Opera seconda per Giovanni Tortorici, Ketticè è l'immersione in una gioventù bruciata palermitana, il ritratto di una generazione che ha vissuto il capoluogo siciliano ormai oltre la fase della militarizzazione antimafia e nel pieno dell'edonismo berlusconiano. Leggi tutto
Elisa Amoruso, coadiuvata dalla sceneggiatura di Ilaria Bernardini, decide di raccontare con Amata una storia che racchiude in sé l’intero spettro delle problematiche inerenti alla maternità. Ricco il cast, non sempre convincente la scelta narrativa e la retorica dello sguardo. Leggi tutto
Con le interpretazioni intense di Federico Cesari e Benedetta Porcaroli, Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, diretto da Giuseppe Piccioni, si distingue dai modelli biografici recenti, preferendo la misura intima a ogni monumentalità. Leggi tutto
Presentato nella sezione Orizzonti, Diciannove è il lungometraggio d’esordio di Giovanni Tortorici. Prodotto da Luca Guadagnino (e lo si avverte) è il racconto di un’inquietudine che trova un suo corrispettivo spaziale nel nomadismo del protagonista. Leggi tutto
Con April la trentottenne cineasta georgiana Dea Kulumbegashvili torna alla regia a quattro anni di distanza dall'esordio Beginning, che aveva sbancato il festival di San Sebastián. Con quest'opera seconda Kulumbegashvili conferma il suo stile rigoroso. Leggi tutto
L'ultima notte di Amore è quella di un Assistente Capo della polizia milanese prossimo al pensionamento, che si trova coinvolto in un losco affare legato anche alla malavita cinese. Nel suo primo film ambientato in Italia Andrea Di Stefano guarda dalle parti del noir meneghino, e confeziona un prodotto di genere onesto. Leggi tutto
Bones and All, vale a dire "pasto completo". Luca Guadagnino torna all'horror, ma rispetto alla livida Germania streghesca di fine anni Settanta vista in Suspiria gli Stati Uniti attraversati un decennio più tardi dai cannibali Taylor Russell e Timothée Chalamet sono bruciati dal sole. Leggi tutto
Ci sono due film, all'interno di Chiara Ferragni - Unposted. Il primo è quello della regista Elisa Amoruso, il secondo è quello accettato dalla stessa Ferragni. Nel mezzo si ritrova un documentario per questo interessante ma azzoppato sul finale. Alla Mostra di Venezia nella sezione Sconfini. Leggi tutto








