Con Rendez-vous avec Pol Pot il regista cambogiano Rithy Panh torna a ragionare sulla tragedia della Kampuchea Democratica e lo fa dipanando il proprio stile a trecentosessanta gradi, dalla pura finzione al ricorso ai pupazzi di terracotta fino all'utilizzo di materiale documentario. Leggi tutto
Presentato a Cannes 2022 nella sezione Un Certain Regard, Ritorno a Seoul è il secondo lungometraggio di finzione di Davy Chou. Il regista mette in campo la storia di una ragazza, abbandonata in tenera età, alla ricerca delle proprie radici in un paese a lei straniero. Leggi tutto
Torna alla Berlinale, in competizione, anche il grande Rithy Panh con un film, Everything Will Be OK, che purtroppo conferma una fase involutiva della sua carriera: ritroviamo tutti i difetti del precedente Irradiés, pure passato alla Berlinale. Leggi tutto
Il cambogiano Kavich Neang esordisce alla regia di un lungometraggio con White Building, che parte come racconto generazionale sulla gioventù di Phnom Penh e si trasforma in un resoconto della gentrificazione, minimo comun denominatore dell'economia mondiale di oggi. Leggi tutto
Karmalink è l'opera prima di Jake Wachtel, statunitense di nascita ma apolide per vocazione, che firma una vera anomalia: un film di fantascienza in Cambogia. Film d'apertura fuori concorso alla Settimana Internazionale della Critica. Leggi tutto
Come Teruo Nakamura, arresosi qualche mese più tardi, Hiroo Onoda è uno zan-ryū Nippon hei, uno dei soldati giapponesi lasciati indietro. Insomma, un soldato fantasma, una delle ultime scorie del Giappone imperiale. Opera seconda di Arthur Harari, a Cannes 2021. Leggi tutto
Presentato in concorso alla 70 Berlinale, Irradiés è l'ultima, deludente, opera di Rithy Panh, che sembra aver perso la capacità analitica e di riflessione sul male, per mettere in scena semplicemente e superficialmente un'esibizione degli orrori della storia. Leggi tutto
Presentato alla Festa del Cinema di Roma, Funan ripercorre con afflato umanista e un'apprezzabile confezione tecnico-artistica i terribili anni del genocidio cambogiano. Opera prima di Denis Do, nuovo nome da seguire, ennesima dimostrazione dello stato di salute dell'animazione francese. Leggi tutto









