Ted Bundy – Fascino criminale
Affrontando un soggetto che conteneva già, in sé, una certa carica cinematografica, Joe Berlinger lascia Ted Bundy – Fascino criminale in una terra di nessuno, con una messa in scena corretta quanto anonima, e l’assenza di qualsiasi tentativo di lettura personale della vicenda. Leggi tutto
JK Rock
JK Rock di Shunji Muguruma è una commedia un po' squinternata che ruota attorno a una rock band al femminile e a un ragazzo che ha abbandonato il sogno di suonare. Peccato che gli aspetti demenziali non siano valorizzati. Leggi tutto
Birthday
Apertura del Far East Film 2019, il sudcoreano Birthday torna a mettere il dito nella piaga in quella tragedia collettiva nazionale che è stato il naufragio del traghetto Sewol avvenuto il 16 aprile 2014, in cui hanno perso la vita molti adolescenti. Leggi tutto
Hellboy
Iperbolico e grandguignolesco come si conviene, Hellboy di Neil Marshall scricchiola pericolosamente a ogni snodo narrativo, sostenuto a fatica (e solo in parte) da abbondanti e apprezzabili dosi di verace splatter... Leggi tutto
Book Club – Tutto può succedere
Il Book Club è quello che organizzano da decenni quattro amiche. Cosa succede però se il libro scelto per la lettura è Cinquanta sfumature di grigio? Una commedia esile e abbastanza prevedibile ben sorretta però dalla verve delle quattro protagoniste. Leggi tutto
Il professore e il pazzo
Una curiosa storia vera che s’interroga sul confine tra lingua e scienza, tra follia e ossessione per la ricerca. Il professore e il pazzo spreca però quasi tutto il suo potenziale a causa di un sceneggiatura approssimativa e di due interpreti di lusso, Mel Gibson e Sean Penn, alle prese con due prove d’attore deficitarie. Leggi tutto
Love Me Not
Presentato al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, dopo l'anteprima a Rotterdam, Love Me Not, secondo lungometraggio di finzione da regista del produttore catalano Lluís Miñarro, adatta la storia biblica di Salomè, rifacendosi anche alla lettura di Oscar Wilde. Leggi tutto
Diabolik sono io
Giancarlo Soldi in Diabolik sono io sfrutta poco saggiamente le libertà concesse dal documentario, parzialmente offuscando, dopo averle scovate, le affascinanti, tortuose, lacunose vicende di una piccola epopea di provincia. Ne esce il ritratto schizofrenico e un po' distratto di un'impresa femminile nel maschilissimo regno del fumetto. Leggi tutto