10 giorni senza mamma
10 giorni senza mamma, la nuova regia di Alessandro Genovesi, pur senza impegnarsi più di tanto mostra una pur minima dignità che sembra in tutta franchezza mancare al resto del panorama delle commedie italiane. Quantomeno si percepisce la voglia di raccontare una storia... Leggi tutto
Puoi baciare lo sposo
Nonostante sia intriso di buone intenzioni Puoi baciare lo sposo non fa altro che confermare la mediocrità già esibita da Alessandro Genovesi nel corso della sua carriera. Una commedia stanca, incapace di rifuggire con forza dal macchiettismo e da gag stantie, e che spreca anche la location di Civita di Bagnoregio. Leggi tutto
Come te nessuno mai
Quando Gabriele Muccino dirige Come te nessuno mai è il 1999; il nuovo millennio deve ancora arrivare, al governo ci sono i diessini con Massimo D'Alema, la NATO sta bombardando la Serbia. Il G8 di Genova è lontano due anni, ma il sommovimento anche illusorio che porterà alle giornate di protesta è già in atto. Leggi tutto
A casa tutti bene
Con A casa tutti bene Gabriele Muccino propone un nuovo tassello del suo personale e pluridecennale studio sulla famiglia italiana, approdando a una visione tetra e soffocante, amara e crudele. Leggi tutto
Caffè
Aspirando all’appeal internazionale, Caffè guarda idealmente al primo Iñárritu, ma si infrange su una narrazione frammentata e poco coerente, e su una regia spesso inutilmente didascalica. Leggi tutto
La coppia dei campioni
Torna l'asse Roma-Milano per la commedia nostrana. Ma, soprattutto, La coppia dei campioni mette in scena la decadenza di Massimo Boldi finendo per parlarci soprattutto della vecchiaia del comico. E allora, con tutti i suoi limiti, il film di Giulio Base riesce a trascinarci in un piacere malsano dello sguardo. Leggi tutto
L’abbiamo fatta grossa
Carlo Verdone torna dietro (e davanti) la macchina da presa per raccontare una commedia degli equivoci che vorrebbe dire la sua sull'Italia di oggi. Intento lodevole, ma che rimane sulla carta. Leggi tutto
Un Natale stupefacente
Lillo e Greg prendono in mano le redini del cinepanettone e ne rinnovano il meccanismo: Un Natale stupefacente, al netto di una regia fiacca, è scritto in modo tale da esaltare le capacità dei suoi interpreti. Sembra l'uovo di Colombo, ma per il cinema comico italiano è una piccola conquista. Leggi tutto