My Father’s Scent
Esordio al lungometraggio di finzione per il filmmaker egiziano Mohamed Siam, My Father's Scent è un dramma borghese giocato sul confronto tra un padre e un figlio, sulla consapevolezza di un divario estremo tra vecchia e nuova generazione egiziane. Leggi tutto
Tutto quello che resta di te
Con Tutto quello che resta di te Cherien Dabis mette in scena un melodramma famigliare lungo intere generazioni per raccontare la tragedia palestinese, dalla Nakba del 1948 fino alla prima Intifada, per finire con la contemporaneità. Leggi tutto
Hijra
Secondo lungometraggio di finzione per la giovane filmmaker saudita Shahad Ameen, Hijra è un road movie al femminile per il vasto territorio dell'Arabia, un viaggio spirituale e culturale, oltre che un incontro e un confronto di generazioni. Leggi tutto
Roqia
Il quarantottenne algerino Yanis Koussim esordisce al lungometraggio con Roqia, horror che utilizza il tema abusato della possessione per ragionare sulle distonie della nazione maghrebina, sul fondamentalismo religioso, e sulla cecità che ottunde il mondo. Leggi tutto
A Sad and Beautiful World
Primo lungometraggio di finzione per il libanese Cyril Aris, finora autore di documentari che hanno girato molto ai festival, A Sad and Beautiful World è una storia d’amore, un racconto venato di un surreale umorismo ma con una riflessione amara sulla vita in Libano. Leggi tutto
Una sconosciuta a Tunisi
Dopo l’incoraggiante apparizione di Un figlio nella sezione Orizzonti della Mostra internazionale d’arte cinematografica Mehdi M. Barsaoui è tornato al Lido con Una sconosciuta a Tunisi (Aïcha), sempre in Orizzonti, ma con esiti assai più ondivaghi. Leggi tutto
Yunan
Frutto di un’ampia coproduzione cosmopolita, Yunan di Ameer Fakher Eldin cerca strade verso il racconto dai riflessi universali su esilio, nostalgia delle radici, solitudine e separazione dall’altro. Meravigliosa Hanna Schygulla (come sempre). In concorso alla Berlinale 2025. Leggi tutto
The Settlement
Mobbing e sicurezza sul lavoro. The Settlement di Mohamed Rashad è un ottimo thriller dell’anima che indaga il mondo del lavoro e le sue derive di disagio messi in relazione con le rigidità di un preciso contesto socio-antropologico e metropolitano. Leggi tutto