Nona. Si me mojan, yo los quemo
Terza opera della regista cilena Camila José Donoso, Nona. Si me mojan, yo los quemo è stato presentato in concorso alla 55a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Il ritratto di un'anziana burbera, che nasconde tendenze piromani, in un film dove gli incendi riguardano la sostanza stessa del cinema. Leggi tutto
That Cloud Never Left
Presentato in concorso alla 55a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, That Cloud Never Left di Yashaswini Raghunandan è un film teorico, ambientato in un remoto villaggio del Bengala Occidentale, che diventa il ricettacolo ultimo del cinema e luogo della sua scomposizione in materia e luce. Leggi tutto
The Kamagasaki Cauldron War
Presentato in concorso alla 55a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, The Kamagasaki Cauldron War di Leo Sato è il tentativo, riuscito, di riportare in luce quello spirito di contestazione e quel crudo realismo sociale proprio dei registi della Nuberu bagu come Oshima e Imamura. Leggi tutto
Il cerchio delle lumache
Il cerchio delle lumache è il secondo lungometraggio di Michele Senesi, regista marchigiano già autore del folle Bumba Atomika. Qui la situazione non è di certo normalizzata: un piccolo film sull'attesa (della morte?), surreale e a pochi passi da una demenzialità consapevole. Leggi tutto
The Gangster, the Cop, the Devil
Mescola un po’ le carte l'opera seconda di Lee Won-Tae, presentata fuori concorso a Cannes 2019. Battute, omicidi e pestaggi, alcune sequenze mirabili, cast di livello. Tutto già visto, scivola via piacevolmente. Leggi tutto
Serpentário
Vincitore del concorso Nuove visioni del Sicilia Queer Filmfest 2019, Serpentário è un viaggio in Angola, il paese africano che per il regista Carlos Conceição rappresenta la terra natia, la memoria materna in quel rapporto, non privo di rimorsi storici, che si instaura tra i paesi ex-coloniali e le loro ex-colonie. Leggi tutto
Gangster Story
Con Gangster Story Arthur Penn rivoluziona l'industria cinematografica hollywoodiana riscrivendo la Grande Depressione attraverso la lente della nouvelle vague. Un'opera fondamentale per lo sviluppo di quel movimento che prenderà il nome di New Hollywood. Leggi tutto
The Ballad of Genesis and Lady Jaye
The Ballad of Genesis and Lady Jaye è il primo lungometraggio di Marie Losier: si tratta di uno dei suoi ritratti di artisti underground, in questo caso della protagonista della scena industrial e dell'acid house Genesis Breyer P-Orridge. Al Sicilia Queer Filmfest. Leggi tutto
L’amour debout
Presentato nel concorso Nuove visioni del Sicilia Queer Filmfest 2019, L’amour debout è il secondo lungometraggio del filmmaker francese Michaël Dacheux. Incroci sentimentali nella capitale francese nel corso delle quattro stagioni, seguendo un preciso retaggio rohmeriano. Leggi tutto
Berlin Based
Presentato nella sezione Panorama Queer del Sicilia Queer Filmfest 2019, Berlin Based di Vincent Dieutre è un documentario sulla città europea che ormai ha sostituito Parigi e Londra per cosmopolitismo e fermento artistico, vale a dire Berlino. Leggi tutto
Lembro mais dos corvos
Presentato nel concorso Nuove visioni del Sicilia Queer Filmfest 2019, Lembro mais dos corvos del filmmaker brasiliano Gustavo Vinagre è il ritratto di una transessuale, della sua vita, delle sue scelte e delle sue difficoltà, dove l'amore per il cinema gioca un ruolo fondamentale. Leggi tutto
Seuls les pirates
Presentato nel concorso Nuove visioni del Sicilia Queer Filmfest 2019, Seuls les pirates di Gaël Lépingle è una storia di nuove marginalità urbane, dei reietti delle periferie da demolire in nome di nuovi e mirabolanti progetti urbanistici. Leggi tutto
Hors normes
Scelto come chiusura di Cannes 2019, Hors normes di Éric Toledano e Olivier Nakache è un film episodico che non riesce a trovare un saldo perno narrativo attorno al quale far ruotare le sue storie e finisce ripetutamente fuori strada, in una lunga serie di vicoli ciechi. Leggi tutto
Sibyl
Con Sibyl, in concorso a Cannes 2019, Justine Triet certifica già la crisi del suo cinema, dopo l'eccellente esordio con La bataille de Solférino e dopo il mezzo falso di Tutti gli uomini di Victoria. Leggi tutto
Les héros ne meurent jamais
Cinéma verité, metempsicosi e un viaggio in Bosnia sono gli ingredienti di Les héros ne me meurent jamais di Aude Léa Rapin, interessante ma non del tutto riuscita riflessione sull’identità. Alla Semaine. Leggi tutto
It Must Be Heaven
Elia Suleiman torna in concorso al Festival di Cannes con It Must Be Heaven, che guarda al cinema di Jacques Tati per mettere in scena la grottesca democrazia poliziesca occidentale e elevare un’elegia alla Palestina e al suo popolo. Leggi tutto
Mektoub, My Love: Intermezzo
In concorso a Cannes 2019, Intermezzo è un passo ulteriore verso un grandioso affresco, un diario intimo e amoroso (e teorico) di un cineasta, dei suoi personaggi, di una generazione, di un luogo sospeso nel tempo e nello spazio. Mektoub è vita, cinema, è un flusso inarrestabile. Potrebbe anche non finire mai. Leggi tutto
Yves
Storia del complicato rapporto tra un rapper e il suo frigorifero, Yves di Benoît Forgeard, tra riflessioni sul consumismo compulsivo e sull’industria discografica (altrettanto votata al “consumo”), dimostra una volta di più la vitalità e la liberissima, inarrestabile creatività della commedia d’oltralpe. Film di chiusura della Quinzaine. Leggi tutto
Wounds
Wounds segna l'esordio oltreoceano di Babak Anvari, già regista del piccolo cult-movie Under the Shadow. Anche qui maneggia bene la materia horror, anche se il film appare un po' troppo fine a se stesso. Leggi tutto
Summer of Changsha
Presentato in concorso a Un certain regard al Festival di Cannes, Summer of Changsha del regista cinese Zu Feng è un poliziesco che man mano, quasi dolcemente, digrada verso il melodramma, grazie all'efficacia sia della scrittura che di una galleria di personaggi solitari, rosi dai sensi di colpa. Leggi tutto
Parasite
Non era mai andato via Bong Joon-ho, ma ci piace dire che è tornato. Tornato ai livelli di Memories of Murder e The Host; tornato in patria e all’industria sudcoreana dopo Snowpiercer e Okja. Parasite (Gisaengchung) è una delle vette del Festival di Cannes 2019. Travolgente. Leggi tutto
Quello che verrà è solo una promessa
Quello che verrà è solo una promessa è il nuovo lavoro di Flatform, collettivo artistico con base tra Milano e Berlino. Una riflessione sullo scorrere della natura, e sul concetto di movimento tra spazio e tempo nel cinema, in un piano sequenza vorticoso. Alla Quinzaine des réalisateurs. Leggi tutto
Roubaix, une lumière
Analisi approfondita dei concetti di verità, colpa e perdono, Roubaix, une lumière di Arnaud Desplechin, sotto le sembianze di un poliziesco urbano, indaga il senso di appartenenza (dei protagonisti e del regista), al luogo in cui si è cresciuti, al relativo contesto sociale, al genere umano. In concorso a Cannes 2019. Leggi tutto
The Halt
The Halt è il film di Lav Diaz che più si approssima al concetto di pamphlet, in uno slancio all'arma bianca contro il potere di Duterte. Ambientato nel 2034 è l'immagine delle Filippine che hanno perso il sole, e vivono immersi nell'oscurità. Alla Quinzaine des réalisateurs. Leggi tutto
Matthias & Maxime
Matthias & Maxime è l'ottavo lungometraggio di Xavier Dolan, che sembra non aver alcuna intenzione di maturare in maniera definitiva. La sua perizia registica non è in discussione, ma qui il risultato è davvero molto esile. Leggi tutto
L’Âge d’or
A quasi novant'anni dalla sua realizzazione L’Âge d’or irrompe in Cannes Classics dimostrando - qualora fosse necessario - la straordinaria modernità del cinema di Luis Buñuel e del suo linguaggio estetico e politico. Leggi tutto
Nina Wu
Elegante e inquietante messinscena sullo spossessamento di un'attrice da se stessa e dalla sua immagine, Nina Wu del regista taiwanese Midi Z ragiona con efficacia sul concetto di icona nello show business, muovendosi tangenzialmente a certe ossessioni lynchiane, ma poi cade in un finale moralista. Leggi tutto
Abou Leila
Opera prima di Amin Sidi-Boumédiène, Abou Leila è una complessa rielaborazione dell’esplosione del terrorismo islamico in Algeria negli anni ’90, un’opera coraggiosa e perturbante, che cambia più volte registro, dal poliziesco, all’horror onirico con echi lynchiani, allo splatter vero e proprio. Alla Semaine di Cannes 2019. Leggi tutto