Dopo la parentesi televisiva con La Storia, tratta dall’omonima opera letteraria di Elsa Morante, Francesca Archibugi conferma la sua vena da “adattatrice” tornando sul grande schermo con Illusione, stavolta ispirandosi al quasi omonimo romanzo di Emanuele Trevi. Leggi tutto
A quattro anni dal più che deludente Non mi uccidere, il quarto regista a portar cucito in petto il blasone De Sica, Andrea, torna a convincere e confermare quelle belle speranze suggerite dal suo esordio con il nuovo Gli occhi degli altri. In concorso a Roma 2025. Leggi tutto
Eleonora Danco continua ad appropriarsi in senso performativo delle convenzioni del documentario, stavolta reagendo a una crisi d'ispirazione. Accentuando la dimensione meta-cinematografica, il suo n-Ego finisce però per adottare uno sguardo gelido e dispersivo. Leggi tutto
Con Dostoevskij i gemelli D'Innocenzo, distaccandosi in gran parte dalla prammatica della serialità televisiva, affidano a un'opera lunga cinque ore una riflessione che utilizza i codici del poliziesco per riflettere sulla pulsione di morte dell'individuo. In Berlinale Special e da giugno in sala prima di approdare su Sky. Leggi tutto
Invelle, in dialetto marchigiano “in nessun posto”, segna a cinquantatré anni l'esordio alla regia di un lungometraggio per l'animatore pergolese Simone Massi, che utilizzando tre momenti di passaggio fondamentali dell'Italia novecentesca orchestra uno struggente racconto famigliare di rara potenza politica ed efficacia estetica. Leggi tutto
Omaggio a Monica Vitti, studio di attrice, confronto/specchiamento con il cinema italiano degli anni d'oro. Tutto questo è Mi fanno male i capelli, ottavo lungometraggio di Roberta Torre: la regista è ancora alla ricerca di una sua strada, ma qui sembra trovare più felicemente che altrove una forte ispirazione. Leggi tutto
Anche il piccolo Edgardo Mortara, come Aldo Moro, viene rapito, ma stavolta a ordire la turpe azione non è il brigatismo, bensì lo Stato Pontificio che pretende che un bambino una volta battezzato debba essere educato nel nome di Gesù anche se è di famiglia ebraica. Leggi tutto
Con Il principe di Roma Edoardo Falcone prende la struttura narrativa di Canto di Natale di Charles Dickens e la immerge nell'humus culturale del marchese del Grillo. Ne viene fuori una commedia graziosa, più di scrittura che di regia e di messa in scena, dominata da un bravo Marco Giallini. Leggi tutto








