospeso tra naturalismo e leggenda, afflato romanzesco e potenza biblica. Leggi tutto
Il diario di una cameriera
Nonostante risenta, in parte, dei compromessi fatti dal regista in terra hollywoodiana, Il diario di una cameriera esemplifica l’approccio di Renoir alla materia del realistico e dell’onirico, mettendo in scena un cinico ed esemplare affresco dell’aristocrazia francese di inizio ‘900. Leggi tutto
Artificial Paradise
Presentato al Bergamo Film Meeting nell'ambito della personale sull'autore sloveno Karpo Godina, nome cardine della Black Wave jugoslava, Artificial Paradise racconta dell'incontro delle parabole di vita di due grandi cineasti e diventa una summa della trilogia del regista sulle arti. Leggi tutto
Boudu salvato dalle acque
Boudu salvato dalle acque è l'elogio del vagabondaggio, la distruzione sistematica del separè tra le classi sociali, l'inno anarcoide più belluino, sguaiato e divertente della carriera di Jean Renoir. Con un Michel Simon diventato leggenda. Leggi tutto
La notte dell’incrocio
Il commissario Maigret esordisce sulla scena cinematografica ne La notte dell'incrocio, diretto con sguardo misterico e atmosferico da Jean Renoir. Un'opera che preconizza buona parte dello sviluppo del noir ed è già in grado di dissezionarlo e analizzarlo. Leggi tutto
Eliana e gli uomini
Dopo French Cancan, Jean Renoir realizza un’altra “fantasia musicale”: un film leggiadro e ironico, animato da una sensualità e una giocosità al cospetto delle quali è impossibile non capitolare, con protagonista una deliziosa Ingrid Bergman. Leggi tutto
La cagna
Vita come teatro, ingranaggio prevedibile e schiacciante. L'illusione non ha alcuna dolcezza, ma è solo un tetro e patetico tentativo di fuga votato allo scacco. La cagna di Jean Renoir muove dal film "nero" verso una riflessione universalizzante intorno alla vita come ineluttabile meccanismo predeterminato. Leggi tutto
Il delitto del signor Lange
Girato nel 1935, Il delitto del signor Lange è uno dei film più libertari e 'collettivisti' di Jean Renoir, dove il concetto di performance attoriale e registica assume il senso di vera e propria gioia della rappresentazione. Leggi tutto
Jules e Jim
Ormai assurto a classico amatissimo, Jules e Jim di François Truffaut frastorna ancora, oggi come ieri, per la sua schietta ricerca linguistica intimamente legata al racconto di un'inesausta interrogazione morale. Da amare, e nient'altro. Tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Henri-Pierre Roché. Leggi tutto
Totò che visse due volte
Totò che visse due volte non è solo il capolavoro della coppia Ciprì/Maresco, ma anche l'opera più estrema, dolorosa, sanamente disturbante del cinema italiano sul finire del millennio. Una pietà monocroma, per un cinema impossibile da ridurre all'interno di schemi preordinati. Leggi tutto
Picnic alla francese
Trentacinquesimo film di Jean Renoir, Picnic alla francese è un'opera che vede i prodromi dei grandi dilemmi etici dell'uomo contemporaneo, anticipando, nel 1959, quei temi bioetici, come la fecondazione artificiale, oggi molto dibattuti. Leggi tutto
Toni
Quindicesimo film di Jean Renoir, Toni eredita l'ambientazione provinciale dal suo produttore, il regista Marcel Pagnol, in un'opera di realismo sociale che racconta la vita degli immigrati italiani, spagnoli nel Sud della Francia. Toni per molti versi anticipa il Neorealismo italiano. Leggi tutto
Alba tragica
Vetta indiscussa del cinema transalpino degli anni ’30, Alba tragica, capolavoro assoluto di Marcel Carné, è un’opera dalla malinconia leggendaria, tra gli apici più struggenti e disperati della settima arte. Leggi tutto
Westwood – Punk. Icona. Attivista.
È l'ex modella Lorna Tucker a dirigere Westwood – Punk. Icona. Attivista., dedicato alla geniale stilista inglese; una figura senza dubbio affascinante, anche se il tutto si rivela allo stesso tempo un po' troppo semplicistico e composto, privo del furore punk che resta solo nel titolo. Leggi tutto
La Marsigliese
Uscito solo otto mesi dopo La grande illusione, La Marsigliese è il ventunesimo film di Jean Renoir, un altro grande film sulla guerra del cineasta francese, sempre imperniato del suo afflato umanista e pacifista, nel momento in cui rievocava la Rivoluzione come supporto al Fronte Popolare. Leggi tutto
Shooting the Mafia
Presentato nella sezione Panorama Dokumente della Berlinale 2019, Shooting the Mafia della documentarista inglese Kim Longinotto, è il ritratto necessariamente agiografico di Letizia Battaglia, la fotogiornalista che ha raccontato con i suoi terribili, quanto straordinari, scatti, la mafia siciliana, le sue mattanze, i suoi boss. Leggi tutto
Demons
Presentato al Forum della Berlinale 2019, Demons del filmmaker di Singapore Daniel Hui rappresenta un cinema sperimentale che si tinge di B-movie horror per dare espressione alle inquietudini politiche e sociali della città-Stato. Leggi tutto
37 Seconds
Vincitore di Panorama, nella Berlinale 2019, 37 Seconds, della regista giapponese Hikari, è la di una giovane autrice di manga che vive sulla carrozzina. Un perfetto inizio di delirante pop nipponico che purtroppo lascia il passo a una seconda parte, in Thailandia, dove il ritmo si perde in nome di una fase meditativa. Leggi tutto
Lo zio di Brooklyn
Lo zio di Brooklyn è una bomba che colpisce e devasta l'immaginario e la prassi del cinema italiano. Franco Maresco e Daniele Ciprì, riprendendo il discorso già affrontato con Cinico TV filmano un UFO, un alieno dal corpo slabbrato e volutamente episodico. Un capolavoro. Leggi tutto
Öndög
In concorso alla Berlinale 2019, Öndög riporta in zona Orso e nella prediletta Mongolia Wang Quan'an, cineasta tra i più fortunati della sesta generazione, affabulatore degli spazi aperti, portatore sano di ritmi narrativi dilatati ma mai vuoti o compiaciuti. Leggi tutto
Il fiume
Il primo film a colori di Jean Renoir, Il fiume, è una calda immersione nei luoghi e nelle atmosfere indiane, magicamente sospesa tra incanto naturalistico e adesione alla purezza dell’infanzia. Leggi tutto
Grâce à Dieu
In concorso alla Berlinale, Grâce à Dieu non cavalca un facile sensazionalismo, non cede al liberatorio atto d'accusa, ma cerca di ripercorrere in punta di piedi la genesi del caso Preynat, focalizzandosi piuttosto sul silenzio colpevole della Chiesa e sul dolore celato dalle vittime. Leggi tutto
La grande illusione
Immortale film pacifista, La grande illusione di Jean Renoir è uno di quei pochi titoli che hanno fatto e che 'rifanno' continuamente la storia del cinema, che sussumono in sé il senso stesso di questa arte troppo giovane e già troppo vecchia. Imitato e mai eguagliato, umanista e libertario, contro ogni forma di frontiera. Leggi tutto
Synonymes
Con il dolente e pessimista Synonymes, Orso d'Oro alla Berlinale 2019, l'israeliano Nadav Lapid mette in scena la difficoltà o forse l'impossibilità di integrazione per riflettere sulla perdita di identità. Tra tanti spunti di interesse, non proprio tutto funziona. Fino all'aperta contraddizione. Leggi tutto
Out Stealing Horses
In concorso alla Berlinale 2019, a cinque anni di distanza da In ordine di sparizione, Out Stealing Horses è un intenso melodramma familiare intrecciato a un racconto di formazione, immerso nei boschi scandinavi e in un tempo oramai lontanissimo, quasi sfumato. Leggi tutto