Con Fatherland il polacco Paweł Pawlikowski mette in scena il ritorno in Germania nel 1949 di Thomas Mann insieme alla figlia Erika, per parlare con lucidità e potenza di Europa, propaganda, heimat e arte. In concorso al Festival di Cannes 2026. Leggi tutto
Con Le Comte de Monte-Cristo la coppia di cineasti transalpini composta da Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte riporta sullo schermo uno dei più celebri feuilleton di Alexandre Dumas; peccato che delle superbe pagine del grande romanziere non resti qui che l'intreccio, e poco più. Leggi tutto
Al suo nono lungometraggio Kirill Serebrennikov affronta Limonov, il celeberrimo testo che Emmanuel Carrère dedicò a Ėduard Limonov, scrittore, poeta, lavoratore, agitatore politico russo. Un tentativo purtroppo poco riuscito, in concorso a Cannes 2024. Leggi tutto
Ne I tre moschettieri – Milady tornano gli spadaccini più famosi della storia della letteratura, sempre sotto l'egida di Martin Bourboulon e sempre alle prese con gli intrighi di palazzo nella Francia di Luigi XIII. Con una produzione sontuosa il cinema transalpino presenta la propria ideale risposta ai supereroi d'oltreoceano. Leggi tutto
Con I tre moschettieri - D'Artagnan Martin Bourboulon riporta in auge l'avventura di cappa e spada, ben maneggiando l'aggettivo "popolare": la prima parte delle avventure di Athos, Porthos, Aramis, e D'Artagnan al servizio del re di Francia si sviluppa in un tourbillon di situazioni, tra intrighi di palazzo e fiammeggianti innamoramenti. Leggi tutto
L'immensità segna il ritorno alla regia per Emanuele Crialese a undici anni di distanza da Terraferma. Dopo la "trilogia isolana" il regista torna nella sua Roma per raccontare una storia ambientata negli anni Settanta. Un viaggio nella memoria che potrebbe divenire universale ma preferisce chiudersi in sé. Leggi tutto
Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il film di Delaporte e de La Patellière è un inno all’amicizia virile che riesce a sublimare i suoi schematismi narrativi solo grazie alla forza, deflagrante sullo schermo, di Fabrice Luchini e Patrick Bruel. Leggi tutto
Un fiammeggiante melodramma, con baci appassionati al tramonto, bimbi che giocano in piscina, surfisti idealisti e ribelli. Peccato si tratti di un film su Pablo Escobar, il celebre narcotrafficante colombiano. Leggi tutto








