Finché notte non ci separi è una commedia di Riccardo Antonaroli, che attinge al film israeliano Honeymood amplificandone gli elementi della pochade, per arrivare a una commedia esistenziale sul matrimonio. Un'operazione di sceneggiatura portata sullo schermo senza molta convinzione. Leggi tutto
Sospeso tra il didascalico, il naïf e il trash involontario, Un'avventura di Marco Danieli non riesce a estrarre una storia interessante dalle canzoni di Mogol e Battisti a disposizione. Leggi tutto
Stanchissima variante della commedia “territoriale” nostrana, Compromessi sposi si rivela poco più che una vetrina per i suoi due interpreti, fallendo anche nel (timido) tentativo di allegoria della situazione politica contemporanea. Leggi tutto
Dopo la parentesi drammatica - e infelice - di Gli ultimi saranno ultimi, Massimiliano Bruno torna alla commedia pura, con meno verve però rispetto al passato e con una storia decisamente più debole. Leggi tutto
Opera prima a basso budget, pensata per la fruizione sul web, Monitor è un'interessante visione distopica di un futuro prossimo, che propone un approccio inedito e non banale al genere. Al Trieste Science+Fiction 2015. Leggi tutto
Giorgio Pasotti con Io, Arlecchino prova a recuperare il filo della grande tradizione attoriale italiana con un esordio alla regia - condiviso con Matteo Bini - che convince poco, nonostante i nobili intenti. Al Festival di Roma nella sezione Wired Next Cinema. Leggi tutto
L'esordio alla regia di Valeria Golino, ellittico, mai pedante o didascalico, essenziale nei dialoghi e calibratissimo nella scelta delle inquadrature. Leggi tutto
Ancor più che in passato, Brizzi con Pazze di me si palesa come il massimo esponente della “normalità”, come l’uomo della maggioranza silenziosa, declinando alle estreme conseguenze lo spunto di dalemiana memoria in cui si immaginava l’Italia come un “paese normale”. Leggi tutto








