La fine di Oak Street
Ne La fine di Oak Street David Robert Mitchell prende alla lettera il desiderio passatista della borghesia e scaraventa una periferia americana dentro un passato remoto, dove dinosauri, prati perfetti e cucine domestiche finiscono per appartenere allo stesso paesaggio. Leggi tutto
Frankenstein
Diretto e (ri)scritto per Netflix dal prode e pacioso Guillermo del Toro, Frankenstein si tiene in equilibrio tra l’autorialità mainstream del regista messicano e le necessità (qui forse un po’ tradite da lunghezza e ritmo) dell’algoritmo della piattaforma. Leggi tutto
The Monkey
Ennesimo tassello del sottogenere horror “tratto da Stephen King”, con The Monkey il figlio di Anthony Perkins si siede su prematuri allori confezionando un horror corrivo, privo di ambiguità e sorprese, la cui esibita ironia non lo protegge da una sostanziale piattezza di fondo. Leggi tutto
Cocainorso
Con Cocainorso Elizabeth Banks si lancia in un rutilante thriller “animalesco” dai contorni ultra-demenziali, che non guarda in faccia a niente e a nessuno e segue un percorso ludico, che ha semmai l'unico limite in un accumulo eccessivo di personaggi e sottotrame. Leggi tutto
Beautiful Boy
Melodramma familiare sul tema della tossicodipendenza, Beautiful Boy di Felix Van Goeningen non ha in realtà molto da aggiungere oltre al suo monito contro la droga, con buona pace dell’ottimo cast, delle musiche “giuste” e di una ricercata eleganza formale. Alla Festa del Cinema di Roma. Leggi tutto
Venom
A forza di raschiare il fondo del barile dei personaggi Marvel (che però qui si tiene a debita distanza) si è arrivati anche a Venom, uno dei più apprezzati antagonisti di Spider-Man. Qui di Peter Parker non c'è l'ombra, e neanche di una sceneggiatura credibile, purtroppo... Leggi tutto