Con La città dei vivi Edoardo Gabbriellini firma una sorta di controcampo all'omonimo romanzo di Nicola Lagioia, che qui fornisce il soggetto. Alla sua quarta prova dietro la macchina da presa il cineasta e attore livornese conferma il suo talento. Leggi tutto
Con Nessun dolore Gianni Amelio firma il suo ventesimo lungometraggio per il cinema, e torna a ragionare su un tema che attraversa una parte non indifferente della sua filmografia: come agire di fronte all'evidente iniquità del mondo? Fuori concorso a Venezia 2026. Leggi tutto
Giunto al diciottesimo lungometraggio in oltre trent'anni di carriera, Paolo Virzì con Cinque secondi gira attorno ad alcuni dei suoi temi portanti, dalla genitorialità all'energia dinamitarda giovanile, e tornando alla sua Toscana a quasi dieci anni da La pazza gioia. Leggi tutto
Valerio Mastandrea torna alla regia con Nonostante a sei anni di distanza da Ride, e continua a ragionare sul concetto di perdita, e di valore della vita. Lo fa qui con un dramma sentimentale in odor di fantasy che non sa però divincolarsi dai nodi del prevedibile. Leggi tutto
Filippo Barbagallo esordisce alla regia con Troppo azzurro, titolo con il quale cerca di trovare le coordinate personali di un racconto collettivo in cui lui rischia di essere facilmente catalogabile. Ne viene fuori una commedia di deformazione gentile, sincera, non priva di momenti ispirati. Leggi tutto
Diabolik chi sei?, libero ma rispettoso adattamento dell'albo numero 107 dedicato all'antieroe delle sorelle Giussani, mette la parola fine sulla trilogia firmata da Antonio e Marco Manetti. Si giunge al capolinea con l'episodio più esaltante, gettando uno sguardo d'insieme su una operazione produttiva e artistica coraggiosa e riuscita. Leggi tutto
Paola Cortellesi esordisce alla regia con C'è ancora domani, commedia all'italiana ambientata sul finire della Seconda guerra mondiale e incentrata sul ruolo del femminile e sulla necessità di agire nella società; un lavoro interessante che poggia su un cast di primo livello ma non sa evitare il rischio della calligrafia. Leggi tutto
A otto anni di distanza da Suburra, e dopo i due film statunitensi scritti per lui da Taylor Sheridan, Stefano Sollima torna a Roma con Adagio, noir melanconico che sembra guardare in direzione di Johnnie To e racconta di criminalità moderna e antica, e di una città eternamente destinata a bruciare. Leggi tutto









