In Between Dying
In Between Dying, che segna la seconda incursione nel lungometraggio di finzione per l'ottimo documentarista Hilal Baydarov, sembra vivere solo ed esclusivamente dello strapotere della costruzione delle immagini di cui è composto. In concorso alla Mostra di Venezia 2020. Leggi tutto
Nomadland
Giunta al suo terzo film, Chloé Zhao non riesce ancora a fare il salto di qualità, almeno dal punto di vista registico, visto che invece fa un bel salto a livello internazionale, vincendo con Nomadland il Leone d'Oro a Venezia 77. Leggi tutto
Run Hide Fight
Fuori concorso a Venezia 2020, Run Hide Fight è uno school shooting drama che guarda esclusivamente al lato spettacolare e mainstream, sovraccarica storia e personaggi di un'inutile sovrastruttura narrativa e si affida a una retorica politico-morale circolare e reazionaria. Leggi tutto
HOPPER/WELLES
HOPPER/WELLES è una preziosa conversazione tra due registi che si trasforma progressivamente in uno smascheramento da parte di Welles delle ipocrisie e delle contraddizioni della generazione della New Hollywood. Fuori concorso a Venezia 77. Leggi tutto
City Hall
A novant'anni Frederick Wiseman torna con City Hall a Boston, la sua città natale, per aggiungere un tassello alla sua gigantesca mappatura del sistema sociale e politico statunitense, e al significato di "cosa pubblica". Fuori concorso alla Mostra di Venezia. Leggi tutto
The World to Come
Con cura filologica, gusto pittorico e con una delicatezza perfino eccessiva, Mona Fastvold si immerge nel microcosmo soffocante di Abigail e Tallie, ne sonda silenzi e pensieri, segreti e pulsioni. The World to Come è stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2020. Leggi tutto
Mosquito State
Di ambizioni ne ha molte il polacco Filip Jan Rymsza, che torna a Venezia nelle vesti di regista (era al Lido due anni come produttore della versione di The Other Side of the Wind di Orson Welles) con Mosquito State, racconto di una follia che mescola Bret Easton Ellis e π di Darren Aronofsky. Leggi tutto
Mainstream
Gia Coppola, rampolla della dinastia cinematografica, firma con Mainstream un'opera che vorrebbe “denunciare” la degenerazione dell'immagine. Peccato che lo faccia aderendo completamente a quella tipologia di immagine, realizzando un guazzabuglio superficiale, rapido, e acritico. Leggi tutto