Halloween Kills
Halloween Kills torna a importunare il povero Michael Myers, incarnazione del Male che da quattro decenni tutti tirano per la giacchetta e che, giustamente, cerca di chiudere il discorso una volta per tutte... Leggi tutto
Minari
Con un approccio intimista e mosso da profondi intenti umanisti, Minari è il film con cui Lee Isaac Chung riflette sull’immigrazione, l’integrazione, le perversioni del capitalismo, le idiosincrasie degli USA e propone l’amore come antidoto per ogni male. Leggi tutto
Silkwood
Ultimi scampoli di cinema politico americano anni Settanta, sconfinante nei primi Eighties. Silkwood di Mike Nichols è un robusto dramma civile tra pubblico e privato, che tuttavia mostra un certo smussamento dei toni polemici rispetto a omologhe opere del decennio precedente. Leggi tutto
Halloween
Per i suoi primi quarant'anni, Halloween di John Carpenter viene nuovamente re-innestato in un nuovo film. Ma, come tutti i precedenti remake/sequel, anche l'Halloween di David Gordon Green è ben al di sotto delle aspettative, tra citazionismo e oggettività della messa in scena, tralasciando quasi del tutto il gioco dei punti di vista dell'originale. Leggi tutto
American Honey
In concorso a Cannes 2016, American Honey è una pellicola visceralmente indie. Un Bildungsroman contemporaneo cadenzato da una playlist in riproduzione continua, da un girovagare apparentemente senza meta, da una circolarità sottilmente disperata. Leggi tutto
Abigail Harm
Abigail Harm di Lee Isaac Chung è una storia oscura e dolcissima allo stesso tempo, con una protagonista difficile da dimenticare. Al Torino Film Festival. Leggi tutto
Meek’s Cutoff
Girato in 4:3, Meek's Cutoff nega le suggestioni visive tipiche dei film di frontiera, l'esaltazione degli spazi, dell'orizzonte: il realismo della cineasta americana non contempla il formato panoramico, concentrandosi sui personaggi, sui carri, sulla carovana. Leggi tutto
Il quarto tipo
Il quarto tipo abusa del mockumentary senza aver ben chiare, con ogni probabilità, le regole non scritte del genere; Olatunde Osunsanmi appiattisce fino all’inverosimile le riprese che si vorrebbero reali e al contrario si getta in arzigogolate quanto rischiose evoluzioni della macchina da presa. Leggi tutto