Cinema novo

Cinema novo

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Omaggio alla Nouvelle vague brasiliana, Cinema novo – presentato in Cannes Classics e diretto da Eryk Rocha, figlio di Glauber, che fu il maggior esponente del movimento – è un’elegia costruita esclusivamente su immagini di repertorio che rievoca l’insuperata forza politico-visionaria di quel cinema.

Cinema sempre nuovo

Cinema Novo è un film-saggio che investiga in forma poetica il più importante movimento cinematografico dell’America Latina, attraverso le parole dei suoi maggiori autori: Nelson Pereira do Santos, Glauber Rocha, Leon Hirszman, Joaquim Pedro de Andrade, Ruy Guerra, Walter Lima Jr. e Paulo César Saraceni, tra gli altri. [sinossi]

Se c’è un movimento cinematografico, tra quelli esplosi all’inizio degli anni Sessanta, che fu davvero radicale, rivoluzionario, visionario, politico e disturbante fino alle estreme conseguenze, questo fu il Cinéma Nôvo brasiliano, presto braccato dalla censura – a partire dal colpo di stato del 1964 – e dunque costretto ad atomizzarsi e a ‘individualizzarsi’, perdendo il suo iniziale spirito collettivo. Ma, grazie a questi film e a questi registi, tra cui Glauber Rocha, Nelson Pereira do Santos, Leon Hirszman e Paulo César Saraceni, il cinema brasiliano ottenne grande visibilità all’estero, oltre che una serie di premi internazionali e, soprattutto, mise in discussione in patria sia la dittatura dell’immaginario hollywoodiano, sia il predominio di generi locali come la cantereccia e pecoreccia chanchada.
Il figlio di Glauber Rocha, Eryk, ha portato al Festival di Cannes, nella sezione Cannes Classics, un film che omaggia il movimento, intitolato semplicemente Cinema novo, e che riesce a restituirci, sia pure solo in parte (e non poteva essere altrimenti), la forza destabilizzante di quel cinema.

Scegliendo di lavorare solo sul repertorio e alternando estratti dai film con interventi e riflessioni dell’epoca ad opera degli esponenti del movimento, Eryk Rocha evita il meccanismo classico del documentario sul cinema – che è quello di palesarsi nel didatticismo di interviste a macchina fissa – e preferisce piuttosto viaggiare su un tono elegiaco e surreale, quasi ipnotico, che meglio si sposa proprio con l’immaginario incarnato dall’oggetto del suo discorso.
Perciò, in Cinema novo non vi è una rigida strutturazione in capitoli, né vi sono spiegazioni ex cathedra o pomposamente nostalgiche di quegli anni, quanto piuttosto un tentativo – ovviamente impossibile, ma non per questo meno affascinante – di ricostruire l’interezza del movimento attraverso una poetica del frammento, di piccoli lacerti visivi che si accostano gli uni agli altri e che fanno venir subito voglia di tornare a rivedersi titoli come Barravento, Antonio da Mortes, Garrincha Alegria do Povo, Cara a cara e di recuperare tutti quelli che invece non si è ancora riusciti a vedere.

Ma, al di là della struttura lasca, emerge una chiara tripartizione in Cinema novo: una prima parte in cui si raccontano gli inizi e le collaborazioni collettive piene di entusiasmo, una seconda dedicata al successo internazionale e al ragionamento su come aver ancora più ascolto in patria (importante in tal senso la fondazione della Difilm, casa di distribuzione che promuoveva e diffondeva quel cinema) e una terza che mostra la fine prematura del movimento. Vi è, infine, una postilla, dove si ricorda che il Cinéma Nôvo come posizioni morali e politiche resta sempre valido e attuale; il suo insegnamento, come quello del Neorealismo da cui prendeva spunto, permane per chiunque voglia seguirlo. Così Eryk Rocha prova persino a parlare al presente, dicendoci in qualche modo che la storia è sempre materia viva, nella speranza che qualcuno abbia voglia e forza di riprendere in mano quella violenta anarchia visiva. Certo, di questi tempi le possibilità di poter vedere un rinnovamento siffatto sono bassissime, quasi inesistenti, ma come diceva qualcuno: “Verrà un giorno…”

P.s. In tutto questo dispiace solo che non si sia dato abbastanza spazio a un cineasta magnifico come Julio Bressane, ma è pur vero che questi partecipò allo spirito del Cinéma Nôvo solo nella primissima fase, per poi essere presto emarginato. Anzi, la storia del suo allontanamento e della deviazione verso il Cinema marginal meriterebbe di essere raccontata in un ulteriore documentario.

Info
La scheda di Cinema novo sul sito del Festival di Cannes.
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