Sorry We Missed You
Resoconto dettagliato delle condizioni di vita di un lavoratore contemporaneo, Sorry We Missed You è l’ennesimo film “necessario” di Ken Loach, forse l’unico regista per il quale l’aggettivo “didattico” ha sempre un’accezione positiva. In concorso a Cannes 2019. Leggi tutto
Cyrano mon amour
Una levigata ma piacevolissima ricostruzione della genesi del Cyrano de Bergerac, opera teatrale più rappresentata e amata di tutta la storia francese, il cui spirito rivive in un film garbato e divertente. Leggi tutto
L’uomo dal cuore di ferro
Con L'uomo dal cuore di ferro le vicende di Reinhard Heydrich rivivono in un film enfatico e maldestro, tagliato con l’accetta e grossolano in tutte le sue componenti. Un progetto, uscito nelle nostre sale in occasione della Giornata della Memoria, animato esclusivamente da frettolosità e pressappochismo. Leggi tutto
Ippocrate
Con 4 anni di ritardo, grazie a Movies Inspired arriva nelle nostre sale Ippocrate di Thomas Lilti. Analisi penetrante e acutamente stratificata della professione medica, alle prese con etica, responsabilità e fallibilità umana. Leggi tutto
L’Atelier
L'Atelier segna in un certo senso il ritorno di Laurent Cantet alle tematiche del premiato La classe; ma qui, nonostante non manchino notazioni interessanti, tutto l'impianto rimane puramente cerebrale, lasciando fuori l'emotività e la possibilità di adesione dello spettatore. Leggi tutto
Loro 2
Servillo/Berlusconi occupa pienamente la scena, ma Loro 2 conferma comunque le fragilità già presenti nel primo capitolo: Sorrentino in questa messinscena del berlusconismo non è riuscito a scalfire l'immagine del leader di Arcore, di cui resta - e noi con lui - ancora prigioniero. Leggi tutto
Loro 1
In attesa del secondo capitolo, Loro 1 di Paolo Sorrentino si configura soprattutto come l'estenuante e prolissa introduzione - costruita intorno a escort e papponi - di un racconto che prende veramente forma solo nell'ultima parte, quando finalmente si palesa il Servillo/Berlusconi. Leggi tutto
La mélodie
Con La mélodie, Rachid Hami dirige un film meno retorico e declamatorio di quanto sarebbe stato lecito attendersi, ma la voglia di asciugare i toni si traduce in eccessiva linearità e assenza di personalità. Leggi tutto