La zona morta
Al suo primo (e per ora unico) incontro con la narrativa di Stephen King, ne La zona morta David Cronenberg amalgama al meglio la sua poetica con quella dello scrittore, ampliando l’ottica della storia originale senza tradirne le premesse. Leggi tutto
John McEnroe – L’impero della perfezione
Vincitore a Pesaro 2018, John McEnroe - L'impero della perfezione è uno straordinario, ipnotico e stratificato film/saggio sul cinema e sul tennis. Sul cinema sportivo; sul gesto tecnico e atletico; su un microcosmo fatto di terra rossa. E su un campione probabilmente irripetibile: John McEnroe. Leggi tutto
Il demone sotto la pelle
Il demone sotto la pelle è il primo film di David Cronenberg non autoprodotto; un incubo psicosessuale che prende la forma di un body horror, un B-movie sudicio ed essenziale che mette già in campo alcune delle idee destinate ad attraversare tutto il cinema del regista canadese. Leggi tutto
La terra di Dio
Realismo bruto e romanticismo sfrenato. Sincerità e partecipazione. La Terra di Dio - God's Own Country dell'inglese Francis Lee è un'opera prima folgorante, che con passo cauto smonta a poco a poco molte convenzioni del melodramma classico. Leggi tutto
I miei vicini Yamada
Una delle pellicole meno celebrate di Takahata, sfortunata al botteghino, poco amata dai fan: eppure, a vent'anni di distanza, mostra ancora gli evidenti segni di una voglia di sperimentare mai doma e la capacità di cogliere l'inafferrabile leggiadria e profondità degli haiku. Leggi tutto
Iene
Ispirato a La visita della vecchia signora di Friedrich Dürrenmatt, Iene è il secondo lungometraggio del senegalese Djibril Diop Mambéty, diretto nel 1992 a venti anni dall'esordio. Uno sguardo sull'Africa (mai davvero) post-coloniale che è anche riflessione sui rapporti con l'Europa e sulla colpa individuale e collettiva. Leggi tutto
I figli del Fiume Giallo
Con I figli del Fiume Giallo, in concorso a Cannes, Jia Zhangke prosegue il discorso sulle trasformazioni violente della Cina contemporanea e arriva a descrivere un mondo in cui la realtà, mutata repentinamente, non esiste più ed è rimasta solo la sua immagine, da guardare ammutoliti. Leggi tutto
Mori, the Artist’s Habitat
Il cinema di Shūichi Okita assomiglia in qualche modo al concetto d'arte e di vita del pittore Morikazu Kumagai, protagonista di Mori, the Artist's Habitat: un'opera minimale, contemplativa, attenta ai minimi dettagli di una natura semplice e multiforme allo stesso tempo. Un'elegia ironica e dolcissima. Leggi tutto