Reazione a catena

Reazione a catena

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Reazione a catena, uno dei capolavori di Mario Bava e precursore dello slasher, trova una distribuzione in home video grazie alla Minerva Pictures.

Una contessa paralitica, che vive in una villa affacciata su una baia, viene impiccata. E anche il suo assassino viene a sua volta eliminato a coltellate. La morte della donna dà il via a una giostra di interessi legati alla possibilità di una lucrosa speculazione edilizia nel luogo. Diversi personaggi giungono alla baia, a cominciare da un gruppo di quattro turisti, che una mano ignota elimina uno dopo l’altro nelle maniere più efferate. E non è che l’inizio… [sinossi]

È triste dover constatare come la rivalutazione postuma del nome di Mario Bava all’interno dell’universo critico italiano passi inevitabilmente per l’estero. Viene naturale chiedersi cosa sarebbe accaduto senza l’amore fanatico dichiarato nei confronti del maestro nostrano del fantastico da parte dei vari Joe Dante, John Landis, Tim Burton e Quentin Tarantino, o senza l’intervento di Martin Scorsese che inserì La frusta e il corpo (1963) tra i suoi film italiani preferiti. Tutto questo senza dimenticare il ruolo di primaria importanza interpretato dai Cahiers du cinéma che investirono Bava della carica di “auteur” fin dai tempi del folgorante esordio La maschera del demonio (1960). In Italia fino a pochi anni fa, invece, si poteva contare solo sull’illuminante saggio biografico di Alberto Pezzotta, edito da Il Castoro; un panorama desolante, che sta fortunatamente mutando in modo via via sempre più radicale. La dimostrazione di quanto ciò sia vero è rintracciabile nella scelta di riparare al silenzio degli ultimi decenni editando in home video quei piccoli e grandi capolavori che all’epoca della loro uscita in sala furono trattati con criminosa sufficienza.

Meritoria dunque l’operazione della Minerva Pictures, che porta sugli scaffali delle videoteche Reazione a catena, conosciuto anche come Ecologia del delitto (ma anche come L’antefatto, mentre i titoli di lavorazione erano Odore di carne e il geniale Così imparano a fare i cattivi) e film tra i più centrali dell’intera carriera di Bava, indispensabile per chiunque abbia interesse a scoprirne la poetica espressiva. In un profluvio di zoom e di fuori fuoco, in grado di trasformare anche la più banale delle inquadrature in una vera e propria macchia informe, elogio dell’immaginario che va ben oltre il mero apparentamento a un genere fotografico, prende forma uno dei più imprevedibili e sarcastici gialli all’italiana del periodo: l’etica umanista di Bava, tesa a un moralismo mai pedante, trova compimento sia nella forza del soggetto (opera del molisano Dardano Sacchetti, all’epoca ventiseienne al lavoro già su Il gatto a nove code di Dario Argento e in seguito sceneggiatore tra gli altri di Sette note in nero, …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà e Zombi 2 di Lucio Fulci) che nel nitore inventivo di una messa in scena che non lascia nulla al caso ma allo stesso tempo riesce a dominare una narrazione che procede apparentemente per accumulo di situazioni. Reazione a catena si permette il lusso di portare davanti agli occhi degli spettatori una violenza inaudita, quasi parossistica nella sua esibizione truculenta, eppure mai finalizzata al mero ghiribizzo estetico: operazione questa che trasforma il film in un salvifico, vitale e godibile saggio sulla messa in scena della morte, e dell’atto dell’uccisione. Un film di corpi più che di personaggi, trattati con sguardo entomologico da un cineasta mal disposto a scendere a compromessi eccessivi con il “genere”, e che qui firma una delle sue opere più personali – come sottolinea anche la scelta di tornare a curare personalmente la fotografia, a quasi dieci anni di distanza da La ragazza che sapeva troppo (1962), non a caso il film che più di ogni altro getta le basi per il giallo.

Il dvd della Minerva Pictures rende completamente giustizia al film, presentando tra i contenuti speciali l’interessante documentario L’arte del delitto, a cura della rivista Nocturno, nel quale si assiste a una successione di riflessioni e aneddoti tanto sul film quanto sul Bava uomo e regista: intervengono tra gli altri Steve Della Casa, Alberto Pezzotta, Lamberto e Roy Bava e Dardano Sacchetti. Un modo per approfondire la conoscenza di uno tra i più importanti cineasti a cui l’Italia abbia mai dato i natali, regista nel senso più alto e profondo del termine, metteur en scène intellettuale e artigiano allo stesso tempo, in grado di nascondere l’ombra di Georges Bataille dietro una delle sequenze di orrore voyeuristico più memorabili di cui si abbia memoria.
Completano un dvd da non perdere il trailer originale del film e la biografia e filmografia di Mario Bava.

Info
Il trailer di Reazione a catena.

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