Eureka Seven: Good Night, Sleep Tight, Young Lovers

Eureka Seven: Good Night, Sleep Tight, Young Lovers

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Eureka Seven sembra un buon TV movie di dieci, dodici anni fa. Ma gli anni ’90 sono passati, e ciò che poteva stupirci un tempo, in un media diverso, oggi risulta pericolosamente monocorde, sempliciotto, già visto.

“Ho trovato!” Bella roba.

La battaglia del genere umano contro EIZO, un organismo misterioso giunto dallo spazio, continua da quasi mezzo secolo. Nel 2054, un giovane soldato combatte contro EIZO insieme a un gruppo di rinnegati, a bordo della nave da combattimento Gekko, sotto il comando di Holland Novak. Il giovane soldato si chiama Renton. Egli guida il Nirvash, diretto al fronte ed ha un unico sogno, quello un giorno di liberare Eureka, la sua amica di infanzia catturata otto anni prima, e di riportarla nella città natale… [sinossi]

L’ho detto e lo ripeto: comprimere una serie TV in un film è come tentare di far passare un cammello per la proverbiale cruna dell’ago [1]. No, meglio, fate Giuliano Ferrara. Che ha appena ingoiato Goffredo Bettini. Al burro. Comunque dolorosamente, lipidicamente impossibile (nonostante il burro). Ecco il gargantuesco problema di Eureka Seven: Good Night, Sleep Tight, Young Lovers (a.k.a. A Pocket Full of Rainbows). E poco importa che il film non sia il pedissequo riassunto della serie, bensì una sorta di re-telling, che ne altera la trama e riutilizza i personaggi principali a mo’ di attori.  Il problema  persiste, immune a qualunque scappatoia per aggirarlo. Perché non puoi buttare in faccia allo spettatore una dozzina di personaggi, o abbozzi di tali, senza tante spiegazioni e approfondimenti, sperando di tirare le fila con appena 115 minuti di ciò che era originariamente immaginato per una ventina di episodi da mezz’oretta l’uno. In ogni caso, non puoi farlo quando in questo minutaggio ci devi aggiungere anche la costruzione di un mondo e un bel po’ di scene di combattimento Macross-oriented, visto che sempre di robottoni trasformabili stiamo discorrendo [2]. Ovvero puoi farlo, ma non dovresti. Giacché il risultato è questo guazzabuglio di cui parliamo. Un film dove il troppo stroppia a ogni pie’ sospinto, con i (pochi) momenti buoni (vedi la sottotrama degli orfani di guerra adottati in massa da un filantropo pedofilo) sommersi e mutilati dalla mediocre baraonda di tutto il resto (Mokkyu!). Eppure eccoci qui, a scrivere di un altro prodotto del genere. L’ennesimo, a infestare le visioni dell’appassionato medio di serialità animata nipponica. Nemmeno quello più dotato dal punto di vista tecnico; cahier de doleance: a parte il riciclo di scene dalla serie stessa (in realtà ridisegnate e ricolorate, ma pur sempre ricicciate), l’animazione è per l’appunto di livello televisivo, senza picchi di eccellenza, come pure la regia, di maniera per lavori del genere, scene adrenaliniche di combattimenti aerei comprese. Aggiungete a tutto ciò una colonna sonora non eccessivamente ispirata, e otterrete esattamente ciò che Eureka Seven sembra: un buon TV movie di 10, 12 anni fa. Ma gli anni ’90 sono passati, e ciò che poteva stupirci un tempo, in un media diverso, oggi risulta pericolosamente monocorde, sempliciotto, già visto.

Cosa salvare allora di un siffatto pasticcio? Gli organismi esobiologici EIZO che sembrano degli angeli caduti da Evangelion? La storia d’amore tra (pre)adolescenti post-Robotech? Il Pokemon che farebbe venire i sudori freddi a Satoshi Kon? Mah. Come vedete, la minestra riscaldata è tanta, e pure sciapa. A nulla valgono i piccoli momenti in cui ci si ricorda che, essendo questo un film feature, si potrebbe osare di più (tutto il passaggio della Tragedia di Doha è martirizzato da ellissi e frammentazione del racconto quasi criminali). Così, se valutando questo Eureka Seven: Good Night, Sleep Tight, Young Lovers potremmo, per amor di patria (altrui), cavarcela definendolo un episodio gonfiato, con manie di grandezza di fagocitarsi l’intera Run, ometteremmo l’informazione fondamentale. Gonfiato, sì. Ma di cosa?

Altri specchi ustori, presidente Fini?
Note
1. Nel nostro caso Eureka SeveN, Studio BONES, 2005, diretta dal medesimo Tomoki Kyoda, sceneggiata da Dai sato e col mecha design di Shoji “Macross” Kawamori.
2. Va beh, in questo caso sono una sorta di “Pucchun” kawajiformi in grado di crescere fino alle dimensioni di un mech, ma il concetto è quello…
Info
Il trailer di Eureka Seven.
Eureka Seven su AnimeNewsNetwork.
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