Dante
Sempre capace di spiazzare, Pupi Avati si lancia stavolta con Dante in un'impresa ai limiti dell'inosabile. Un'impresa che però in questo caso può dirsi riuscita, sia per la smisurata passione per l'autore della Divina Commedia che traspare dal film, sia per la scelta di calare i personaggi in un mondo carnale e violento, dai tratti mistici e orrorifici. Leggi tutto
Le strelle nel fosso
Le strelle nel fosso è forse il titolo più ignoto e meno visto tra quelli che puntellano la filmografia "magica" e "soprannaturale" di Pupi Avati. Lontano dall'orrore puro del cosiddetto 'gotico padano', il settimo lungometraggio del regista bolognese è una favola rurale intrisa di lirismo. Leggi tutto
Tutti defunti… tranne i morti
Con Tutti defunti… tranne i morti Pupi Avati, giunto al sesto lungometraggio, mescola il thriller al grottesco, giocando con il giallo à la Christie e condendo il tutto con un gusto parodico e dissacrante. Un'opera buffa che fa del bislacco il minimo comun denominatore della sua estetica. Leggi tutto
La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone
A cinque anni di distanza da Thomas e gli indemoniati Pupi Avati torna al cinema con La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, e per la prima volta si cimenta con l'industria: ne viene fuori una commedia iper-grottesca, in cui i tipi romagnoli riecheggiano dell'esperienza felliniana Leggi tutto
Bordella
Bordella è il Pupi Avati più surreale, satirico, crudele, orgogliosamente malpensante e fuori dalle traiettorie canoniche del cinema, tra vagheggiamenti d'antan, giochi quasi musicali e un racconto grottesco dell'Italia - forse altrettanto grottesca - degli anni Settanta. Leggi tutto
Salò o le 120 giornate di Sodoma
Ripresa e allo stesso tempo negazione di Sade, Salò o le 120 giornate di Sodoma è forse l'opera fondamentale dell'intera storia del cinema italiano. Anche per questo vilipesa, censurata, distrutta, combattuta, ieri come oggi. Un atto di lacerazione dello sguardo come nulla prima e dopo. Leggi tutto
Il signor diavolo
Il signor diavolo segna il ritorno di Pupi Avati al gotico padano a oltre venti anni di distanza da L'arcano incantatore; un viaggio alle radici del Male. Un'opera rarefatta, d'antan, che vive un tempo fuori dal tempo e ha il coraggio di scandagliare il rapporto tra fede e superstizione. Leggi tutto
Voci notturne
Chi ha ancora memoria di Voci notturne? Trasmessa frettolosamente da Rai 1 nel 1995 questa miniserie diretta da Fabrizio Laurenti è presto finita nel dimenticatoio. Peccato, perché la sceneggiatura di Pupi Avati dimostrava coraggio e intelligenza nel cercare traiettorie inusuali al paranormale. Leggi tutto