Tutti defunti… tranne i morti
Con Tutti defunti… tranne i morti Pupi Avati, giunto al sesto lungometraggio, mescola il thriller al grottesco, giocando con il giallo à la Christie e condendo il tutto con un gusto parodico e dissacrante. Un'opera buffa che fa del bislacco il minimo comun denominatore della sua estetica. Leggi tutto
La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone
A cinque anni di distanza da Thomas e gli indemoniati Pupi Avati torna al cinema con La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, e per la prima volta si cimenta con l'industria: ne viene fuori una commedia iper-grottesca, in cui i tipi romagnoli riecheggiano dell'esperienza felliniana Leggi tutto
Bordella
Bordella è il Pupi Avati più surreale, satirico, crudele, orgogliosamente malpensante e fuori dalle traiettorie canoniche del cinema, tra vagheggiamenti d'antan, giochi quasi musicali e un racconto grottesco dell'Italia - forse altrettanto grottesca - degli anni Settanta. Leggi tutto
Il signor diavolo
Il signor diavolo segna il ritorno di Pupi Avati al gotico padano a oltre venti anni di distanza da L'arcano incantatore; un viaggio alle radici del Male. Un'opera rarefatta, d'antan, che vive un tempo fuori dal tempo e ha il coraggio di scandagliare il rapporto tra fede e superstizione. Leggi tutto
L’arcano incantatore
L'arcano incantatore segna il ritorno di Pupi Avati nei territori del fantastico a tredici anni di distanza da Zeder. Un'opera che mette in scena l'esoterismo ragionando una volta di più sul concetto di colpa, e di esplorazione del misterico. Leggi tutto
Zeder
Il meglio della sua filmografia Pupi Avati l'ha dato nella messa in scena del deforme e dell'horror. Prova ne è Zeder, che immerge Lovecraft nella bassa padana... Leggi tutto
Un ragazzo d’oro
Pupi Avati torna al cinema a tre anni di distanza da Il cuore grande delle ragazze con un film sconclusionato, amaro e grottesco, quasi fuori controllo. Protagonista uno Scamarcio all'apice dell'autolesionismo. Leggi tutto