Ispirato alla storia vera del delitto di Giarre, avvenuto nel 1980 ai danni di una coppia di ragazzi omosessuali, Stranizza d’amuri è un bell’esordio alla regia per Giuseppe Fiorello, che confeziona un’opera prima mossa da sincero afflato civile e irrobustita da un’apprezzabile capacità di analisi psicologica, culturale e socio-antropologica. Leggi tutto
A cinque anni di distanza da Sulla mia pelle Alessio Cremonini mette in scena con Profeti un’altra dolorosa clausura, quella di una giornalista italiana sequestrata dall’Isis, frequentando con coraggio territori geografici piuttosto lontani dall’interesse del cinema italiano medio. Il risultato però non è esente da verbosità e dal sospetto del film a tesi. Leggi tutto
Co-produzione italo-albanese-kosovara, Bota Cafè è un'opera sospesa tra onirismo e spietato realismo, un ritratto convincente ed empatico di sopravvissuti a un passato che è oggetto di un impossibile tentativo di rimozione. Leggi tutto
Senza arte né parte, secondo film di Giovanni Albanese dopo A.A.A. Achille (2003), prende di petto le differenze di classe: il tutto partendo dal punto di vista della “nuova” classe operaia, uguale alla vecchia ma con in più il pesante fardello del precariato. Leggi tutto
Con Amador Fernando León de Aranoa affronta il tema dell'immigrazione con uno stile disincantato, lucido ma al contempo estremamente divertito. Presentato alla Berlinale 2011 nella sezione Panorama. Leggi tutto
Sono le otto del mattino quando Marta, addentando una ciambella, sta tornando a casa dopo aver dormito da una zia. Un furgone si ferma: Mario, ragazzo affetto da ritardo mentale, la convince a seguirlo... Leggi tutto







