Primo film in lingua inglese per l'ungherese Kornél Mundruczó, Pieces of a Woman, in concorso a Venezia 77, non cade nelle solite schizofrenie cui il regista ci aveva abituato con opere come White God, quanto piuttosto in una messinscena flemmatica e sin troppo classicheggiante, vicina all'inerzia. Leggi tutto
Riscrittura decisamente personale dell'Enrico IV e dell'Enrico V di Shakespeare, The King - diretto dall'australiano David Michôd - è un cupo e riuscito dramma sull'eredità del potere e sull'eterna, terribile, tentazione della guerra. Fuori concorso a Venezia 76. Leggi tutto
Esordio della regista ungherese Zsófia Szilágyi, One Day è il resoconto - realistico, evenemenziale e allo stesso tempo universale - di un qualsiasi giorno di ordinaria follia di una donna con tre figli, un lavoro part-time e un marito tendente all'adulterio. Nel concorso lungometraggi al Trieste Film Festival. Leggi tutto
Occupation 1968
di Evdokia Moskvina, Linda Dombrovszky, Magdalena Szymków, Marie Elisa Scheidt, Stephan Komandarev
A mezzo secolo dall'occupazione di Praga, nasce sotto la guida del produttore e regista ceco Peter Kerekes un film collettivo che ribalta lo sguardo degli invasi cercando quello degli invasori. Presentato in concorso al Trieste Film Festival. Leggi tutto
Presentato nel concorso documentari del Trieste Film Festival 2019, Hungary 2018 – Behind the Scenes of Democracy, è un'opera necessaria e coraggiosa per capire la deriva autoritaria dell'Ungheria di Orbán che si sta diffondendo a macchia d'olio in Europa. Leggi tutto
In concorso al Torino Film Festival 2018, Bad Poems è l'opera seconda del regista ungherese Gábor Reisz, un film sulla vita, sul vivere a trent'anni quando si fa il primo inevitabile bilancio. Film sincero, ma il regista non riesce a controllare il suo indubbio talento visivo finendo per generare un'overdose di trovate surreali. Leggi tutto
Etere, il nuovo film di Krzysztof Zanussi, conferma lo sguardo profondamente cattolico del regista polacco, e la sua tensione metafisica. La rilettura del Faust non aggiunge molto al testo originale, né si distingue per una particolare profondità metaforica. Leggi tutto
László Nemes conferma in Tramonto, in concorso alla Mostra di Venezia, l'estetica già utilizzata nell'esordio Il figlio di Saul; ma se lì un minimo di senso lo si trovava, qui il tutto appare completamente ingiustificato, autocompiaciuto e di fatto confusionario. Leggi tutto









