40 secondi è la conferma di Vincenzo Alfieri in quanto regista dedito all’esplorazione delle variegate possibilità e applicazioni delle sintattiche thriller. Stavolta il tutto si applica al reale e triste giro di vite che portò all’omicidio di Willy Monteiro Duarte. Leggi tutto
Esordio alla regia per Micaela Ramazzotti, Felicità è un dramma robusto, pessimista e incattivito che fugge dalle consuete indulgenze e consolazioni a cui ci ha abituato il cinema italiano di consumo degli ultimi decenni. Sbilenco e squilibrato, ma pulsante di una contagiosa generosità espressiva. Leggi tutto
Educazione fisica, che Stefano Cipani ha diretto partendo dalla sceneggiatura che i gemelli D'Innocenzo hanno tratto dall'opera teatrale La palestra di Giorgio Scianna, è un brutale kammerspiel sulla meschinità di genitori e figli, e dunque sull'Italia di oggi. Leggi tutto
Con Il principe di Roma Edoardo Falcone prende la struttura narrativa di Canto di Natale di Charles Dickens e la immerge nell'humus culturale del marchese del Grillo. Ne viene fuori una commedia graziosa, più di scrittura che di regia e di messa in scena, dominata da un bravo Marco Giallini. Leggi tutto
Sergio Citti è stato il cantore più sardonico e surreale dei vizi e delle ben poche virtù dell'italica gente, e Mortacci in tal senso appare quasi una summa del suo pensiero: il trapasso non prevede infatti alcuna redenzione, né nessun sollievo dalla pena dell'esistere. Con un cast come al solito corale e schizofrenico. Leggi tutto
Rispetto al suo ritorno sulle scene post- scandalo molestie con Modalità aereo, dove gli elementi autobiografici apparivano gustosamente rielaborati, Fausto Brizzi con Se mi vuoi bene realizza un film nato già vecchio e messo insieme senza le necessarie cure. Leggi tutto
Le fantasie western e lo sfondo delle ciminiere dell'Ilva non riescono a redimere Il grande spirito di Sergio Rubini, sorta di kammerspiel a due voci su una terrazza, privo però del necessario supporto di dialoghi sensati. Leggi tutto
Giovanni Veronesi fa suoi in Moschettieri del re i romanzi di Alexandre Dumas rileggendoli in una chiave nazionalpopolare che vorrebbe guardare dalle parti di Monicelli ma non sa sollevarsi di molto sopra la pochade più trita e prevedibile. Leggi tutto








