Figli
Arguta e dettagliata analisi delle difficoltà di una coppia alle prese con l'arrivo del secondogenito, Figli di Mattia Torre, per la regia di Giuseppe Bonito, è una commedia amara e spassosa, in grado di restiture inquietudini e difficoltà del nostro tempo. Leggi tutto
Cetto c’è, senzadubbiamente
Cetto c'è, senzadubbiamente porta per la terza volta al cinema il personaggio di Cetto La Qualunque, interpretato da Antonio Albanese. Proprio la presenza in scena del comico è l'unico valore reale di una commedia stanca, e sempre più prevedibile. Leggi tutto
The Nest
Prodotto per certi versi interessante, testimonianza dell'attenzione dell'esordiente Roberto De Feo a un target potenzialmente internazionale, The Nest (Il nido) si regge tuttavia su basi fragili, costruendo un “gioco” filmico di cui si intuiscono facilmente gli sviluppi. Leggi tutto
Bentornato Presidente
A sei anni dal film diretto da Riccardo Milani, torna Bisio nei panni dell'uomo qualunque che entra nelle stanze del potere: Bentornato Presidente è un sequel che guadagna dal cambio di regia e che, grazie a un po' di satira politica, riesce a dirci qualcosa sul nostro schizofrenico presente. Leggi tutto
C’è tempo
L'esordio in un film di finzione si traduce per Walter Veltroni in un velleitarismo autoriale dimentico di azione e racconto, imperniato su una serie di cliché, a partire da una cinefilia inerte, addomesticata ed edulcorata. Leggi tutto
La paranza dei bambini
Tratto dal romanzo di Roberto Saviano e in concorso alla Berlinale, La paranza dei bambini è il quarto lungometraggio di finzione di Claudio Giovannesi. Un'opera matura, che riflette una volta di più sull'infanzia negata e sul desiderio adolescenziale di sfuggire alle regole della società. Leggi tutto
Compromessi sposi
Stanchissima variante della commedia “territoriale” nostrana, Compromessi sposi si rivela poco più che una vetrina per i suoi due interpreti, fallendo anche nel (timido) tentativo di allegoria della situazione politica contemporanea. Leggi tutto
Moschettieri del re
Giovanni Veronesi fa suoi in Moschettieri del re i romanzi di Alexandre Dumas rileggendoli in una chiave nazionalpopolare che vorrebbe guardare dalle parti di Monicelli ma non sa sollevarsi di molto sopra la pochade più trita e prevedibile. Leggi tutto