La vacanza e le prime esperienze sessuali di tre amiche diventano il campo su cui How to Have Sex compie una scelta di sguardo: libero e immanente, nella prima mezz'ora, ma da lì in poi convenzionale e schematico. Un'occasione persa per raccontare con un'ottica giovane e femminile qualcosa di più ampio. Leggi tutto
Per la sua terza opera cinematografica, Misericordia, Emma Dante ricorre ancora una volta a una sua drammaturgia precedente, cercando però più che nelle precedenti occasioni di allargare lo sguardo, uscendo dai confini della scena. Ne viene fuori un lavoro non privo di interesse. Leggi tutto
Il male non esiste è il nuovo film di Ryūsuke Hamaguchi che lascia le nevrosi metropolitane per raccontare il Giappone di campagna, un mondo rurale ancorato ai ritmi e alle risorse della natura, dove i concetti etici sono un po’ diversi da quelli della società urbana che si trova a due passi. Leggi tutto
Ancora un'estate è l'adattamento francese che Catherine Breillat ha desunto dal film danese del 2019 Dronningen di May el-Toukhy; la regista è riuscita però a fare completamente sua questa storia di relazione quasi incestuosa tra una donna di mezza età e un adolescente. Leggi tutto
Justine Triet torna in concorso a Cannes con Anatomia di una caduta, racconto che si articola attorno al labirinto della verità e alla difficoltà di definirla. La regia elegante e l'ottima direzione degli attori (a partire dalla protagonista Sandra Hüller) riescono in parte a sopperire a una struttura troppo monocorde e statica. Leggi tutto
Pedro Almodóvar firma con Strange Way of Life il suo primo western, declinando il cortometraggio in direzione di un racconto queer e dunque portando alla luce il sottotesto omoerotico sovente presente nel genere. Con Ethan Hawke e Pedro Pascal, fuori concorso al Festival di Cannes. Leggi tutto
La scrittura psicologica della protagonista e la caratura dei due interpreti principali sono gli elementi più preziosi de L'appuntamento, che risulta un perfetto atto unico per il teatro e in cui la scrittura domina, ma la cui messa in scena cinematografica si indebolisce via via sempre più con l'evolversi della vicenda. Leggi tutto
Quarto lungometraggio del quarantacinquenne Tristan Séguéla, Un uomo felice è una commedia che con gentilezza e senza alcuna ricerca dell'asperità ragiona sul modo in cui un rapporto di coppia decennale può arrivare a vacillare di fronte alla messa in crisi dell'identità di genere. Leggi tutto









