Con Come ti muovi, sbagli, Gianni Di Gregorio conferma il suo posto unico nel panorama del cinema italiano: un autore capace di trasformare le incrinature del quotidiano in piccole epifanie. Film di chiusura delle Giornate degli Autori a Venezia. Leggi tutto
Berlinguer – La grande ambizione si profila come una (indubbiamente) importante prima volta per il cinema italiano, quella di un film biografico di finzione dedicato al segretario del PCI Enrico Berlinguer. Lodevoli intenzioni, realizzazione non sempre al passo. Leggi tutto
Non un adattamento, bensì un'ispirazione, proveniente dal romanzo ultimo di Flaubert, segna l'esordio registico di Giuseppe Battiston Io vivo altrove!. Il viaggio di due uomini verso la propria rinascita sembra procedere in parallelo con il tentativo – non pienamente riuscito – di cambiare rotta alla tipica commedia all'italiana. Leggi tutto
Astolfo, sfrattato, è costretto ad abbandonare l'amata Roma per riparare in un paesino; per la prima volta il cinema di Gianni Di Gregorio, qui al quinto lungometraggio da regista, si distacca dalla capitale e si lancia addirittura in una storia d'amore. Leggi tutto
Racconto di una Venezia pandemica preoccupata di riacciuffare il prima possibile i propri turisti scomparsi dai radar, Welcome Venice di Andrea Segre è un dramma familiare che sfiora la tragedia per esaltare poi il coraggio di vivere. Leggi tutto
Piccola commedia graziosa e divertente, Lontano Lontano di Gianni Di Gregorio riconferma la voluta esilità del cinema del suo autore, ma costituisce anche un'occasione di vero intrattenimento non volgare. Al Torino Film Festival per Festa Mobile. Leggi tutto
Con Il grande passo il veneziano Antonio Padovan torna alla regia dopo Finché c'è prosecco c'è speranza. La sua commedia però è faticosa, scritta in modo approssimativo, troppo fragile per reggere il peso delle proprie, non indifferenti, ambizioni. In concorso al Torino Film Festival. Leggi tutto
Dopo il buon Short Skin, Duccio Chiarini compie un leggero passo indietro con il suo nuovo film, L'ospite, presentato al Torino Film Festival, e già selezionato al Festival di Locarno. Non mancano ironia, malinconia e preciso ritratto generazionale, ma è l'esilità della struttura narrativa a mostrare alla lunga la corda. Leggi tutto









