Spaccapietre
Con una descrizione puntuale, livida eppure credibile, di un macrocosmo come quello del caporalato, Spaccapietre ricerca l’equilibrio tra la dimensione politica e quella più intima del racconto: un equilibrio perseguito ma non sempre raggiunto, che tuttavia non impedisce l’emergere i momenti di buon cinema. Leggi tutto
Puoi baciare lo sposo
Nonostante sia intriso di buone intenzioni Puoi baciare lo sposo non fa altro che confermare la mediocrità già esibita da Alessandro Genovesi nel corso della sua carriera. Una commedia stanca, incapace di rifuggire con forza dal macchiettismo e da gag stantie, e che spreca anche la location di Civita di Bagnoregio. Leggi tutto
Veleno
In Veleno, la “terra dei fuochi” viene messa sotto la lente d’ingrandimento attraverso le vicende di tre famiglie, in un approccio alla materia non sempre equilibrato ma intelligentemente privo di retorica. Leggi tutto
Zeta
Tentativo di racconto di un mondo, e di una sottocultura percepita come affine, Zeta si sfalda in una narrazione poco centrata ed episodica, segnando una battuta di arresto per il cinema di Cosimo Alemà. Leggi tutto
Lo chiamavano Jeeg Robot
L'esordio di Gabriele Mainetti ha rappresentato l'unica autentica sorpresa della decima edizione della Festa del Cinema di Roma: un film supereroistico che, con (auto)ironia, mostra una possibile via nostrana al genere. Leggi tutto