Il quadro rubato di Pascal Bonitzer è uno dei rari film capaci di interrogare il cinema a partire dai suoi dispositivi più elementari – la messa in scena, il ruolo, la parola – senza trasformare la riflessione in esercizio teorico astratto. Leggi tutto
Trasposizione dell'omonimo romanzo autobiografico di Annie Ernaux, L'événement mette lo spettatore di fronte alla palpabile drammaticità, non solo psicologica ma anche fisica, dell'aborto clandestino. In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Leggi tutto
L'atteso ritorno alla regia di Paul Verhoeven, Benedetta, è un beffardo studio sulla fede come atto di rappresentazione e idolatria, e sulla vita come perpetuo mercimonio e punto d'incontro tra desiderio e calcolo. In concorso a Cannes. Leggi tutto
Le sel des larmes è il ventiseiesimo film diretto da Philippe Garrel in oltre cinquant'anni di carriera, e ripercorre senza alcun istinto alla nostalgia molti dei temi ricorrenti nella sua poetica. Un'opera minore? Probabile, ma l'ennesima dimostrazione della facilità sincera nel far cinema di un autore imprescindibile. Leggi tutto
Con il dolente e pessimista Synonymes, Orso d'Oro alla Berlinale 2019, l'israeliano Nadav Lapid mette in scena la difficoltà o forse l'impossibilità di integrazione per riflettere sulla perdita di identità. Tra tanti spunti di interesse, non proprio tutto funziona. Fino all'aperta contraddizione. Leggi tutto
Il cinema di Philippe Garrel si svolge attorno a un lungo e coerente percorso, come conferma anche L'Amant d'un jour, presentato alla Quinzaine des réalisateurs 2017; un film lieve come un amore universitario, doloroso e dolcissimo, che strappa via il cuore. Leggi tutto






