Minotaur
Il regista russo Andrej Zvyagintsev torna con Minotaur, che mescola il privato e il politico per raccontare una volta di più le distonie della Russia contemporanea. Peccato che risalendo nei “piani alti” del regime il film progressivamente perda forza e vigore. Leggi tutto
La scomparsa di Josef Mengele
In La scomparsa di Josef Mengele Kirill Serebrennikov si confronta con una delle figure più oscene della Storia, quella del medico criminale nazista che eseguiva esperimenti medici sugli internati di Auschwitz. Evento Speciale al Trieste Film Festival. Leggi tutto
Filmlovers!
Atto d'amore verso la sala cinematografica, il buio in cui a essere illuminato è solo lo schermo, Filmlovers porge ad Arnaud Desplechin l'occasione di riportare ancora una volta in vita Paul Dedalus, l'alter-ego che lo accompagna da oramai un trentennio. Leggi tutto
Father Mother Sister Brother
Father Mother Sister Brother segna il ritorno di Jim Jarmusch al concetto di episodio, di frammento di vita, condensato com'è ovvio attraverso la lente d'ingrandimento non priva di sarcasmo che ha contraddistinto l'intera carriera del cineasta di Akron, Ohio. Leggi tutto
Resurrection
Giunto al terzo lungometraggio Bi Gan con Resurrection alza l'asticella dell'ambizione, mettendo in parallelo la storia della Cina e quella del cinema, e attraversando il Novecento come un movimento estetico. In concorso a Cannes 2025. Leggi tutto
L’uomo nel bosco
Alain Guiraudie torna alla regia con L'uomo nel bosco, e ripropone il suo cinema minimale eppur sghembo, dominato da colpi di scena improvvisi e impensabili. Una commedia rurale che si tinge di nero pece guardando anche dalle parti del pasoliniano Teorema. Leggi tutto
C’est pas moi
Con C'est pas moi, mediometraggio di una quarantina di minuti, Leos Carax eleva il suo inno al cinema/vita, alla propria biografia, ai (cattivi) padri, alla figlia Nastya, in una rilettura dal sentore godardiano che riflette anche sulla Storia, sul Novecento, e sulla verità dell'immagine. Leggi tutto
L’innamorato, l’arabo e la passeggiatrice
L’innamorato, l’arabo e la passeggiatrice di Alain Guiraudie affronta il tema della paura dell’altro con gli strumenti di una piccola commedia allentata nei ritmi e raffreddata nei toni. Piacevole e divertente, un deciso scarto stilistico da parte del regista rispetto alle sue ultime prove. Leggi tutto