Persepolis
Trasposizione dell'omonimo graphic novel, Persepolis torna nelle sale in versione restaurata grazie alla Cineteca di Bologna. Un Bildungsroman caratterizzato da un tratto semplice, da un ritmo alquanto vivace e da un esaustivo quadro storico, politico e sociale. Leggi tutto
Dancer in the Dark
Dancer in the Dark, il film che nel maggio 2000 permetterà a Lars von Trier di conquistare la Palma d'Oro al Festival di Cannes, conduce il regista danese in un territorio che all'apparenza sembrerebbe assai distante da lui: il musical. Leggi tutto
Tutti a parte mio marito
Caroline Vignal torna ad affidarsi all'eccellente Laure Calamy in Tutti a parte mio marito, commedia che si interroga sul desiderio femminile e sul suo essere inappagato. Brillante ma un po' sterile, il film di Vignal tradisce il suo spunto eversivo con una ricomposizione finale che svela il borghesismo dello sguardo della regista. Leggi tutto
E la festa continua!
Con E la festa continua! il cinema di Robert Guédiguian torna a casa: dopo il Mali di Twist à Bamako ecco di nuovo Marsiglia, le sue strade, il suo mare, il suo popolo. Con sguardo nostalgico che non vuole cedere alla realtà di un proletariato sempre più attratto dalla destra il regista francese scrive un inno alla sua città. Leggi tutto
Daaaaaali!
Con Daaaaaali! il vulcanico Quentin Dupieux omaggia sia il genio del grande artista catalano che quello di Luis Buñuel, in una cavalcata surrealista che testimonia una volta di più la componente ludica dell'approccio al cinema del regista parigino. A Venezia 2023 nel fuori concorso. Leggi tutto
Jeanne du Barry – La favorita del re
Maïwenn apre ufficialmente la settantaseiesima edizione del Festival di Cannes con Jeanne du Barry, il suo nuovo film focalizzato su colei che fu la favorita di Louis XV; sulla carta il suo vorrebbe essere il tentativo di una rilettura femminista di questa figura storica, ma nella realtà scade solo nel dramma sentimentale bolso. Leggi tutto
Sì, Chef! – La brigade
A quattro anni di distanza da Le invisibili il trentanovenne francese Louis-Julien Petit torna alla regia con Sì Chef! – La brigade, confermando la sua volontà di mescolare la commedia alla riflessione non priva di amarezze sull'emergenza sociale. Ottime le intenzioni, onesta la fattura, sovrabbondanza di retorica. Leggi tutto