Con Le cose non dette, sua quattordicesima regia per il cinema, Gabriele Muccino torna a mettere in scena la crisi della coppia borghese prendendo spunto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron, che partecipa alla sceneggiatura. Leggi tutto
A quattro anni di distanza da Supereroi, e dopo l'intermezzo drammatico con Il primo giorno della mia vita, Paolo Genovese torna alla commedia sentimentale con Follemente, sgraffignando qualche idea a Inside Out e a una celebre sequenza di Io e Annie. Leggi tutto
Giunto al suo tredicesimo film, Gabriele Muccino con Fino alla fine diserta i soliti drammi di borghesi disagiati e nevrastenici e approda in territori thriller, nel film “di genere”, mantenendo però inalterato il suo stile iper-virtuosistico, urlato, perennemente su di giri. Leggi tutto
Ventotto anni dopo Ferie d'agosto, i protagonisti di quella turbolenta estate tornano in Un altro ferragosto: sia la famiglia Mazzalupi che il clan che ruota attorno a Sandro Molino hanno avuto i loro lutti, e cercano strenuamente di (r)esistere. Leggi tutto
Esordio alla regia per Micaela Ramazzotti, Felicità è un dramma robusto, pessimista e incattivito che fugge dalle consuete indulgenze e consolazioni a cui ci ha abituato il cinema italiano di consumo degli ultimi decenni. Sbilenco e squilibrato, ma pulsante di una contagiosa generosità espressiva. Leggi tutto
Mia è il nome della figlia quindicenne di Sergio e Valeria, ma indica anche il possesso, ed è di questo che parla il settimo lungometraggio diretto nell'arco di un ventennio da Ivano De Matteo, che con coraggio affronta le dinamiche famigliari con estrema durezza e da una prospettiva inusuale per il cinema italiano contemporaneo. Leggi tutto
The Land of Dreams è la terra dei sogni per eccellenza, l'America/Hollywood, Bengodi che aleggia anche negli occhi di Nicola Abbatangelo, esordiente che vede nel musical d'oltreoceano la raffigurazione del proprio desiderio. Peccato che al di là dell'ambizione non sia possibile rintracciare molto altro nel film. Leggi tutto
Tra realismo socio-antropologico e tenui riflessi di tradizionale commedia all’italiana riletti in chiave crepuscolare, La volta buona di Vincenzo Marra si propone come un apprezzabile esempio di cinema medio, che però sembra anche mirare più alto con alterna efficacia, scontando qualche squilibrio nella globale costruzione narrativa. Bel ruolo e bella prova per Massimo Ghini. Leggi tutto








