Quanto basta
Francesco Falaschi, senza perdersi dietro facili ambizioni (che dieci anni fa per esempio resero indigeribile Si può fare di Giulio Manfredonia), dimostra con Quanto basta come sia possibile dirigere una commedia sulla disabilità - nel caso specifico la sindrome di Asperger - evitando il bozzettismo e la semplificazione. Leggi tutto
Pertini – Il combattente
Lodevole ma maldestro documentario dedicato al presidente più amato dagli italiani, Pertini - Il combattente si perde in un racconto episodico e superficiale, in cui pesa anche l'eccessiva e ingombrante presenza in scena di Giancarlo De Cataldo, co-regista insieme a Graziano Diana. Leggi tutto
Metti la nonna in freezer
Se si riesce a superare l'impatto con la prima mezz'ora a dir poco claudicante e dalla scarsa brillantezza, Metti la nonna in freezer di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi si dimostra una commedia non priva di ritmo e di soluzioni intelligenti, condotta in porto dall'inedita coppia Leone/De Luigi. Leggi tutto
Nome di donna
Marco Tullio Giordana torna alla regia a sei anni di distanza da Romanzo di una strage con Nome di donna, che si inserisce all'interno delle riflessioni sul ruolo della donna nella società contemporanea e sull'abuso di potere da parte del maschile. Peccato che al di là del tema non ci sia nulla, né a livello di scrittura né tantomeno di messa in scena. Leggi tutto
La terra dell’abbastanza
La terra dell'abbastanza, esordio alla regia dei gemelli Damiano e Fabio D'Innocenzo (trent'anni a luglio), si muove sulla scia del cinema suburbano di Claudio Caligari per raccontare una storia di sogni di ricchezza, criminalità e amicizia sullo sfondo di Ponte di Nona, periferia della Capitale. In Panorama alla Berlinale. Leggi tutto
Figlia mia
Figlia mia di Laura Bispuri, in concorso alla Berlinale e in uscita in sala, mette in mostra una lunga serie di difetti endemici, da una scrittura frettolosa a un'astrazione ingiustificata, che finisce per eliminare qualsiasi reale 'sangue' a una vicenda fin troppo schematica. Leggi tutto
Come te nessuno mai
Quando Gabriele Muccino dirige Come te nessuno mai è il 1999; il nuovo millennio deve ancora arrivare, al governo ci sono i diessini con Massimo D'Alema, la NATO sta bombardando la Serbia. Il G8 di Genova è lontano due anni, ma il sommovimento anche illusorio che porterà alle giornate di protesta è già in atto. Leggi tutto
Country for Old Men
Presentato al Trieste Film Festival per il Premio Corso Salani, Country for Old Men riesce a raccontare con efficacia il sogno americano alla rovescia, visto dall'Ecuador, dove centinaia di cittadini statunitensi, ormai pensionati, hanno costruito una comunità della terza età, un paradiso del nulla. Leggi tutto