Mes petites amoureuses
Nel filone francese del racconto dell'infanzia e dell'adolescenza, da Jean Vigo a Truffaut passando per Maurice Pialat, si inseriva anche Jean Eustache nel 1974 con Mes petites amoureuses, scegliendo come punto di vista privilegiato la scoperta del corpo e della sessualità, per un film malinconicamente erotico. Leggi tutto
Trevico-Torino – Viaggio nel Fiat-Nam
Al Torino Film Festival rivive uno dei film più misconosciuti e potenti di Ettore Scola. Trevico-Torino - Viaggio nel Fiat-Nam getta uno sguardo sulle fabbriche in subbuglio dopo il Sessantotto, e sulla difficile condizione di vita degli emigrati dal sud Italia. Leggi tutto
La notte dei resuscitati ciechi
Con La notte dei resuscitati ciechi si conclude la tetralogia dello spagnolo Amando de Ossorio, presentata integralmente al Torino Film Festival. Tra idoli pagani e ritorni al passato l'ultima incursione sul grande schermo dei templari risorti merita una nuova visione. Leggi tutto
La nave maledetta
Il terzo capitolo dedicato da Amando de Ossorio ai resuscitati ciechi è anche il più debole dell'intero lotto, a rischio scult in più di un'occasione. Un'operazione d'altri tempi, che mette in scena un orrore senza via di fuga. Leggi tutto
La cavalcata dei resuscitati ciechi
Ci risiamo. La cavalcata dei resuscitati ciechi permette ad Amando de Ossorio di tornare sul luogo del delitto, cercando di raccontare le radici dell'esistenza di questi demoniaci templari. Il risultato è ancora affascinante, nonostante le evidenti reiterazioni. Leggi tutto
Le tombe dei resuscitati ciechi
Il primo capitolo della tetralogia che Amando de Ossorio ha dedicato ai crociati che rivivono è senza dubbio uno dei cult-movie più celebri del cinema dell'orrore europeo. Le tombe dei resuscitati ciechi torna a mietere vittime sugli schermi del Torino Film Festival. Leggi tutto
2002: la seconda odissea
Riproposto dal Trieste Science+Fiction Festival per l'omaggio a Douglas Trumbull, 2002: la seconda odissea è il primo film da regista dello storico mago degli effetti visivi. Fantascienza distopica che riflette la sensibilità ecologica e lo spirito di ribellione dei primi anni Settanta. Leggi tutto
Il mondo dei robot
Riproposto dal Trieste Science+Fiction Festival, Il mondo dei robot è uno dei classici della fantascienza distopica degli anni Settanta, invecchiato un po' a fatica, non privo di qualche ingenuità, ma ancora terribilmente affascinante. Leggi tutto
Amici per la pelle
Amici per la pelle è un film per lo più dimenticato. Lo è anche il suo autore, quel Franco Rossi al quale si devono titoli preziosi come Odissea nuda e l'Odissea televisiva. In realtà si tratta di uno dei primissimi esempi di teen-movie all'italiana, intelligente e dolceamaro. Leggi tutto
San Michele aveva un gallo
Presentato in versione restaurata alla Festa del Cinema di Roma, San Michele aveva un gallo dei fratelli Taviani si dimostra sempre più attuale nella descrizione di una sinistra rivoluzionaria circondata dai fantasmi del proprio ego, dell'estremismo come malattia infantile del comunismo, dell'eterna sconfitta dell'ideale. Leggi tutto
Police
Interpretato da un gigantesco Depardieu, Police segnava nel 1985 l'approdo per Maurice Pialat a un cinema più controllato e curato dal punto di vista della messa in scena, senza però perdere per questo la spontaneità e l'inesauribile vivacità di dialoghi e situazioni. Alla Festa del Cinema di Roma. Leggi tutto
Passe ton bac d’abord
Altro capolavoro della filmografia di Maurice Pialat, cui quest'anno è dedicata una retrospettiva alla Festa del Cinema di Roma, Passe ton bac d'abord è il frammento di vita di un gruppo di maturandi di provincia, che non vorrebbero crescere. Leggi tutto
Sotto il sole di Satana
Sotto il sole di Satana, adattamento del romanzo di Georges Bernanos, è senza dubbio il film più discusso ed eretico di Maurice Pialat. Palma d'Oro fischiatissima a Cannes nel 1987, è un'opera radicale e da riscoprire, una gemma preziosa che ragiona sul Male, sul dominio e sulla colpa. Leggi tutto
L’enfance nue
Per la retrospettiva della Festa del Cinema di Roma dedicata a Maurice Pialat è stato presentato il suo folgorante esordio, L'enfance nue, girato nel '68 e prodotto da Truffaut: la storia di un bambino incapace di adattarsi alle regole della società, per certi versi simile a I 400 colpi, ma più realistico e asciutto, straordinariamente doloroso e commovente. Leggi tutto
La zarina
Restaurato giusto quest'anno, recuperando quasi interamente il montato andato perduto, La zarina è un classico esempio del cinema di Lubitsch, tra aristocrazia eternamente sull'orlo del collasso e trionfo della teatralità della vita. Alle Giornate del Cinema Muto 2018. Leggi tutto
A Straightforward Boy
Dodicesimo film di Yasujirō Ozu per lunghissimo tempo creduto perduto, A Straightforward Boy si presenta oggi come il ponte che lega Charlie Chaplin a Hirokazu Kore-eda. Alle 37esime Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Leggi tutto
The Enemy
Giunto a noi in forma incompleta - mancante proprio di un posticcio happy end tipicamente hollywoodiano - The Enemy, diretto da Fred Niblo nel 1927, è un potente dramma antimilitarista, tanto che il suo pacifismo apparve eccessivo al pubblico dell'epoca. Alla 37esima edizione delle Giornate del cinema muto. Leggi tutto
O-Sen delle cicogne di carta
Fra i film post-sincronizzati presentati alle 37esime Giornate del Cinema Muto di Pordenone, riemerge il magnifico e commovente O-Sen delle cicogne di carta di Kenji Mizoguchi, in cui la poetica e lo stile del gigante nipponico stavano iniziando a delineare la grandezza di uno degli autori più preziosi nella storia del cinema. Leggi tutto
L’homme du large
Presentato alla 37esima edizione delle Giornate del cinema muto, in una bellissima copia in 35mm, capace di restituire in maniera impressionante il viraggio dei colori, L'homme du large di Marcel L'Herbier si presentava nel 1920 come un tradizionale dramma sociale ispirato a Balzac, arricchito però da uno stile nervoso e sincopato già moderno. Leggi tutto
La vedova del pastore
Secondo lungometraggio di Carl Theodor Dreyer, La vedova del pastore anticipava già nel '20 e nelle forme di una commedia apparentemente leggera di matrimoni, convenzioni sociali, acquavite e stregoneria molti di quelli che saranno i dilemmi psicologici e morali che faranno grande la sua filmografia. Alle Giornate del Cinema Muto 2018. Leggi tutto
Captain Salvation
Blockbuster ante-litteram, Captain Salvation di John S. Robertson è un melodramma avventuroso sulla fede e la carità cristiana, che sogna un Nuovo Mondo più libero e giusto. Film d'apertura delle Giornate del Cinema Muto 2018. Leggi tutto
The Price of Betrayal
Creduto per lunghissimo tempo perduto, miracolosamente ritrovato in Svizzera e straordinariamente restaurato con piena filologia dal CNC, il dramma morale di The Price of Betrayal restituisce finalmente un altro tassello straordinario della filmografia di Victor Sjöström. Alle Giornate del Cinema Muto 2018. Leggi tutto
Lo spaventapasseri
Classico mirabolante e frenetico, ripresentato alla 37esima edizione di Le giornate del cinema muto, Lo spaventapasseri è l'esaltazione del corpo-cinema di Buster Keaton e la perfetta equazione della sua visione del mondo, smontabile e rimontabile a piacimento. Leggi tutto
In Calabria
Nel 1993, dopo un decennio di inattività, l'allora settantenne Vittorio De Seta si reca nell'amata Calabria per offrirne un ritratto lontano dagli stereotipi e dai pregiudizi che fosse al contempo appassionato e allarmato, sospeso fra l'orgogliosa immutabilità rurale e le promesse non mantenute dal progresso e dalla globalizzazione. Ai Mille Occhi 2018. Leggi tutto
Umberto D.
Capolavoro senza tempo, Umberto D. di Vittorio De Sica racconta una moderna solitudine senile inscritta in una geografia umana ridotta ad alienante meccanismo. In dvd per Mustang e CG. Leggi tutto
I giardini di Abele
Rara gemma di giornalismo televisivo profondamente cinematografica e per molti versi poetica, I giardini di Abele è il risultato dell'incursione di Sergio Zavoli nell'ospedale psichiatrico di Gorizia del 1968, privo di cancelli e di repressioni sotto la direzione sperimentale e anti-istituzionale di Franco Basaglia. Ai Mille Occhi 2018. Leggi tutto
L’harem
Con L'harem, proiettato ai Mille Occhi 2018, Marco Ferreri anticipava di un anno le istanze sessantottine di emancipazione femminile mettendo in scena un (doppio) ribaltamento dei ruoli in cui sta tutto il cinismo più retrivo e crudele della società patriarcale. Leggi tutto
Morte a Venezia
In Morte a Venezia, “traducendo” Thomas Mann, Visconti riesce nell'impresa che pare, invece, uccidere il suo protagonista, ovvero armonizzare nell'opera il vero e il bello, l'onestà intellettuale e il sentire, la riflessione ampia con la precisione dell'atto. Leggi tutto