Ladri di saponette
Ladri di saponette è, insieme a Volere volare, l'opera più ambiziosa della carriera di Maurizio Nichetti: una farsa che parte dalla memoria più nobile del cinema italiano, il neorealismo, per distruggere a colpi di slapstick la terribile abitudine di interrompere in televisione i film con la pubblicità. Leggi tutto
I lunghi capelli della morte
Classico film del filone del gotico italiano, e terza incursione nel genere di Antonio Margheriti, I lunghi capelli della morte è un concentrato degli archetipi del genere: il castello spettrale con sotterranei e cripte, la stregoneria, le maledizioni, la conturbante presenza della stella Barbara Steele. Leggi tutto
Ostia
Opera prima di Sergio Citti che vide la luce su soggetto, sceneggiatura e supervisione di Pier Paolo Pasolini, Ostia è un ritorno al sottoproletariato romano protagonista di una parte della produzione letteraria e dei primi film realizzati dal poeta di Casarsa. Leggi tutto
I promessi sposi
Tra i primi film ad affrontare il testo di Alessandro Manzoni, I promessi sposi di Mario Bonnard condensa il romanzo conservando comunque un ampio respiro narrativo e puntando sulla meraviglia visiva, l'azione e l'intrigo romanzesco. Leggi tutto
La proprietà non è più un furto
Plumbeo e soffocante (la fotografia è come di consueto di Luigi Kuveiller), quasi del tutto privo di campi lunghi, nevrotico e spezzettato come non mai, La proprietà non è più un furto è stilisticamente un esperimento bizzarro anche per un visionario come Elio Petri. Leggi tutto
La donna della domenica
Tratto da un celebre romanzo di Fruttero&Lucentini, La donna della domenica di Luigi Comencini è un mix di giallo e commedia italiana di costume e caratteri, che riflette intorno all'esplosione dell'erotismo e della pornografia nella vita quotidiana dell'Italia del suo tempo. Leggi tutto
Uccellacci e uccellini
A un paio di anni di distanza da Il vangelo secondo Matteo, Uccellacci e uccellini potrebbe essere definito come "una parabola del sottoproletariato" nel modo in cui emblematizza la distanza tra le classi e il rapporto tra intellettuale e popolo. I geniali titoli di testa sono cantati da Domenico Modugno. Leggi tutto